Il colosso bancario Intesa Sanpaolo ha reso noto un patrimonio di 96 milioni di dollari in ETF su Bitcoin, oltre a una consistente posizione in opzioni legata alle azioni di Strategy (l'ex MicroStrategy di Michael Saylor, una società di business intelligence che è anche il soggetto detentore del maggior numero di criptovalute al mondo).
In un 13F deposito relativo al trimestre conclusosi al termine di dicembre 2025, la banca elenca cinque posizioni in ETF Bitcoin spot. Tra esse, si evidenziano 72,6 milioni di dollari nell'ARK 21Shares Bitcoin ETF e 23,4 milioni nell'iShares Bitcoin Trust. L'esposizione totale dell'istituto creditizio a fondi di investimento specializzati legati alle crypto è di poco superiore ai 96 milioni di dollari.
Tutti gli asset di Intesa Sanpaolo
La banca possiede altri asset digitali oltre agli ETF. Intesa Sanpaolo ha infatti registrato una posizione significativa su Strategy, proprietaria di 714.644 BTC a bilancio, valutati - approssimativamente - 184,6 milioni di dollari. L'istituto creditizio detiene contratti derivati legati all'operato della società di Saylor, sotto forma di opzioni put.
Tale opzione offre alla banca l'opportunità (ma non l'obbligo) di vendere azioni Strategy a un prezzo specifico, in futuro. La documentazione resa nota dal gruppo Intesa mostra anche partecipazioni azionarie in società collegate al mondo delle criptovalute, tra cui Coinbase; Robinhood; BitMine e ETHZilla. Si tratta di posizioni marginali, poco rilevanti per un investitore di questa portata, con la più consistente, pari a circa 4,4 milioni di dollari, detenuta in Circle.
L'ente creditizio detiene, in aggiunta, una partecipazione di 4,3 milioni di dollari nel Bitwise Solana Staking ETF, l'exchange traded fund che segue il valore di Solana e cattura i premi di staking.
Dato l'elevato numero di asset digitali posseduti, appare chiaro come Intesa Sanpaolo sia fortemente interessata allo sviluppo del mercato delle criptovalute e, più in generale, alla futura crescita della finanza decentralizzata.
Chi ha deciso questi investimenti?
Curiosamente, sul modulo 13F dove si mettono nero su bianco gli investimenti portati a termine da Intesa Sanpaolo già elencati, troviamo l'acronimo DFND, che significa condiviso-definito. Ciò indica che tutte le decisioni di investimento effettuate si devono ad azioni congiunte del gruppo e dei gestori patrimoniali a esso affiliati. Non è chiaro se tali gestori patrimoniali siano il trading desk interno di Intesa o altri clienti istituzionali della banca.
Una raffinata struttura decisionale
Questa elaborata struttura è comune quando una banca madre, ben strutturata, supervisiona una strategia centralizzata, delegando alle controllate l'effettiva esecuzione delle operazioni di trading.
L'interesse del gruppo Intesa nei confronti delle criptovalute non è una novità. Già nel corso del 2025 erano emerse attività da parte della banca, in questo ambito.
CoinDesk aveva già dato notizia dell'acquisto di 11 bitcoin da parte dell'investitore, per un valore che all'epoca si attestava attorno al milione di dollari, nel gennaio del 2025. La società bancaria dispone, ormai da tempo, di una scrivania di trading proprietario, la quale ha recentemente iniziato a gestire anche il trading di criptovalute. Stando a quanto dimostra la loro esposizione, in crescita negli ultimi 13 mesi, è prevedibile che il gruppo continui a operare su questi tipi di asset anche nel prossimo futuro.
