Italia e Germania vogliono spegnere le stablecoin straniere: il "kill switch" che cambia le regole del gioco
  • Home
  • Stablecoins
  • Italia e Germania vogliono spegnere le stablecoin straniere: il kill switch che cambia le regole del gioco
Da Francesco Campisi Immagine del profilo Francesco Campisi
4 min read

Italia e Germania vogliono spegnere le stablecoin straniere: il kill switch che cambia le regole del gioco

Roma e Berlino propongono all'EBA un kill switch per bloccare le stablecoin straniere. Circle e USDC nel mirino. Cosa rischia chi usa crypto in Europa.

C'è una proposta che sta girando nelle stanze di Bruxelles da qualche giorno, e che in pochi hanno capito davvero fino in fondo. Italia e Germania — due paesi che raramente si trovano allineati su temi così tecnici — hanno presentato un documento congiunto che potrebbe ridisegnare il futuro delle stablecoin in Europa. Il termine che circola è uno solo: kill switch. Un interruttore d'emergenza, gestito dall'EBA, in grado di bloccare una stablecoin straniera dall'oggi al domani. Suona drastico, ma la logica dietro è meno folle di quanto sembri a prima vista.

Il documento è stato circolato il 27 marzo, in preparazione a un gruppo di lavoro sul pacchetto europeo MISP (Market Integration and Supervision Package). Roma e Berlino sostengono che il MiCA — il regolamento europeo in vigore dal 2024 — presenta lacune pericolose quando si parla di stablecoin emesse da società con sede fuori dall'Unione Europea. E indicano il dito su un problema concreto: Circle e il suo USDC.

Il problema che pochi hanno voluto nominare

Il meccanismo incriminato si chiama multi-issuer scheme, e funziona così: Circle emette USDC in versione unica, fungibile, sia per il mercato americano che per quello europeo. La filiale francese di Circle — che ha ottenuto la licenza EMI dalla Banca di Francia — ha l'obbligo di rimborsare qualsiasi quantità di USDC le venga presentata. Fin qui, tutto regolare sulla carta. Il problema è che le riserve a copertura di quegli USDC europei sono in larga parte custodite negli Stati Uniti.

In condizioni normali non cambia nulla. Ma immaginate un momento di panico, una corsa agli sportelli digitali: gli utenti europei provano tutti insieme a convertire i loro USDC in euro. La filiale francese non ha fisicamente le riserve sufficienti. I soldi esistono, ma sono bloccati in conti americani, soggetti a regole americane, con tempistiche americane. L'Europa si troverebbe con un buco che non può colmare in autonomia.

Come funziona il "kill switch" proposto da Meloni e Merz

La proposta italo-tedesca prevede tre modifiche sostanziali al quadro normativo attuale. Prima: qualsiasi emittente che adotti un meccanismo multi-issuer — cioè che si appoggi a riserve custodite fuori dall'UE — viene automaticamente classificato come "significativo" dall'EBA, indipendentemente dalla sua dimensione o dal volume di transazioni. Significa supervisione diretta, requisiti più stringenti, nessuna via d'uscita attraverso piccole dimensioni.

Seconda modifica: le riserve devono essere mobilizzabili istantaneamente verso l'entità europea, senza barriere legali o operative, in qualsiasi momento di crisi. Non "entro X giorni". Subito. Terza: l'EBA ottiene il potere di vietare direttamente una stablecoin se il meccanismo di trasferimento delle riserve fallisce, se l'emittente viola gravemente le regole del proprio paese d'origine, o se risulta evidente che agisce contro gli interessi degli utenti europei.

Il documento lo dice senza giri di parole: "Il fattore tempo è decisivo. Dobbiamo agire presto." Il termine entro cui si vogliono integrare queste misure nei negoziati MISP è fine 2026.

Circle e USDC: la stablecoin più compliante d'Europa finisce sotto i riflettori

L'ironia della situazione non sfugge a chi segue il settore da vicino. Circle è stata la prima grande società a ottenere la compliance MiCA, già nel luglio 2024, attraverso la sua filiale francese Circle SAS. USDC è rimasto, di fatto, l'unica stablecoin di peso davvero regolamentata in Europa dopo la fuga di Tether. Ora si ritrova al centro di una proposta che potrebbe obbligarla a rivedere completamente il proprio modello operativo.

Il mercato globale delle stablecoin ha superato i 318 miliardi di dollari, praticamente raddoppiando rispetto al 2023. Il 99% è denominato in dollari americani. Per l'Europa, che ha costruito il MiCA proprio per non dipendere dalle regole di Washington, questo numero è tanto impressionante quanto preoccupante.

Washington e Bruxelles: due mondi che non si parlano

Sullo sfondo di questa storia c'è un conflitto strutturale tra due visioni incompatibili. Il GENIUS Act americano — la legge che sta plasmando la regolamentazione delle stablecoin negli Stati Uniti — è stato costruito per attrarre emittenti, non per controllarli. Il MiCA è stato costruito per controllare, non per attrarre. Obiettivi agli antipodi. E le due parti, al momento, non si stanno nemmeno coordinando.

Il Tesoro americano ha pubblicato le regole attuative del GENIUS Act il 1° aprile 2026, aprendo un periodo di commento di 60 giorni. Il sistema completo non sarà operativo prima di novembre 2026. Nel frattempo, l'Europa va avanti per conto suo. La proposta italo-tedesca chiede che l'EBA valuti se il framework regolatorio del paese d'origine dell'emittente sia "equivalente" agli standard UE. Ma se il sistema americano non è ancora in vigore, com'è possibile valutarne l'equivalenza?

Cosa cambia per chi usa le crypto in Italia

Per l'utente comune, almeno nel breve periodo, non cambia quasi nulla. USDC resta disponibile sulle piattaforme europee conformi al MiCA. Tether è già di fatto sparito dagli exchange regolamentati europei da marzo 2025. Quello che cambia — e potrebbe cambiare in modo significativo nei prossimi mesi — è il livello di scrutinio a cui vengono sottoposti gli emittenti stranieri.

Chi ha USDC in portafoglio in Italia non deve preoccuparsi nell'immediato. Chi invece opera un exchange o una piattaforma di servizi crypto in Europa dovrà monitorare molto da vicino come si evolveranno i negoziati MISP. Una modifica del quadro normativo potrebbe imporre obblighi operativi nuovi, costi di compliance aggiuntivi e, nei casi più estremi, delisting forzati.

Quello che Roma e Berlino stanno dicendo, in fondo, è semplice: le riserve europee devono essere in Europa, punto. Non è una posizione anti-crypto. È una questione di sovranità finanziaria. E su questo, difficile dargli torto.

Da Francesco Campisi Immagine del profilo Francesco Campisi
Aggiornato il
Stablecoins Regolamentazione
Consent Preferences

Nazioni Crypto: la battaglia per denaro, potere e codice

Documentario su Bitcoin, blockchain e geopolitica globale.