Orari continui per un mercato che non dorme mai.
Il CME Group sta valutando l’introduzione del trading continuo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per alcuni strumenti derivati legati alle criptovalute. L’iniziativa riflette una realtà sempre più evidente: gli asset digitali operano senza interruzioni, mentre l’infrastruttura dei mercati tradizionali resta ancorata a orari limitati.
L’eventuale estensione degli orari rappresenterebbe un cambio significativo per uno dei principali operatori globali dei mercati dei derivati, avvicinando ulteriormente la finanza regolamentata alla logica “always on” tipica del mondo crypto.

Perché il 24/7 sta diventando inevitabile
Le criptovalute vengono scambiate ininterrottamente su piattaforme globali, rendendo sempre più evidente il divario con i mercati regolamentati che chiudono durante notti, weekend e festività. Questo scarto temporale può generare disallineamenti nei prezzi, difficoltà di copertura del rischio e ritardi nella gestione delle posizioni. Consentire il trading continuo sui derivati crypto permetterebbe agli operatori di reagire in tempo reale agli eventi di mercato, riducendo il rischio di gap improvvisi alla riapertura delle sessioni ufficiali.
Un segnale di domanda istituzionale
La riflessione del CME arriva in un momento di crescente coinvolgimento istituzionale nel settore crypto. Fondi, desk di trading professionali e investitori sofisticati richiedono strumenti sempre più simili a quelli disponibili sui mercati digitali, ma con garanzie di regolamentazione e trasparenza.

Il trading 24/7 sui derivati potrebbe migliorare l’efficienza dei mercati, offrendo maggiore continuità nella formazione dei prezzi e una gestione più fluida della liquidità.
Implicazioni operative e tecniche
L’introduzione di orari continui non è priva di complessità. Sistemi di clearing, gestione del rischio e supervisione devono essere adattati a un contesto in cui il mercato non si ferma mai. Per un operatore come il CME, noto per standard elevati di sicurezza e controllo, questo implica investimenti significativi in tecnologia e processi.
Tuttavia, l’evoluzione verso mercati sempre aperti potrebbe diventare un vantaggio competitivo, soprattutto in un contesto in cui le criptovalute stanno spingendo l’intero settore finanziario a ripensare i propri modelli operativi.
Un ponte tra finanza tradizionale e crypto
L’eventuale passaggio al 24/7 sui derivati crypto rappresenterebbe un ulteriore passo nella convergenza tra finanza tradizionale e mercati digitali. Invece di costringere gli asset crypto ad adattarsi ai vecchi schemi, sarebbe l’infrastruttura regolamentata ad avvicinarsi alla loro natura globale e continua.
Questo approccio potrebbe rendere i prodotti del CME più attraenti per una nuova generazione di operatori, abituati a mercati sempre accessibili e a reazioni immediate alle notizie.
Cosa osservare nei prossimi mesi
Al momento, l’iniziativa è ancora in fase di valutazione. Gli operatori del settore osserveranno con attenzione eventuali annunci ufficiali, test pilota o consultazioni con i partecipanti al mercato.
I punti chiave da monitorare includono:
- quali strumenti verrebbero inclusi nel trading continuo
- l’impatto sulla liquidità e sulla volatilità
- le soluzioni adottate per il clearing e la gestione del rischio
- la risposta degli investitori istituzionali
Verso mercati sempre più allineati al digitale
Se il CME dovesse procedere con il trading crypto 24/7, il segnale sarebbe chiaro: il confine tra mercati tradizionali e asset digitali sta diventando sempre più sottile. Non si tratterebbe solo di un’estensione degli orari, ma di un adeguamento strutturale a un mondo finanziario che opera ormai senza pause. In questo scenario, il trading continuo potrebbe non restare un’eccezione per le criptovalute, ma diventare un modello di riferimento anche per altri strumenti finanziari nel lungo periodo.
