Il mercato delle criptovalute si ritrova nuovamente ad affrontare spettri del passato. BlockFills, importante fornitore di liquidità e prestatore di asset digitali con sede a Chicago, ha annunciato la sospensione temporanea dei depositi e dei prelievi per la sua intera clientela. La decisione, implementata ufficialmente la scorsa settimana, arriva in un momento di estrema tensione finanziaria, caratterizzato da una marcata volatilità dei prezzi che sta spingendo gli asset verso il basso.
Una misura protettiva in un mercato volatile
In un comunicato ufficiale diffuso tramite la piattaforma X (precedentemente Twitter), la società ha chiarito che la misura è ancora in vigore e si è resa necessaria alla luce delle "recenti condizioni di mercato e finanziarie". Secondo la dirigenza di BlockFills, il blocco è volto a "proteggere sia i clienti che l’azienda stessa" durante questa fase di turbolenza.
L'azienda è stata inoltre in dialogo attivo con i nostri clienti durante l'intero processo, attraverso sessioni informative e l'opportunità di porre domande al senior management. BlockFills sta lavorando instancabilmente per portare la questione a una conclusione e continuerà ad aggiornare regolarmente i propri clienti non appena gli sviluppi lo richiederanno, si legge nella nota.
In light of recent market and financial conditions, and to further the protection of clients and the firm, BlockFills took the action last week of temporarily suspending client deposits and withdrawals. Clients have been able to continue trading with BlockFills for the purpose of…
— BlockFills (@blockfills) February 11, 2026
Nonostante l’impossibilità di spostare capitali in entrata o in uscita, l'operatività di trading sulla piattaforma non si è fermata del tutto. BlockFills ha infatti precisato che i clienti mantengono la facoltà di gestire le proprie posizioni esistenti, con il permesso di aprire o chiudere contratti sia nei mercati spot che in quelli dei derivati, oltre ad altre eccezioni specifiche valutate caso per caso.
I numeri di un gigante istituzionale
BlockFills non è un attore minore nel panorama globale. L'azienda serve circa 2.000 clienti istituzionali, una rete che comprende hedge fund specializzati in asset digitali e importanti gestori patrimoniali. La portata delle sue operazioni è testimoniata dai dati del 2025, anno in cui la società ha gestito un volume di scambi impressionante, pari a 60 miliardi di dollari.
Attualmente, il management della società sta lavorando a stretto contatto con investitori e partner per risolvere l'impasse e ripristinare la piena liquidità sulla piattaforma. Tuttavia, la mancanza di una tempistica certa per la riapertura dei prelievi sta alimentando il nervosismo tra gli operatori del settore.
Il fantasma del 2022 e l'effetto domino
Nel settore delle criptovalute, il congelamento dei prelievi è un segnale che storicamente scatena forti preoccupazioni. Molti ricordano il drammatico crollo del 2022, quando colossi del calibro di Celsius, BlockFi, Voyager e FTX sospesero le operazioni prima di dichiarare bancarotta. In quel periodo, l'interconnessione tra le varie piattaforme portò a un "effetto domino" che destabilizzò l'intero mercato e distrusse la fiducia degli investitori.
È fondamentale sottolineare, però, che le sospensioni temporanee possono anche fungere da misura difensiva legittima per evitare corse agli sportelli durante picchi di stress. Al momento, non esistono prove pubbliche che suggeriscano l'insolvenza di BlockFills, ma il silenzio operativo sui trasferimenti mantiene alta l'attenzione degli analisti.
Verso un nuovo "Inverno Crypto"?
La mossa di BlockFills si inserisce in un contesto macroeconomico cupo per gli asset digitali. Dall'inizio dell'anno, la capitalizzazione totale del mercato crypto è diminuita di oltre il 22%, portando molti esperti a temere l'inizio di un nuovo "inverno".
Per chi sta guardando a BlockFills definendolo l'inizio della fine delle crypto, per favore faccia un respiro profondo. Si tratta di un rischio di modello, non di un rischio sistemico. Altrimenti vedreste FalconX, Coinbase Prime, ecc. nella stessa posizione," ha dichiarato ALEX DAMSKER su X.
For those looking at Blockfills and calling it the beginning of the end of crypto, please take a deep breath.
— ALEX DAMSKER/ Damsker.eth (@AlexDamsker) February 12, 2026
This is model risk, not systemic risk. Otherwise you’d see FalconX, Coinbase Prime, etc in the same position.
Examination with a critical eye is good. But be cautious… pic.twitter.com/6xsmXLXez5
Venerdì scorso, il Bitcoin ha toccato i 60.000$, segnando il punto più basso da ottobre 2024. Sebbene questa cifra possa sembrare elevata in termini storici, rappresenta un calo del 50% rispetto al massimo storico di circa 126.000$ registrato solo pochi mesi fa, nell'ottobre precedente. Mentre la comunità finanziaria attende aggiornamenti, la crisi di BlockFills rimane un caso studio critico sulla resilienza delle infrastrutture istituzionali nel mondo decentralizzato.
