Hyperliquid, l'exchange che si è costruito la sua blockchain e domina i derivati on-chain
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Di Francesco Campisi immagine profilo Francesco Campisi
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Hyperliquid, l'exchange che si è costruito la sua blockchain e domina i derivati on-chain

Senza venture capital né prevendite, Hyperliquid è diventato l'exchange decentralizzato che domina i derivati on-chain. Cos'è, come funziona il token HYPE e i rischi da conoscere.

Nessun venture capital. Nessuna prevendita. Nessun investitore istituzionale a spartirsi le quote prima degli altri.

Eppure Hyperliquid scambia più contratti di qualsiasi altro exchange decentralizzato al mondo. È il progetto che ha rotto le regole su come nasce una crypto, ed è diventato dominante proprio per questo.

Cos'è, in una frase

Hyperliquid è un exchange decentralizzato di derivati che, per funzionare al meglio, si è costruito una blockchain tutta sua. È insieme l'exchange e la rete su cui gira.

Questa scelta gli dà numeri da capogiro: un libro ordini interamente on-chain, transazioni senza commissioni di gas, finalità sotto il secondo e fino a 200.000 ordini al secondo. Prestazioni da exchange centralizzato, ma trasparenti e verificabili.

Sotto il cofano ci sono due motori. HyperCore gestisce il trading vero e proprio, ordini, liquidazioni, mercati. HyperEVM è invece l'ambiente compatibile con Ethereum dove gli sviluppatori costruiscono applicazioni, già oltre 170 a inizio 2026.

La quota di Hyperliquid sui perp on-chain

Quota sul volume totale, marzo 2026. Fonte: DefiLlama, Yellow Research

44%una sola piattaforma

Quel grafico è il cuore della storia. Una sola piattaforma vale il 44% di tutto il mercato dei derivati on-chain, con il resto diviso tra decine di concorrenti. Sui suoi giorni migliori, Hyperliquid supera persino exchange centralizzati di medie dimensioni.

Il token HYPE e il volano

Il token nativo si chiama HYPE e fa quattro lavori: paga il gas su HyperEVM, mette in sicurezza la rete tramite lo staking, dà diritto di voto sulle decisioni, e raccoglie il valore generato dalle commissioni.

Qui sta il meccanismo più ingegnoso. Circa il 97% delle commissioni di trading viene usato per ricomprare HYPE sul mercato in automatico, tramite un fondo scritto direttamente nel protocollo. Più si scambia, più HYPE viene tolto dalla circolazione.

E poi c'è l'origine, che spiega il fascino. HYPE è nato a novembre 2024 con un airdrop alla community, senza alcuna quota riservata ai fondi: circa il 75% destinato agli utenti, distribuito a quasi 94.000 persone. Un dettaglio che ha reso il progetto un simbolo, lo stesso spirito anti-establishment che muove buona parte della finanza decentralizzata.

Perché è il progetto più discusso del momento

Il mix di origine pulita e dominio sui volumi ha fatto il resto. Ma Hyperliquid non si è fermato ai perp sulle crypto.

Hyper Foundation
Hyperliquid is the blockchain to house all finance. For the first time, build projects, create value, and exchange assets on the same hyper-performant chain.

Ha aperto i mercati a chiunque voglia crearne di nuovi, si è spinto nei mercati predittivi, e ha aggiunto contratti su materie prime, valute e perfino azioni, fino a un perpetuo legato all'indice S&P 500. Sta diventando un'infrastruttura per i mercati finanziari on-chain, non solo un exchange. A maggio 2026 sono arrivati anche i primi ETF su HYPE.

I rischi che l'entusiasmo dimentica

Qui serve la solita freddezza, perché una storia così pulita raramente lo è del tutto.

Il primo rischio è il più grande e va detto senza giri di parole: questa è una piattaforma di prodotti a leva. Un motore eccellente non rende i derivati sicuri. Liquidazioni, costi di finanziamento e volatilità improvvisa possono azzerare un conto in pochi minuti.

Il secondo è una cicatrice. Nel marzo 2025, durante l'incidente noto come JELLY, i validatori votarono per chiudere d'autorità un mercato dopo una sospetta manipolazione. Decentralizzato in teoria, ma capace di intervenire sul mercato nella pratica.

Il terzo è la concentrazione. I validatori sono ancora pochi, poche decine contro le migliaia di Ethereum o Solana, e il ponte verso la rete resta un punto delicato. A questo si aggiunge la pressione degli sblocchi: le quote del team si liberano tra il 2027 e il 2028, e il riacquisto dovrà correre più veloce della nuova offerta.

Infine, dietro il volume totale si nasconde un dettaglio: i mercati esotici creati da terzi hanno spesso liquidità sottile, con rischi che il dato aggregato non mostra. E va ricordato che la piattaforma non è accessibile dagli Stati Uniti.

Il verdetto onesto è doppio. Hyperliquid è un'innovazione reale, un motore da exchange portato interamente on-chain e posseduto dalla sua community. Ed è una macchina di rischio reale, con la leva, un insieme ristretto di validatori che ha già mostrato di voler intervenire, e gli sblocchi all'orizzonte.

La cosa da ricordare è semplice: un motore brillante e un posto sicuro dove fare trading non sono la stessa frase. Che diventi la base della finanza on-chain o un monito dipenderà dalla sua capacità di decentralizzarsi davvero prima del prossimo stress test. Trattandosi di derivati con leva, prima ancora del progetto conta sapere come proteggere i propri fondi. I dati su volumi e commissioni sono pubblici su DefiLlama e nella documentazione ufficiale di Hyperliquid. Altri approfondimenti nella sezione trading.

Questo articolo ha scopo informativo e non è un consiglio finanziario. I prodotti a leva comportano un rischio elevato di perdita del capitale.

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