CoinShares al Nasdaq: l'Europa Crypto Sfida Wall Street
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Da Giulia Ferrante Immagine del profilo Giulia Ferrante
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CoinShares al Nasdaq: l'Europa Crypto Sfida Wall Street

Il più grande gestore europeo di asset crypto sbarca al Nasdaq. Jean-Marie Mognetti porta CSHR a Wall Street con 12 anni di utili e $6 miliardi in gestione.

CoinShares sbarca al Nasdaq: benvenuti a Wall Street

Il 1° aprile 2026 non è stato uno scherzo. Quel giorno, CoinShares PLC — il più grande gestore europeo specializzato in crypto con oltre 6 miliardi di dollari in gestione — ha iniziato a negoziare sul Nasdaq americano con il ticker CSHR, diventando la prima pure-play europea del settore a sbarcare sul mercato dei capitali statunitense a questo livello. La quotazione ha avuto luogo tramite una business combination da 1,2 miliardi di dollari con la SPAC Vine Hill Capital Investment Corp., sostenuta da un impegno istituzionale da 50 milioni di dollari da parte di Alyeska Master Fund.

Jean-Marie Mognetti e il campanello di Times Square

L'8 aprile 2026, il co-fondatore e CEO Jean-Marie Mognetti ha suonato il Nasdaq Opening Bell a Times Square — un gesto simbolico che vale più di qualsiasi comunicato stampa. Alla CNBC ha dichiarato senza mezzi termini: "Abbiamo tanto AUM in Europa, ma non abbastanza negli USA. Vogliamo diventare un'azienda molto più grande, e la nostra crescita si misurerà dalla capacità di penetrare questo mercato."

Non è una scommessa a vuoto. CoinShares ha chiuso in utile per 12 anni consecutivi: attraverso il crollo del 2018, il collasso di FTX nel 2022 e la correzione del primo trimestre 2026. Nel mercato europeo degli ETP crypto detiene una quota del 34%, posizionandosi al quarto posto globale dopo BlackRock, Grayscale e Fidelity. Un track record che pochi nel settore possono vantare, e che Mognetti ha scelto di portare direttamente davanti agli investitori americani.

Quotarsi mentre Bitcoin crolla: una scelta deliberata

L'8 aprile, il giorno in cui Mognetti ha suonato la campana, Bitcoin era intorno ai 70.000 dollari — sceso del 23% dall'inizio dell'anno in piena settimana dei dazi. Kraken aveva posticipato i suoi piani di IPO. CoinShares è andata avanti comunque. "Non crediamo nelle finestre temporali," ha detto Mognetti. "Stiamo quotando perché il business è pronto."

Questo contesto non è un caso isolato: pochi giorni prima, Morgan Stanley aveva lanciato il suo ETF spot Bitcoin MSBT su NYSE Arca, diventando la prima grande banca USA a emettere direttamente un prodotto del genere. E a marzo la SEC e la CFTC avevano dichiarato Bitcoin, Ethereum e Solana commodity digitali, segnando il cambio regolatorio più importante degli ultimi anni negli Stati Uniti. La quotazione di CoinShares si inserisce in un trend strutturale, non in un'onda speculativa.

Cosa succede ora per CSHR

CoinShares gestisce 39 prodotti su 4 piattaforme e genera ricavi prevalentemente da commissioni ricorrenti — un modello che la protegge dai picchi di volatilità dei volumi di trading. Il piano dichiarato non si ferma agli ETP: Mognetti ha annunciato espansione nelle strategie alternative attive e nella DeFi, un comparto che nel 2026 sta attraversando una fase di consolidamento importante con i protocolli leader che catturano quote sempre più ampie. La quotazione al Nasdaq offre una cosa che nessun mercato europeo poteva dare: equity come valuta per acquisizioni negli USA.

Il 14 aprile Mognetti parteciperà al Centri Capital Conference — il primo intervento pubblico rivolto agli investitori americani dopo il debutto. Il Q1 2026 earnings report sarà invece il primo banco di prova concreto. La storia di CoinShares al Nasdaq inizia qui: e dichiaratamente, non finisce qui.

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