Q-Day: i computer quantistici mettono a rischio Bitcoin
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Q-Day: i computer quantistici mettono a rischio Bitcoin

Un paper di Google Quantum AI ha ridefinito la timeline del rischio: bastano meno qubit del previsto per violare la crittografia di Bitcoin. Ecco cosa significa davvero per i tuoi fondi.

Il 31 marzo 2026, Google Quantum AI ha pubblicato un paper che il settore crypto non può più ignorare. Il titolo è tecnico — "Securing Elliptic Curve Cryptocurrencies against Quantum Vulnerabilities" — ma il contenuto è una sveglia. Rompere la crittografia ECDSA che protegge Bitcoin, Ethereum e quasi tutte le blockchain esistenti potrebbe richiedere meno qubit di quanto si pensasse: tra 1.200 e 1.450 qubit logici, ben lontani dai milioni stimati solo pochi anni fa. E il chip Willow di Google, pur non essendo ancora abbastanza potente, avanza in una direzione precisa.

La domanda che molti si stanno finalmente ponendo è una sola: quando arriverà il Q-Day, e cosa succederà ai wallet?

Cosa succede ai tuoi Bitcoin nel Q-Day

Il Q-Day è il momento ipotetico in cui un computer quantistico sufficientemente potente sarà in grado di derivare una chiave privata dalla chiave pubblica di un wallet. In pratica: chiunque abbia accesso a quella macchina potrebbe svuotare qualsiasi wallet la cui chiave pubblica sia esposta on-chain.

Non tutti i wallet sono ugualmente vulnerabili. I più a rischio sono quelli che usano il formato P2PK — il formato originale usato da Satoshi Nakamoto nelle prime transazioni Bitcoin. In questi casi la chiave pubblica è visibile direttamente sulla blockchain, dando a un potenziale attaccante il tempo di calcolare la chiave privata. I wallet moderni P2PKH espongono la chiave pubblica solo al momento della transazione, riducendo ma non eliminando il rischio.

Emin Gün Sirer, cofondatore di Ava Labs, ha già proposto di fissare una scadenza entro cui spostare i fondi in P2PK UTXO, e di congelare quelli rimasti — incluso, potenzialmente, il tesoro di Satoshi.

Paolo Ardoino, CEO di Tether, è stato più rassicurante: "Solo 21 milioni di Bitcoin. Niente può cambiarlo. Nemmeno il quantum computing."

Chi è già pronto — e chi non lo è

Nel panorama attuale, una blockchain ha già risposto concretamente alla domanda: Algorand, fondata dal matematico italiano Silvio Micali, premio Turing 2012. Il suo protocollo usa firme FALCON — uno schema lattice-based selezionato dal NIST come standard post-quantistico — attive su mainnet in produzione. Google cita Algorand 32 volte nel suo paper come benchmark di implementazione reale.

Leo Fan, fondatore di Cysic ed ex responsabile della quantum resilience in Algorand Foundation, ha commentato su Decrypt: "Algorand si distingue perché ha schemi di firma post-quantum come Falcon attivi su mainnet, ed è stata esplicitamente citata nel paper: questo le conferisce un momentum tecnico e narrativo molto forte."

Bitcoin ed Ethereum, per ora, restano su ECDSA. La migrazione sarebbe complessa, lenta, e richiede consenso di rete su scala globale. Non impossibile, ma non imminente. → Leggi anche: Criptovalute e Computer Quantistici: Quali Sono Immuni alla Minaccia?

La reazione del mercato parla chiaro

Il mercato ha capito il messaggio. ALGO è salita di circa il 50% in aprile, riportandosi sopra 1 miliardo di capitalizzazione. Ma la vera notizia non è il prezzo di un token: è che per la prima volta, un paper accademico firmato da Google ha reso mainstream un concetto che la comunità crypto discuteva sottovoce da anni.

Vitalik Buterin aveva già stimato una probabilità del 20% che un computer quantistico crittograficamente rilevante esistesse prima del 2030. La soglia si abbassa. Il tempo per agire si stringe.

Il paper di Google su Algorand Foundation (approfondimento tecnico): https://algorand.co/blog/technical-brief-quantum-resistant-transactions-on-algorand-with-falcon-signatures

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🎥 Google Quantum AI — panoramica ufficiale su chip Willow e progressi quantistici:

Cosa fare adesso

Per ora, nessun panico. Il Q-Day non è domani. Ma chi ha fondi significativi su wallet con formato P2PK dovrebbe valutare di spostarli su indirizzi moderni. E tutti dovrebbero seguire da vicino l'evoluzione del NIST, che ha già standardizzato algoritmi post-quantistici come FALCON, Dilithium e SPHINCS+.

Il settore ha ancora tempo. Ma quella finestra si sta restringendo più in fretta di quanto i mercati ammettano.

→ Approfondisci il caso Algorand: ALGO +44%: Google e il Quantum Computing Cambiano Tutto

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