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Scontro Crypto al Senato: Perché il CLARITY Act è in stallo tra Coinbase e Washington
Da Hamza Ahmed Immagine del profilo Hamza Ahmed
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Scontro Crypto al Senato: Perché il CLARITY Act è in stallo tra Coinbase e Washington

Il Senato USA rinvia il CLARITY Act sulle stablecoin. Coinbase, Brian Armstrong e la Casa Bianca al centro dello scontro sui rewards.

La strada verso una regolamentazione chiara per le stablecoin negli Stati Uniti ha subito una brusca frenata. La Commissione Bancaria del Senato ha ufficialmente rinviato il "markup" (la sessione di modifica e votazione) del CLARITY Act, inizialmente previsto per il 15 gennaio 2026. Sulla pagina ufficiale del comitato, la sessione è ora contrassegnata dal termine "POSTPONED", senza alcuna data di riprogrammazione.

Il Presidente della Commissione, Tim Scott, ha dichiarato che il rinvio è necessario per permettere la continuazione di "negoziazioni bipartisan", sottolineando che tutte le parti rimangono al tavolo lavorando in buona fede.

Tuttavia, dietro la diplomazia procedurale, si consuma uno scontro pubblico tra i vertici dell'industria crypto e le istituzioni.

La "Guerra dei Premi": Il nodo delle rendite simili ai depositi

Al centro della disputa legislativa ci sono i "rewards" (premi) sulle stablecoin. Il settore bancario preme affinché questi rendimenti siano trattati come depositi bancari, poiché offrono tassi (spesso intorno al 3,5%) che competono direttamente con i conti di risparmio ad alto rendimento.

Secondo la documentazione di Coinbase, questi premi sono strutturati come incentivi legati alla partecipazione a programmi specifici (come i "Boosted Rewards" su USDC) e non come interessi bancari. Per i legislatori, tracciare il confine è cruciale: una definizione troppo restrittiva potrebbe vietare qualsiasi forma di rendimento, colpendo il cuore del modello di business degli exchange e delle emittenti di stablecoin.

Brian Armstrong contro Eleanor Terrett: Scintille sui Social

Il clima si è surriscaldato quando la reporter di Fox Business, Eleanor Terrett, ha suggerito su X che la Casa Bianca stesse considerando di ritirare il proprio sostegno al disegno di legge a meno che Coinbase non accettasse un compromesso sulle rese.

Si dice che la Casa Bianca sia furiosa per l’azione "unilaterale" intrapresa da Coinbase mercoledì, della quale apparentemente non era stata informata in anticipo, definendola un "rug pull" (un colpo basso o tradimento improvviso) ai danni della Casa Bianca e del resto del settore. La fonte ha proseguito affermando che la Casa Bianca non ritiene che una singola azienda possa parlare a nome dell'intera industria, ha riferito la reporter.

Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, è intervenuto duramente smentendo le ricostruzioni e ribadendo la sua posizione: "Preferiremmo non avere alcuna legge piuttosto che una cattiva legge".

Armstrong ha avvertito che gli emendamenti attuali "ucciderebbero" i premi sulle stablecoin, portando l’exchange a ritirare il proprio supporto poco prima del rinvio della commissione. Anche altre figure del settore, come Erik Voorhees, hanno fatto eco a questa linea intransigente.

Impatto Economico e Scenari Futuri

La posta in gioco è monumentale. I dati di DeFiLlama indicano che il mercato delle stablecoin ha raggiunto una capitalizzazione di circa 311,563 miliardi di dollari. Guardando al futuro, le proiezioni di Citi GPS stimano che l'emissione di stablecoin potrebbe toccare i 1.900 miliardi di dollari entro il 2030, arrivando a 4.000 miliardi in uno scenario rialzista.

Il futuro del CLARITY Act (H.R. 3633), già approvato dalla Camera a luglio 2025 con 294 voti favorevoli, resta incerto. Gli esiti possibili sono tre:

  1. Una riscrittura che permetta programmi di incentivi limitati ma distinti dai prodotti bancari.
  2. Un ritardo prolungato se non si troverà un accordo sul livello di regolamentazione (stablecoin vs exchange).
  3. L'avanzamento della legge con il supporto di altri attori del settore, isolando Coinbase.

Mentre i trader monitorano piattaforme come Polymarket per scommettere sugli esiti legislativi del 2026, l'unica certezza è documentata: il dialogo tra Washington e la Crypto Valley non è mai stato così teso.

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