Il mercato delle criptovalute ha registrato una scossa improvvisa nella giornata di martedì, con il Bitcoin che è balzato sopra la soglia psicologica dei 95.000 dollari.
Si tratta del livello più alto raggiunto dalla principale criptovaluta negli ultimi 50 giorni, un movimento innescato da una combinazione esplosiva di dati macroeconomici rassicuranti negli Stati Uniti e un brusco aggravamento del rischio geopolitico in Medio Oriente.
Il fattore geopolitico: l’allerta del Dipartimento di Stato
La scintilla che ha trasformato un trend positivo in un vero e proprio rally verticale è stata la comunicazione d’emergenza del Dipartimento di Stato americano. Washington ha emesso un avvertimento perentorio ai cittadini statunitensi, intimando di "lasciare l'Iran immediatamente" e di prepararsi a prolungati blackout delle comunicazioni.
I cittadini statunitensi dovrebbero lasciare l'Iran immediatamente. Considerate di partire via terra verso la Turchia o l'Armenia, se è sicuro farlo. Le proteste in tutto l'Iran continuano a intensificarsi, ha pubblicato TravelGov su X.
Iran: U.S. citizens should leave Iran now. Consider departing by land to Türkiye or Armenia, if safe to do so. Protests across Iran continue to escalate. Increased security measures, road closures, public transportation disruptions, and internet blockages are ongoing. The… pic.twitter.com/w9suu499Ef
— TravelGov (@TravelGov) January 13, 2026
L'allerta giunge in un momento di estrema fragilità: le proteste di massa continuano a scuotere il territorio iraniano, mentre la retorica della Casa Bianca nei confronti di Teheran si fa sempre più dura.
Il timore di un conflitto regionale su vasta scala ha spinto gli investitori a cercare riparo in asset alternativi e decentralizzati. In questo scenario, il Bitcoin ha riaffermato il suo ruolo di "oro digitale", un asset che opera al di fuori del controllo governativo e che tende a sovraperformare nei periodi di instabilità globale e censura delle infrastrutture di comunicazione.
Macroeconomia: il CPI rimuove gli ostacoli
Nonostante la crisi in Iran abbia fornito l'accelerazione finale, le basi del rally erano state gettate già nelle prime ore della giornata. I dati sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) degli Stati Uniti hanno mostrato un’inflazione stabile. Sebbene i prezzi continuino a salire, il ritmo non sta accelerando, suggerendo che la Federal Reserve non sarà costretta a nuovi e aggressivi rialzi dei tassi d'interesse nel breve termine.
Per il comparto crypto, questo scenario è ideale: una stabilità inflattiva allontana lo spettro di una recessione causata da un eccessivo inasprimento monetario, creando un ambiente favorevole per gli asset di rischio. Il report sul CPI ha rimosso il principale rischio di ribasso proprio mentre il Bitcoin stava cercando una base solida dopo settimane di vendite intense legate agli ETF.
La fine del "washout" e il consolidamento degli ETF
Il balzo da 91.000$ a oltre 95.000$ (un incremento superiore al 5% in poche ore) non è avvenuto nel vuoto. All'inizio di gennaio, il mercato aveva subito una dura correzione: gli ETF spot sul Bitcoin negli Stati Uniti avevano registrato deflussi per oltre 6 miliardi di dollari.
Il Bitcoin sale sopra i 96.000$ per la prima volta dal 16 novembre, ha dichiarato Kobeissi Letter su X.
BREAKING: Bitcoin rises above $96,000 for the first time since November 16th.
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter) January 13, 2026
Bitcoin is now up +10% in 2026. pic.twitter.com/FZ3Iu0jNcB
Molti investitori, entrati durante il rally di ottobre, avevano chiuso le proprie posizioni in perdita, spingendo il prezzo verso la base di costo degli ETF intorno agli 86.000 dollari.
Tuttavia, i dati più recenti indicano che la fase di "washout" (pulizia delle mani deboli) è terminata. Mentre le istituzioni americane hanno messo in pausa gli acquisti, i compratori globali hanno assorbito l'offerta in eccesso. Anche il "Coinbase Premium", pur essendo diventato negativo, ha segnalato una fase di cautela piuttosto che di capitolazione, permettendo al mercato di stabilizzarsi prima della nuova spinta.
Prospettive: la marcia verso i 100.000$
Con la rottura della resistenza a 93.000 dollari prima e il superamento dei 95.000 dollari poi, il Bitcoin ha confermato l’ingresso di una nuova e robusta domanda. Il movimento ha trascinato con sé l'intero settore: Ethereum, Solana e XRP hanno registrato guadagni significativi, confermando una ritrovata euforia nel mercato degli asset digitali.
Gli analisti guardano ora con ottimismo al futuro a breve termine. Se i flussi verso gli ETF dovessero tornare positivi e le tensioni geopolitiche rimanere elevate, il prossimo test decisivo sarà la quota storica dei 100.000 dollari.
Questo rally non è solo una questione di numeri, ma la dimostrazione che il Bitcoin continua a evolversi come asset duale: un investimento macroeconomico nei periodi di stabilità e un bene rifugio critico nei momenti di crisi globale.
