CBDC americano bloccato fino al 2030: il voto che cambia tutto
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Da Hamza Ahmed Immagine del profilo Hamza Ahmed
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CBDC americano bloccato fino al 2030: il voto che cambia tutto

Il Senato USA vota per bloccare il dollaro digitale della Fed fino al 2030, segnando un punto di svolta nel dibattito su privacy e controllo monetario.

Per anni, a Washington, l'idea di un dollaro digitale della banca centrale (CBDC) è stata liquidata come una possibilità remota, un concetto astratto e accademico, confinato in documenti di ricerca e messaggi politici di parte. Ma tutto è cambiato quando il Senato ha messo un numero su questa possibilità, rendendola improvvisamente concreta e urgente.

Lo scorso 2 marzo, con un voto di 84 a 6, il Senato ha approvato la mozione per procedere all'esame dell'H.R. 6644. Questo vasto pacchetto legislativo, che unisce misure per l'edilizia abitativa e il settore bancario, contiene una disposizione chiave: il divieto per la Federal Reserve di emettere una CBDC fino alla fine del 2030.

Solo sei senatori hanno votato contro. Cory Booker ha votato "presente", mentre nove non hanno partecipato al voto. Questo margine schiacciante segna un punto di svolta: il CBDC ha smesso di essere una battaglia secondaria per gli appassionati di criptovalute ed è diventato un tema centrale nel dibattito del Senato su privacy, potere statale e controllo della moneta.

Un voto procedurale dal peso specifico enorme

È importante notare che il voto del 2 marzo non rappresenta l'approvazione finale della legge. La procedura parlamentare conta: il voto non dimostra che i sei senatori contrari alla mozione siano necessariamente favorevoli a un dollaro digitale della Fed. Tuttavia, il risultato è inequivocabile: una super-maggioranza del Senato si è sentita a proprio agio nel far avanzare un pacchetto che include un linguaggio fortemente critico e restrittivo nei confronti del CBDC.

Chi sono i sei "no" e cosa ci dice il loro voto

I sei senatori che hanno votato contro la mozione sono: i repubblicani Ron Johnson (Wisconsin), Mike Lee (Utah), Rick Scott (Florida) e Tommy Tuberville (Alabama), e i democratici Chris Murphy (Connecticut) e Chris Van Hollen (Maryland).

  • Ron Johnson (R-Wis.) e Mike Lee (R-Utah) rappresentano l'ala più tradizionalmente contraria all'espansione del potere federale. Lee, in particolare, ha costruito la sua carriera sulla difesa dei limiti costituzionali del governo, rendendo la sua presenza in questo blocco particolarmente significativa.
  • Chris Murphy (D-Conn.) e Chris Van Hollen (D-Md.) sono le due voci democratiche fuori dal coro. Murphy è noto per il suo impegno su politica estera e controllo delle armi, mentre Van Hollen siede nella potente Commissione Bancaria del Senato, dando al suo voto un peso specifico notevole all'interno di un pacchetto che fonde finanza e edilizia.
  • Rick Scott (R-Fla.) e Tommy Tuberville (R-Ala.) completano il quadro di un'opposizione bipartisan, seppur minuscola, che ha rotto l'unanimità del Senato.

Perché la portata del voto va oltre i numeri

Tuttavia, ridurre questo voto a un semplice scorecard ideologico sarebbe fuorviante. L'H.R. 6644, noto come "21st Century ROAD to Housing Act", è un gigante legislativo. La norma anti-CBDC è solo una parte di un emendamento molto più ampio che include misure per l'offerta abitativa, l'accessibilità economica, blocchi di fondi per la ricostruzione post-calamità, dati sull'edilizia rurale e sostegno alle comunità di case prefabbricate.

In sostanza, nessuno dei senatori stava votando su un referendum a singola domanda sul dollaro digitale, ma sull'opportunità o meno di portare avanti l'intero pacchetto. Il fatto che una maggioranza così ampia abbia accettato di includere e procedere con la clausola sul CBDC è il vero segnale politico.

Un linguaggio insolitamente diretto e una scadenza chiara

Nonostante il contesto, il linguaggio della disposizione sul CBDC è insolitamente diretto. L'emendamento definisce un CBDC come un asset digitale denominato in dollari, trattato come valuta statunitense, passività diretta della Federal Reserve e ampiamente disponibile al pubblico. Quindi, vieta esplicitamente alla Fed di emettere o creare tale valuta, direttamente o indirettamente, con una "sunset date" (data di scadenza) fissata al 31 dicembre 2030.

Questa scadenza è fondamentale: dimostra che il Congresso vuole mettere una pietra sopra la questione per il resto del decennio, ma non intende chiudere per sempre il dibattito sul dollaro digitale.

In ogni caso, l'intero sforzo legislativo rischia di essere quasi superfluo. La stessa Federal Reserve ha dichiarato pubblicamente, in un documento del 2022, di non aver preso alcuna decisione sull'emissione di un CBDC, ribadendo di non voler procedere senza un chiaro mandato dal potere esecutivo e legislativo. Il voto del Senato, tuttavia, trasforma quella prudenza in un obbligo di legge, almeno per i prossimi anni.

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