Il Giappone Riclassifica le Crypto come Strumenti Finanziari
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Il Giappone Riclassifica le Crypto come Strumenti Finanziari

Il Giappone approva la riclassificazione delle criptovalute come strumenti finanziari. Bitcoin, Ethereum e XRP equiparati ad azioni e obbligazioni. Cosa cambia dal 2027.

Il 10 aprile 2026 il Consiglio dei Ministri giapponese ha approvato un emendamento al Financial Instruments and Exchange Act (FIEA) che riclassifica ufficialmente le criptovalute come strumenti finanziari. Una svolta che molti nel settore aspettavano da anni e che, se confermata dal Parlamento (la Dieta Nazionale), entrerà in vigore nel corso dell'anno fiscale 2027.

Non è un cambio lessicale. È un cambio di sistema.

Dal mezzo di pagamento all'asset class: cosa è cambiato

Fino a ieri, le crypto in Giappone erano regolamentate dal Payment Services Act (PSA), la legge introdotta dopo il collasso di Mt. Gox nel 2014, che le trattava principalmente come strumenti di pagamento digitale. Da quando la Financial Services Agency (FSA) ha guidato questa nuova proposta, però, la prospettiva è cambiata radicalmente: Bitcoin, Ethereum, XRP e altri 102 token quotati su exchange giapponesi registrati vengono ora equiparati legalmente ad azioni e obbligazioni.

Questo significa regole molto più severe — ma anche molta più legittimità.

La ministra delle Finanze Satsuki Katayama, prima donna a ricoprire questo ruolo in Giappone, ha dichiarato che la riforma servirà ad "espandere l'offerta di capitale produttivo, garantire equità e trasparenza di mercato, e proteggere gli investitori". Parole precise, non slogan.

Le novità concrete del nuovo framework FIEA

Il provvedimento introduce misure molto specifiche.

Il divieto di insider trading viene finalmente esteso al mercato crypto: sarà illegale comprare o vendere asset digitali sulla base di informazioni privilegiate non pubbliche — esattamente come avviene per le azioni in borsa. Gli emittenti di criptovalute saranno obbligati a pubblicare rendiconti annuali, portando trasparenza su tecnologia, volatilità e governance dei token. Le piattaforme di scambio cambieranno nome: da "operatori di exchange di cripto-asset" a "operatori di trading di cripto-asset", riflettendo il loro ruolo ora più vicino a quello di un intermediario finanziario vero e proprio.

Sul fronte delle sanzioni, chi opera senza licenza rischia fino a 10 anni di carcere (prima erano 3) e una multa massima di 10 milioni di yen, circa 62.800 dollari, in netto aumento rispetto ai 3 milioni precedenti.

La riforma fiscale che cambia tutto

Parallelamente all'emendamento regolatorio, Tokyo sta portando avanti una riforma del sistema di tassazione. Attualmente, i guadagni da crypto in Giappone sono tassati come reddito ordinario, con aliquote progressive che possono arrivare al 55%. La proposta sul tavolo prevede l'introduzione di una flat tax al 20%, in linea con quella applicata sulle plusvalenze azionarie, oltre a un meccanismo di riporto delle perdite per tre anni — una misura che esisteva già per gli investimenti in azioni ma non per le crypto.

Oltre 12 milioni di account crypto attivi in Giappone aspettano da anni questa equalizzazione fiscale. Se approvata, potrebbe liberare un volume di capitali oggi frenato dall'incertezza normativa.

Il segnale geopolitico: l'Asia si muove compatta

Il Giappone non si muove in isolamento. Lo stesso giorno, l'10 aprile, la Hong Kong Monetary Authority ha rilasciato le prime licenze per emittenti di stablecoin. La Corea del Sud ha avanzato il Digital Asset Basic Act con regole bancarie per le riserve. Gli Stati Uniti stanno lavorando al GENIUS Act sulle stablecoin e al CLARITY Act sulle commodity digitali.

La convergenza regolatoria globale non è più teorica. Tra i candidati più attesi per i futuri ETF spot crypto sul mercato giapponese figurano già gruppi come Nomura e SBI — un segnale che il capitale istituzionale si sta posizionando in anticipo.

Aprile 2026 potrebbe essere ricordato come il mese in cui le criptovalute hanno smesso definitivamente di essere un esperimento.

Cosa significa per gli investitori

L'effetto più immediato è la legittimità. Un asset che viene trattato come un'azione è un asset che fondi pensione, gestori patrimoniali e banche possono inserire nei portafogli senza conflitti normativi. Nel medio termine, potrebbe aprire la strada agli ETF crypto sul mercato giapponese, portando nuovi flussi istituzionali in modo strutturato.

Chi già detiene crypto in Giappone potrà beneficiare di una tassazione più equa. Chi le scambia professionalmente dovrà adeguarsi a standard di compliance molto più rigorosi — ma opererà in un mercato più sicuro e meno esposto a scenari di collasso improvviso.

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