Il quadro italiano delle criptovalute continua a mutare: c'è sempre maggiore interesse verso i crypto-asset nel nostro Paese. L'aria nuova che tira in Europa, particolarmente attorno alle stablecoin, ha messo in moto una sorta di reazione a catena.
Gli sforzi congiunti dell'Unione Europea e degli istituti creditizi per legittimare le crypto, attraverso l'introduzione del Regolamento Europeo per la Regolazione dei Crypto-Assets e la creazione di monete bancarie di sistema digitali, ancorate a valute correnti, stanno portando frutto. Il panorama sta cambiando e le banche vogliono essere parte di questo cambiamento.
In questo scenario, Banca Popolare di Cortona, la banca popolare più antica di Italia, ha acquisito ulteriori 603.448 azioni di Cryptosmart, per un controvalore totale di 277 mila euro, portando la propria partecipazione dal 5,1% al 17,6%.
Di che cosa si occupa Cryptosmart
Cryptosmart è una PMI innovativa, nata nel 2021 a Perugia e iscritta, dal 2022, nel Registro degli operatori di valuta virtuale presso l'Organismo Agenti e Mediatori OAM, che ha l'obiettivo di fornire un'esperienza tutta italiana per chiunque voglia affacciarsi sul mondo delle criptovalute e operare con un partner con cui ci si interfaccia in maniera agevole. Il vanto di Cryptosmart è che si tratta di un'azienda italiana, gestita da italiani, con assistenza in italiano e sede nel nostro Paese.
La partnership con l'exchange Cryptosmart "conferma l'impegno di Banca Popolare di Cortona ad accompagnare le proprie comunità di riferimento nel percorso di innovazione digitale, con serietà e senso critico." Così ha scritto l'istituto bancario nella nota che accompagna la comunicazione della chiusura della trattativa.
Una visione unitaria
La Popolare di Cortona ha scelto di aumentare la propria partecipazione in Cryptosmart non tanto perché cerchi una scalata aziendale (o, perlomeno, oggi non vi sono ancora gli elementi per dire se questo sia l'obiettivo ultimo della banca) bensì perché si trova sulla stessa lunghezza d'onda dei fondatori dell'exchange e condivide con loro la stessa visione sull'attuale scenario economico globale, oltre che sulla futura evoluzione del settore crypto.
La strategia congiunta sul breve e medio termine riguarda le politiche monetarie delle banche centrali, caratterizzate da una costante stampa di nuova valuta. Queste scelte erodono il potere d’acquisto del denaro tradizionale e favoriscono la ricerca di asset capaci di conservare valore nel tempo. Le criptovalute, e in particolare Bitcoin, il quale arriverà a un’offerta massima di 21 milioni di unità, si pongono come un rifugio contro l’inflazione. È per questo motivo che la rete Bitcoin continua ad attirare l’interesse di investitori; aziende e governi, contribuendo alla legittimazione di questa criptovaluta come strumento di pagamento, riserva di valore e garanzia in ambito finanziario.
L’adozione crescente creerà un circolo virtuoso: man mano che Bitcoin e le altre crypto saranno sempre più accettate, la domanda aumenterà. Lo stesso avverrà per la fiducia nei loro confronti, a scapito di movimenti speculativi a breve termine. Pur restando un asset soggetto a volatilità, la traiettoria sul lungo periodo beneficerà di un costante incremento nell’uso pratico e nell’esposizione sui mercati globali.
La Popolare aumenterà ancora la sua partecipazione in Cryptosmart?
Una quota del 17,6% è sicuramente rilevante, ma resta ancora minoritaria. Non sappiamo se la Banca miri effettivamente a incrementare la sua partecipazione nell'azienda o se si accontenterà della sua attuale fetta. Quel che appare però piuttosto chiaro è che l'ente creditizio sia attratto da investimenti nel settore della finanza decentralizzata e, in particolare, che abbiano a che fare con le criptovalute.
L'istituto potrebbe proseguire in questa strategia sia aumentando la propria partecipazione nell'azienda umbra, sia diversificando e legandosi ad altri attori. Sarà interessante vedere se continuerà a cercare interlocutori italiani. Una scelta di questo tipo potrebbe rappresentare una leva importante per le realtà del nostro Paese.
