Mentre il settore delle privacy coin vive una nuova ondata di ottimismo, guidata da asset come Monero (XMR) e Zcash (ZEC), Dash (DASH) si trova a navigare in acque agitate.
Nonostante la narrativa dominante sia positiva, diversi indicatori tecnici suggeriscono che la terza criptovaluta orientata alla privacy per capitalizzazione di mercato stia affrontando rischi strutturali significativi.
Il risveglio dei "vecchi" DASH: fase di distribuzione in corso?
Il primo segnale di allerta arriva dal comportamento dei detentori a lungo termine. Nel novembre 2025, si è registrata un'ondata anomala di riattivazione di monete Dash rimaste dormienti per anni.

Storicamente, il movimento di vecchie scorte è un segnale di distribuzione: gli investitori della prima ora iniziano a liquidare le proprie posizioni in prossimità dei picchi di mercato.
Il parametro Coin Days Destroyed (CDD), che misura il volume di monete spostate moltiplicato per il tempo di inattività, ha mostrato picchi preoccupanti. Sebbene l'attività di riattivazione sembri calare di giorno in giorno, gli analisti avvertono: le fasi di distribuzione possono durare mesi.
Questo permette ai "grandi capitali" di uscire silenziosamente, creando però una pressione ribassista costante che potrebbe soffocare il prezzo nel medio periodo.

Concentrazione dei Whale: ai massimi da un decennio
Un altro rischio cruciale è legato alla distribuzione della ricchezza all'interno della rete. Attualmente, i primi 100 portafogli più ricchi controllano oltre il 41% dell'offerta totale di DASH. Si tratta del livello di concentrazione più alto registrato negli ultimi dieci anni.
Per fare un confronto, nel dicembre 2017, quando Dash raggiunse il suo massimo storico, questa quota era solo del 15,5%. Se da un lato la concentrazione può offrire stabilità se i grandi investitori restano fiduciosi, dall'altro espone il mercato a rischi sistemici.
Una vendita coordinata — o anche un disinvestimento improvviso di pochi singoli whale — potrebbe travolgere i libri ordini, innescando vendite a cascata difficili da arginare per i trader retail.
Open Interest ai massimi storici e pericoli di liquidazione
Il terzo, e forse più immediato, rischio riguarda il mercato dei derivati. Nonostante Dash venga scambiato a circa 150 dollari — un valore dimezzato rispetto ai massimi di novembre — l'Open Interest (OI) è esploso oltre i 180 milioni di dollari. Questo dato è il doppio di quello registrato due mesi fa e rappresenta il valore più alto mai toccato nella storia di Dash.

Un OI così elevato indica un'esposizione alla leva finanziaria senza precedenti. In contesti di alta volatilità, una simile concentrazione di posizioni aperte crea il terreno fertile per liquidazioni di massa.
Questi eventi possono generare un "effetto domino" che si riversa rapidamente sul mercato spot, causando crolli verticali del prezzo in pochi minuti.
Inoltre, recenti analisi evidenziano come i flussi di capitale si stiano spostando verso privacy coin a minore capitalizzazione, suggerendo che le aspettative degli investitori per asset "large-cap" come Dash stiano diminuendo. Con la concorrenza che avanza e i segnali on-chain che virano al rosso, i detentori di DASH farebbero bene a monitorare con estrema attenzione questi indicatori nelle prossime settimane.
