L’epoca in cui il settore delle criptovalute era considerato un mercato a soli due asset (Bitcoin ed Ethereum) è ufficialmente terminata. Il CME Group, il più grande mercato di derivati al mondo, ha annunciato il 15 gennaio il piano per il lancio di contratti future su Cardano (ADA), Chainlink (LINK) e Stellar (XLM) a partire dal prossimo 9 febbraio, previa revisione normativa.
Questa mossa rappresenta un segnale calcolato da parte del gigante di Chicago: il mercato degli asset digitali è ormai maturato, superando la sola attrazione gravitazionale di BTC ed ETH per diventare una classe di asset diversificata e gestita sotto il profilo del rischio.
Una struttura a due livelli per istituzioni e retail
L'espansione introduce una struttura deliberata a due livelli, progettata per catturare sia i pesi massimi istituzionali che i trader retail attivi. I contratti saranno disponibili in dimensioni standard e micro:
- Cardano (ADA): 100.000 ADA (standard) e 10.000 ADA (micro).
- Chainlink (LINK): 5.000 LINK (standard) e 250 LINK (micro).
- Stellar (XLM): 250.000 XLM (standard) e 12.500 XLM (micro).
Ampliando i propri binari "blue-chip" a questi tre asset, il CME dichiara che l'infrastruttura per il trasferimento del rischio è pronta a gestire un ampio spettro di utility blockchain, dalle piattaforme di smart contract al middleware e ai pagamenti.
I numeri del record 2025
Il motore principale di questa espansione risiede nei risultati straordinari ottenuti dal desk crypto del CME nel 2025. L’anno scorso, l’exchange ha registrato un’attività record, con un volume giornaliero medio (ADV) di 278.300 contratti, pari a circa 12 miliardi di dollari di valore nozionale scambiato ogni giorno.
Ancora più significativo per l'adozione istituzionale è l'Open Interest (OI) medio, che si è attestato a 313.900 contratti (circa 26,4 miliardi di dollari). Questi dati suggeriscono che le crypto non sono più un esperimento di nicchia, ma una componente solida nella costruzione di portafogli globali.
La crescita è stata trainata soprattutto dalla suite "micro". Durante il picco di volatilità del 21 novembre 2025, il complesso ha raggiunto il record assoluto di 794.903 contratti giornalieri, di cui ben 676.088 provenienti dalla suite micro.
Il "playbook" di laurea per gli asset digitali
Il CME non sta procedendo alla cieca. L'exchange ha sviluppato un modello collaudato per "laureare" gli asset digitali nella sfera regolamentata, come già avvenuto con Solana (SOL) e XRP nel 2025. Entro metà settembre dello scorso anno, oltre 540.000 future su Solana erano già stati scambiati, per un valore di 22,3 miliardi di dollari.
La scelta di ADA, LINK e XLM riflette la nuova categorizzazione istituzionale:
- Cardano: Esposizione agli smart contract alternativa a Ethereum.
- Chainlink: "Beta infrastrutturale", ovvero una proxy per le reti oracolo middleware.
- Stellar: Asset legato ai pagamenti transfrontalieri e al contante tokenizzato.
Il catalizzatore degli ETF
Il peso strategico della mossa del CME è stato confermato quasi immediatamente dal mercato. In vista del debutto di febbraio, ProShares ha già depositato i documenti per sei nuovi ETF legati a questi asset, inclusi prodotti a leva come il ProShares Ultra Cardano ETF.
I depositi indicano come data effettiva il 31 marzo, suggerendo una sequenza orchestrata: i future del CME stabiliranno la liquidità e il prezzo di riferimento a febbraio, aprendo la strada al lancio dei prodotti retail strutturati circa sette settimane dopo.
Prospettive di successo
Il vero test per ADA, LINK e XLM sarà la persistenza dell'Open Interest e la solidità degli spread. Basandosi sul valore nozionale giornaliero di 12 miliardi di dollari del 2025, una quota di mercato dell'1,5% (lo scenario "breakout") porterebbe a circa 180 milioni di dollari al giorno, sancendo definitivamente l'ingresso di questi altcoin nel panorama finanziario mainstream regolamentato.
