Ondata di licenziamenti nel crypto: oltre 450 posti tagliati tra Algorand, Gemini, Block e Crypto.com
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Ondata di licenziamenti nel crypto: oltre 450 posti tagliati tra Algorand, Gemini, Block e Crypto.com

Marzo 2026 segna una nuova ondata di tagli nel settore crypto. Algorand, Gemini, Block, Crypto.com, OP Labs e Messari hanno ridotto il personale in poche settimane.

Il marzo 2026 passerà agli archivi come uno dei mesi più difficili per l'occupazione nel settore crypto. In poche settimane, alcune delle aziende più note del comparto hanno annunciato tagli significativi al personale. La motivazione ufficiale oscilla tra due narrative: pressioni macroeconomiche e integrazione dell'intelligenza artificiale.

Ma dietro i comunicati, la realtà è più complessa.

I numeri: chi ha tagliato e quanto

Il quadro che emerge dalle ultime settimane è eloquente.

Block, la società di Jack Dorsey, ha tagliato oltre 4.000 posti di lavoro in febbraio — quasi il 40-50% del proprio organico — citando esplicitamente l'AI come motivo principale.

Gemini ha ridotto il proprio organico di circa il 30% dall'inizio del 2026, portando il totale dei dipendenti a circa 445. I tagli sono arrivati insieme a una ristrutturazione strategica, con l'uscita da diversi mercati internazionali e un focus crescente sui mercati predittivi.

Crypto.com ha annunciato una riduzione del 12% del proprio organico, pari a circa 180 dipendenti. Il CEO Kris Marszalek ha dichiarato: "Ci uniamo alla lista delle aziende che integrano l'AI a livello aziendale", aggiungendo che le aziende che non si adattano in questo nuovo mondo rischiano di restare indietro.

L'Algorand Foundation ha tagliato il 25% del proprio staff il 18 marzo 2026, colpendo circa 40-50 ruoli su un organico inferiore a 200 persone, citando "l'incerto contesto macro globale" e il generale ribasso dei mercati crypto. La notizia è arrivata un giorno dopo che i regolatori statunitensi avevano classificato ALGO come commodity digitale e non come security.

OP Labs, il team dietro al layer-2 Optimism, ha eliminato 20 posizioni, mentre PIP Labs — dietro Story Protocol — ha licenziato cinque dipendenti a tempo pieno e tre contractor, pari a circa il 10% del proprio organico.

Messari, la piattaforma di dati crypto che ora si definisce "AI-first", ha annunciato il suo terzo round di licenziamenti dal 2023, senza fornire cifre precise. L'azienda è scesa da un obiettivo di 1.000 analisti a circa 140 dipendenti oggi.

Sommando solo le aziende che hanno reso pubblici i numeri: si tratta di circa 450 posizioni eliminate nel giro di poche settimane. E questo potrebbe essere solo la punta dell'iceberg: nel crypto winter del 2022, CoinDesk tracciò oltre 26.000 posti persi nel corso dell'anno, una cifra che impiegò mesi a diventare visibile.

La narrativa AI: strategia o alibi?

Il dato più interessante di questa ondata di tagli non è tanto il numero, ma il modo in cui viene raccontata. A differenza del 2022 — quando i licenziamenti erano chiaramente legati al crollo dei prezzi, al fallimento di FTX e ai tassi d'interesse in rialzo — nel 2026 molte aziende scelgono di inquadrare i tagli come una transizione strategica verso l'AI.

Gemini ha scritto nella sua lettera agli azionisti: "L'AI è ora troppo potente per non essere usata. Non usarla sarà presto l'equivalente di presentarsi al lavoro con una macchina da scrivere invece di un laptop."

Una posizione netta. Ma quanto corrisponde alla realtà?

Dan Escow, fondatore dell'agenzia di recruitment crypto Up Top, è scettico: "Non vedo alcuna indicazione reale che questi licenziamenti abbiano a che fare con la sostituzione AI su larga scala. Intere categorie come restaking, DePIN e L2 che erano robuste in termini di talento sono praticamente inesistenti. Le aziende sono forzate in modalità cost-cutting per guadagnare tempo e capire cosa fare dopo."

Un'analisi che trova conferma guardando ai ruoli colpiti: i tagli di Algorand hanno riguardato community management e business development — non posizioni ovviamente sostituibili dall'AI.

Il mercato del lavoro crypto: un crollo verticale

Al di là dei singoli annunci, i dati sull'occupazione nel settore dipingono un quadro preoccupante.

Le nuove offerte di lavoro sulle principali piattaforme specializzate in crypto girano intorno a 6,5 al giorno a gennaio, in calo di circa l'80% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Un dato che non lascia spazio a molte interpretazioni: il mercato si sta restringendo, indipendentemente da quale sia la causa principale tra macro e AI.

Contesto di mercato: prezzi deboli, pressione alta

Il contesto di mercato non aiuta. Il token ALGO di Algorand ha perso circa il 98% rispetto al suo picco del 2019, scambiando intorno a $0,09. Bitcoin ha perso il 20% in questo trimestre.

Gemini, guidata dai fratelli Winklevoss, ha ridotto il personale in un contesto di perdite dichiarate di 582 milioni di dollari, prezzi Bitcoin in calo e perdita di quote di mercato.

La combinazione tra mercati deboli, tassi d'interesse ancora alti e rallentamento del fundraising nel settore Web3 crea una pressione strutturale che le narrative sull'AI non eliminano, ma aiutano a rendere più digeribile per gli investitori.

2022 vs 2026: stessa crisi, storia diversa

Questi sviluppi richiamano le ondate precedenti di licenziamenti nel crypto, ma non sono esattamente la stessa cosa. Durante il crypto winter del 2022-2023, i tagli erano direttamente legati al crollo dei prezzi, all'aumento dei tassi d'interesse e alle ricadute del fallimento di FTX. Nel 2026, lo schema c'è ancora — ma la storia è cambiata.

La differenza principale è questa: nel 2022 si licenziava per sopravvivere. Nel 2026, si licenzia — almeno in parte — per sembrare moderni. Il che potrebbe essere sia una buona notizia (il settore è più maturo), sia una preoccupazione (si usa l'AI come copertura narrativa per tagli motivati da ragioni più prosaiche).

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il segnale più importante da monitorare è il dato sulle nuove assunzioni. Se i job posting continueranno a diminuire anche nei prossimi trimestri, l'ipotesi di un vero ciclo di contrazione sarà difficile da negare. Se invece ripartiranno — magari con un focus su profili AI/ML — allora la narrativa della trasformazione strategica avrà trovato una conferma concreta.

Per ora, quello che sappiamo è che il settore crypto sta attraversando una fase di consolidamento accelerato: meno aziende, più snelle, con bilanci sotto pressione e un'enorme scommessa sull'efficienza portata dall'intelligenza artificiale. Una scommessa che, se vinta, cambierà radicalmente il modo in cui funziona questo settore. Se persa, potrebbe sembrare — col senno di poi — solo un modo elegante per tagliare i costi in un momento difficile.

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