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Euro digitale, la prova italiana: nove banche al lavoro mentre la BCE attende il sì dei pagamenti
Di Ilya Bratanov immagine profilo Ilya Bratanov
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Euro digitale, la prova italiana: nove banche al lavoro mentre la BCE attende il sì dei pagamenti

Parte la sperimentazione Eur.Bank su nove banche italiane mentre la BCE attende entro fine giugno il riscontro dei PSP per il pilota dell'euro digitale.

Nove banche italiane, una sperimentazione tecnica partita il 3 giugno 2026, un riscontro decisivo atteso entro fine mese. L'euro digitale ha smesso di essere un dibattito da convegno ed è entrato nei laboratori degli istituti di credito. La prova si chiama Eur.Bank, si svolge nel quadro MiCA e mette alla prova l'architettura, non ancora l'offerta al pubblico. In parallelo corre una scadenza che pochi hanno segnato in agenda: la BCE ha invitato i prestatori di servizi di pagamento a candidarsi al progetto pilota entro il 14 maggio, e il riscontro su quelle candidature è atteso entro fine giugno 2026.

Il calendario, qui, conta più delle dichiarazioni. La fase preparatoria avviata nel novembre 2023 si è chiusa con successo a ottobre 2025, quando il Consiglio direttivo ha deciso di passare alla fase successiva. Da quel momento la macchina segue tappe precise: fase di sviluppo dal terzo trimestre 2026, fase operativa dalla seconda metà del 2027 con durata di dodici mesi, possibile prima emissione nel 2029. Ogni passaggio resta però subordinato a una condizione sola: l'adozione del regolamento europeo entro il 2026.

Euro digitale: la tabella di marcia BCE

Fonte: comunicati BCE e Banca d'Italia, 2025-2026

Prep. 2023Sviluppo 2026Pilota 2027Operativo 2028Emissione 2029

Cosa testano davvero le nove banche

La sperimentazione italiana non è un'offerta commerciale, ed è bene ribadirlo per evitare malintesi. È una prova di infrastruttura. In parallelo, un consorzio di nove banche europee, tra cui UniCredit, lavora a una stablecoin in euro conforme a MiCA tramite una società con licenza di moneta elettronica nei Paesi Bassi, con emissione attesa nella seconda metà del 2026. I due binari, moneta pubblica digitale e stablecoin private regolamentate, corrono paralleli e raccontano la stessa urgenza: l'Europa vuole binari di pagamento propri. Il tema lo seguiamo nella sezione fintech e in quella dedicata alle banche.

Il pilota proverà quattro tipi di pagamento

Quando partirà la fase operativa, nella seconda metà del 2027, il pilota testerà quattro tipologie: trasferimenti tra persone online e offline, pagamenti nei negozi tramite tecnologia NFC, pagamenti online su siti e app.

I prestatori di servizi di pagamento gestiranno onboarding degli utenti ed elaborazione delle transazioni in stretta collaborazione con la BCE e le banche centrali nazionali. Il costo stimato fino alla prima emissione si aggira intorno a 1,3 miliardi di euro, e per le banche la BCE ha indicato oneri contenuti, vicini a quelli sostenuti per l'attuazione della direttiva sui servizi di pagamento.

La posta politica dietro la tecnica

Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo BCE, il primo giugno a Seoul ha legato l'euro digitale alla sovranità europea in una fase di tensioni geopolitiche e di pagamenti sempre più mobili, dominati da stablecoin ancorate al dollaro. Il messaggio è chiaro: senza un'infrastruttura pubblica propria, l'area euro rischia di dipendere da binari altrui.

Resta il nodo della decisione finale, che spetta al Consiglio direttivo e arriverà solo dopo l'adozione della normativa. Il percorso legislativo è già a buon punto: la Commissione ha presentato il pacchetto nel giugno 2023, il Consiglio dell'UE ha fissato la posizione negoziale nel dicembre 2025, il Parlamento europeo ha dato un sostegno politico rilevante nel febbraio 2026.

Per i cittadini italiani il punto pratico è uno: l'euro digitale sarà complementare al contante, non sostitutivo, come ribadito nei documenti ufficiali. Chi vuole seguire il dossier può consultare il comunicato della BCE sulla nuova fase del progetto e il monitoraggio della Banca d'Italia sui soggetti MiCAR. Il quadro più ampio sulla regolamentazione europea lo aggiorniamo nelle sezioni Europa e regolamentazione. Fine giugno dirà se il pilota ha la massa critica di banche per partire davvero.

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