Qivalis, la stablecoin europea potrebbe debuttare in qualche mese
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Da Mattia Mezzetti Immagine del profilo Mattia Mezzetti
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Qivalis, la stablecoin europea potrebbe debuttare in qualche mese

Un consorzio di grandi banche europee, tra cui Banca Sella e UniCredit, prepara il lancio di Qivalis, una stablecoin in euro conforme al MiCA e pensata per integrare finanza tradizionale e blockchain.

La nascita di una stablecoin bancaria in euro rappresenta un passo strutturale importante verso la maturità del mercato crypto europeo. Per questo motivo, numerosi player stanno ponendo le basi per lanciare un simile prodotto. Qualche giorno fa abbiamo scritto dell'iniziativa di Bancomat, mentre oggi parliamo di un asset del tutto similare proposto da un consorzio di banche del vecchio continente, tra cui due rilevanti realtà italiane.

Per gli investitori del nostro Paese, si tratta di un atteso segnale di integrazione tra finanza tradizionale e blockchain, che potrebbe trainare gli investimenti su prodotti di questo tipo.

Il contesto alla base della scelta di lanciare una stablecoin europea

Un consorzio di dieci grandi banche europee, tra cui le italiane Banca Sella e UniCredit, ha annunciato, al termine dello scorso anno, il lancio di una stablecoin ancorata all'euro. La notizia è giunta in un momento positivo per asset di questo tipo, mentre il mercato globale delle stablecoin vale circa 300 miliardi di dollari. Il 98% di esse è ancorato al dollaro. Ciò mette in evidenza l'esistenza di un gap strutturale concreto, che non incoraggia gli investimenti dall'Europa.

In un contesto europeo nel quale si pone continuamente l'accento sulla necessità di maggiore attenzione normativa, nonché di rapida e piena implementazione del regolamento MiCA, l’iniziativa parla direttamente agli investitori italiani in cerca di strumenti digitali compliant, meno esposti alla tipica volatilità del mercato crypto. È questa, infatti, a spaventare gli investitori e limitare l'adozione e la diffusione dei metodi di pagamento basati su blockchain.

Una stablecoin bancaria in euro può cambiare lo scenario, nel vecchio continente?

Qivalis, la nuova stablecoin in euro il cui debutto è atteso nella seconda metà del 2026, sarà emessa da banche tradizionali e pienamente conforme al regolamento emanato da Bruxelles. Ciò è indispensabile se si vuole rafforzare la fiducia istituzionale e ridurre il rischio. Se si vuole cambiare lo scenario e stimolare l'adozione di asset legati all'economia digitale occorre trovare il modo di delineare prodotti che stiano all'intero del perimetro della regolamentazione.

La forza delle stablecoin è quella di essere ancorate ad asset stabili, tipicamente valute fiat, con riserve 1:1 a garanzia. Questa peculiarità le rende più affidabili di una tipica criptovaluta ed è il motivo per cui, oggi come oggi, stanno trovando una simile diffusione, in tutto il mondo (in Corea del Sud, non a caso, si sta vivendo un vero e proprio boom di investimenti in questi prodotti). Trattandosi di uno strumento privilegiato per fare da ponte tra finanza tradizionale e decentralizzata, ha senso dedicare sforzi alla creazione di una stable consorziale di questo tipo, per progredire il sistema finanziario europeo, ancora molto ancorato ai meccanismi tradizionali.

Non tutti sono convinti che Qivalis raggiungerà il suo obiettivo

I detrattori di Qivalis, e dell'adozione di una stablecoin ancorata all'euro, si dicono poco convinti proprio a causa del contesto specifico europeo. Trattandosi di un’emissione prevista per il secondo semestre 2026, sarebbe necessario che le banche che hanno aderito si attivassero al fine di evitare di lasciare spazio a possibili ritardi regolamentari. Altrimenti, un’adozione reale già minacciata dalla possibile scarsa integrazione nei sistemi bancari e dai costi di transazione elevati, rispetto alle soluzioni esistenti, sarebbe messa ancor più a rischio.

Se i volumi restassero inferiori ai 50–100 milioni di euro mensili, durante i primi trimestri d'emissione, l’impatto sul mercato crypto sarebbe limitato, secondo le prime stime. Per gli investitori italiani, così come per molti degli europei, la chiave sarà nella distinzione tra mezzo di pagamento e asset d’investimento. Chi cerca il primo potrebbe restare più tiepido, mentre chi desidera destinare parte dei suoi risparmi al secondo, o apprezza l'ambivalenza di uno strumento versatile, potrebbe essere attratto da Qivalis, nel momento in cui diverrà effettivamente trattabile.

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