S&P declassa Tether: rischio per USDT e Juventus
S&P ha declassato Tether al livello di rischio più basso, sollevando dubbi sulla stabilità di USDT e sull’impatto sull’azionariato della Juventus.
S&P ha declassato Tether al livello di rischio più basso, sollevando dubbi sulla stabilità di USDT e sull’impatto sull’azionariato della Juventus.

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L'agenzia di rating Standard & Poor's ha scosso il mondo delle criptovalute, e indirettamente quello del calcio, declassando il giudizio sulla stabilità di Tether (USDT) al livello 5, definito "debole" – il gradino più basso della scala.
La notizia solleva interrogativi non solo sul futuro della stablecoin più capitalizzata al mondo, ma anche sulla posizione di un attore chiave nell'azionariato di un importante club sportivo italiano.
Un Gigante sotto Esame
Tether è l'emittente della criptovaluta digitale USDT, una stablecoin che, per sua natura, dovrebbe mantenere un valore sempre ancorato esattamente a un dollaro USA. Per garantire questa parità, l'azienda deve detenere riserve equivalenti in contanti o altri asset. Tuttavia, le valutazioni di S&P puntano il dito proprio contro la composizione di queste garanzie.
Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, l'agenzia ha espresso preoccupazione per il fatto che le riserve di Tether siano sempre più costituite da investimenti ad alto rischio a scapito dei "dollari sicuri".
Il Pericolo degli Asset Volatili
Il giudizio di S&P si basa su dati che evidenziano una significativa esposizione a strumenti volatili. Quasi un quarto (24%) del collaterale di Tether è investito in asset come Bitcoin, oro e prestiti. In particolare, è la quota di Bitcoin ad aver registrato una crescita importante, aumentando il profilo di rischio complessivo della società.
Il timore espresso da S&P è semplice, ma fondamentale per il mercato delle stablecoin: se il valore di Bitcoin o di altri investimenti dovesse subire un crollo improvviso, Tether potrebbe non disporre di fondi sicuri sufficienti a coprire l'enorme valore della sua valuta in circolazione.
Nonostante Tether sia un colosso con un valore di mercato che supera i 180 miliardi di dollari e abbia dimostrato finora una notevole resilienza, l'agenzia lancia un avvertimento chiaro.
L'Impatto sul Mondo del Calcio
La decisione di S&P ha una risonanza particolare anche nel panorama sportivo: Tether è il secondo maggiore azionista della Juventus, detenendo una quota significativa dell'11,7% delle azioni del club bianconero.
Il declassamento invia un "messaggio importante" all'azienda, richiedendo una maggiore sicurezza, una riduzione del rischio e una netta e superiore chiarezza per poter aspirare a un miglioramento del rating futuro. Una richiesta che assume un peso specifico anche considerando il ruolo chiave che Tether ricopre nella base azionaria della Vecchia Signora.
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