Marzo 2026 — L'Europa alza finalmente la testa. Dopo anni di critiche sulla burocrazia soffocante che spingeva i founder del Vecchio Continente a registrare le proprie startup nel Delaware o a Singapore, la Commissione Europea ha presentato il 18 marzo 2026 la proposta del cosiddetto 28° regime: EU Inc., una forma societaria pan-europea che promette di rivoluzionare il modo di fare impresa in Europa.
Il titolo è semplice quanto dirompente: un imprenditore potrà registrare un'azienda in qualsiasi Stato membro in 48 ore, interamente online, per una cifra inferiore ai 100 euro. Per chi opera nel mondo crypto, Web3, fintech e AI, questa è una notizia che merita attenzione.
Cos'è EU Inc. e perché nasce adesso
EU Inc. è un quadro societario europeo facoltativo e digitale che non comprende gli aspetti fiscali e attinenti al diritto del lavoro — pensato per rendere l'iter di approvazione meno accidentato nel Consiglio UE. In altre parole: si affianca ai 27 sistemi nazionali senza eliminarli — per questo viene definita "28° regime" — e le imprese possono sceglierla su base volontaria.
Il problema che vuole risolvere è ben noto a chiunque abbia mai provato ad espandere una società in più Paesi europei: le imprese innovative europee si trovano di fronte a 27 ordinamenti giuridici nazionali e a più di 60 forme giuridiche societarie, con una complessità che può ritardare la creazione di un'azienda per settimane o addirittura mesi. Non è un caso che molti founder europei — soprattutto in fintech, AI e crypto — abbiano storicamente preferito registrarsi negli USA piuttosto che navigare tra le normative di Roma, Berlino o Parigi. EU Inc. nasce esattamente per invertire questa tendenza.
Come funziona: i punti chiave
La proposta ruota attorno a cinque elementi fondamentali.
1. Registrazione digitale in 48 ore
Tramite un portale digitale unico a livello europeo, un imprenditore potrà costituire una Unified European Company — denominata S.EU, Societas Europaea Unificata — in qualsiasi Stato membro entro 48 ore dall'avvio della procedura. Nessun notaio fisico, nessun documento cartaceo, nessuna attesa. Il sistema sarà integrato con eIDAS, il framework europeo di identità digitale, per la verifica dei founder in tempo reale.
2. Costo massimo di 100 euro, capitale minimo di 1 euro
Basteranno 48 ore e pochi click, con un costo massimo di 100 euro e capitale sociale minimo di 1 euro — un'agevolazione notevole se si considera che attualmente i costi possono arrivare anche a 3.000 euro, comprese le spese notarili e gli oneri per l'operatività su più mercati.
3. Principio "Once Only"
La bozza introduce il principio del "once-only": un'impresa dovrà fornire le proprie informazioni una sola volta attraverso un'interfaccia digitale europea collegata ai registri nazionali. Una volta inseriti, i dati saranno accessibili automaticamente alle autorità competenti, eliminando duplicazioni e riducendo i costi di compliance.
4. EU-ESOP: stock option armonizzate per tutta l'UE
Questo è il punto più rilevante per chi costruisce prodotti Web3 e ha bisogno di attrarre talenti internazionali. EU Inc. introduce EU-ESOP, un piano azionario per i dipendenti standardizzato e riconosciuto in tutta l'Unione, che permetterà alle startup europee di competere ad armi pari con le tech company americane nell'attrarre e trattenere talenti globali.
5. EU-FAST: strumenti per i round di investimento
EU Inc. include anche EU-FAST (European Union Fast Advanced Subscription Template), uno strumento di investimento standardizzato che introduce modelli legali armonizzati per i round di finanziamento. Meno avvocati, meno costi, più velocità nei round seed e Series A.
Cosa significa per startup crypto, Web3 e fintech
Per chi costruisce nel Web3, EU Inc. non è solo una semplificazione burocratica — è un cambio di paradigma potenziale su almeno tre livelli.
Governance societaria più flessibile. Le società EU Inc. avranno la flessibilità di creare diverse classi di azioni con diversi diritti economici o di voto, aiutando i fondatori a proteggere la propria attività da acquisizioni ostili. Per i progetti token-based o DAO-adjacent, la possibilità di strutturare una governance multi-tier in un framework riconoscibile dagli investitori globali è tutt'altro che banale.
Accesso al venture capital europeo. La proposta prevede per le EU Inc. la possibilità di emettere azioni senza valore nominale e di utilizzare strumenti tipici del venture capital, con l'obiettivo di attrarre investitori internazionali.
Potenziale quotazione in borsa. La proposta consentirà agli Stati membri di dare alle società EU Inc. l'accesso diretto ai mercati borsistici: le EU Inc., posto che gli Stati lo consentano, potranno quotarsi così come sono, senza ulteriori trasformazioni societarie.
Luci e ombre: i limiti da non ignorare
Sarebbe ingenuo dipingere EU Inc. solo a tinte rosee. Le criticità esistono e vanno comprese.
Innanzitutto, fisco e diritto del lavoro restano nazionali. La proposta non affronta questioni decisive come la tassazione, il diritto del lavoro e il coordinamento con le normative nazionali, che rimarranno di competenza dei singoli Stati. Un'azienda costituita come EU Inc. con dipendenti in Italia dovrà comunque rispettare le leggi italiane sul lavoro.
Secondo, nella sua forma attuale EU Inc. continuerebbe a poggiare in larga misura su registri, procedure e interpretazioni nazionali, senza configurarsi come un framework pienamente autonomo e uniforme. Il rischio concreto è quello di una semplificazione solo formale.
Terzo — e forse più importante — non è ancora operativa. La proposta dovrà essere discussa e approvata da Parlamento Europeo e Consiglio, con l'obiettivo di essere operativa entro fine 2026. Le stime più ottimistiche collocano le prime EU Inc. reali intorno al 2027.
Quando sarà operativa?
Il percorso legislativo è appena iniziato. Il testo dovrà essere negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio, e i negoziati con i 27 Stati membri — vero snodo politico del dossier — si preannunciano complessi. Se l'iter procederà senza intoppi, le prime EU Inc. potrebbero nascere intorno al 2027.
La Commissione ha scelto la forma del regolamento anziché quella della direttiva — una scelta tecnica significativa, che evita i soliti ritardi dei recepimenti nazionali e rende la norma direttamente applicabile in tutti i Paesi membri non appena approvata.
Il segnale politico che conta
Al di là dei dettagli tecnici, EU Inc. manda un messaggio chiaro. Come ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "Con EU Inc. renderemo molto più semplice avviare e far crescere un'impresa in tutta Europa. Il nostro obiettivo è chiaro: un'Europa, un mercato, entro il 2028."
L'iniziativa si inserisce nel solco dei rapporti Letta e Draghi sulla competitività europea ed è accompagnata da un voto favorevole del Parlamento Europeo con 492 voti a favore e 144 contrari — un segnale di convergenza politica tutt'altro che scontato.
Conclusione
EU Inc. non è la soluzione a tutto. Ma è, finalmente, un passo nella direzione giusta. Per gli startupper europei del Web3, del fintech, dell'AI e della blockchain, la possibilità di avere una struttura societaria riconosciuta in 27 Paesi, costituita in 48 ore, senza notaio e con meno di 100 euro, è qualcosa che fino a ieri sembrava fantascienza.
La palla passa ora ai legislatori. Il rischio — come spesso accade in Europa — è che l'ottima idea si perda nei negoziati tra gli Stati membri. Ma se il 28° regime diventerà realtà così come proposto, potremmo guardare indietro e dire che il 18 marzo 2026 è stato il giorno in cui l'Europa ha deciso davvero di combattere per i suoi fondatori.
