L’analisi dei file riservati relativi a Jeffrey Epstein continua a riservare sorprese, spostando questa volta l’attenzione dal jet-set internazionale ai corridoi dell’innovazione tecnologica. Gli ultimi documenti emersi offrono uno spaccato inedito sull’interesse quasi ossessivo del defunto finanziere per le criptovalute e sui suoi tentativi di tessere una rete di contatti con i principali leader politici e accademici del settore.

Il legame con Gary Gensler e l’MIT
Al centro dei nuovi documenti figurano alcuni scambi di email risalenti al maggio 2018. In questi messaggi, Epstein informava l’ex Segretario al Tesoro Lawrence Summers che Gary Gensler sarebbe arrivato "in anticipo" perché desideroso di discutere di "valute digitali".
Summers, che conosceva Gensler dai tempi del servizio governativo, lo descriveva nelle risposte come un uomo "piuttosto intelligente".
Gensler ha poi svolto un ruolo centrale nella stesura dell'Ordine Esecutivo 14067 di Biden, che ha autorizzato il governo degli Stati Uniti a perseguire una CBDC (valuta digitale della banca centrale), adottando al contempo un approccio che ha coinvolto l'intero apparato governativo per reprimere le criptovalute attraverso la SEC, la CFTC, il Tesoro, l'IRS e altre agenzie, ha affermato un utente su X.
Jeffrey Epstein met with Gary Gensler before Gensler became SEC Chair to discuss digital currencies.
— Aaron Day (@AaronRDay) February 16, 2026
Gensler went on to play a central role in drafting Biden’s Executive Order 14067, which authorized the U.S. government to pursue a CBDC while taking a whole-of-government… pic.twitter.com/nureBt2yFa
All'epoca, Gensler era un professore presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), dove teneva corsi pionieristici su blockchain e finanza digitale. Sebbene i file non confermino in modo indipendente se un incontro diretto tra i due sia mai avvenuto, i messaggi suggeriscono che Epstein considerasse Gensler un interlocutore chiave nei circoli accademici e politici.
In un'altra comunicazione interna, Epstein affermava esplicitamente che sarebbe stato "con Gary Gensler sulle crypto domani", a testimonianza del suo sforzo di accreditarsi presso figure che avrebbero poi plasmato il futuro normativo degli Stati Uniti.
Gary Gensler è infatti diventato in seguito il presidente della SEC (2021-2025), guidando quella che molti definiscono la più aggressiva repressione normativa nella storia delle criptovalute.
Finanziamenti ai pionieri di Bitcoin
L’influenza di Epstein nel mondo crypto non era solo relazionale, ma anche profondamente finanziaria. I documenti del Dipartimento di Giustizia (DOJ) confermano che Epstein ha donato centinaia di migliaia di dollari al Media Lab dell’MIT.
Questi fondi sono stati parzialmente destinati alla Digital Currency Initiative, un progetto vitale che ha sostenuto gli sviluppatori di Bitcoin Core dopo il collasso della Bitcoin Foundation.
Grazie a questi finanziamenti, alcuni dei principali manutentori del protocollo open-source di Bitcoin hanno potuto continuare il proprio lavoro. Tale coinvolgimento dimostra quanto Epstein fosse inserito nelle fondamenta stesse dello sviluppo tecnico della criptovaluta più famosa al mondo.
Investimenti strategici: da Coinbase a Blockstream
Oltre al sostegno accademico, Epstein si è mosso come un vero e proprio investitore di capitale di rischio. I registri finanziari confermano che, già nel 2014, Epstein investì 3 milioni di dollari in Coinbase, quando l'exchange era ancora nelle sue prime fasi di crescita. Non si fermò qui: il finanziere acquisì partecipazioni anche in Blockstream, azienda leader nelle infrastrutture Bitcoin, e mantenne una fitta corrispondenza con sviluppatori, ricercatori e venture capitalist della prima ora.
Il progetto della valuta "Sharia-compliant"
Tra le rivelazioni più singolari emerge una proposta avanzata da Epstein nel 2016. In diverse email, il finanziere suggeriva la creazione di una valuta digitale conforme alla Sharia, modellata sulla struttura tecnica di Bitcoin.
Questo progetto sottolinea ulteriormente la sua visione di un sistema finanziario alternativo e la sua volontà di penetrare mercati globali specifici attraverso la tecnologia blockchain.
Nonostante la densità di riferimenti, i file non mostrano alcuna relazione finanziaria diretta tra Epstein e Gary Gensler, né confermano collaborazioni formali su progetti specifici.
Tuttavia, resta il quadro di un uomo che, prima della sua caduta definitiva, aveva tentato di posizionarsi come un architetto ombra nel nascente mondo delle valute digitali, cercando il contatto con chi, pochi anni dopo, ne avrebbe deciso le sorti legali.
