174. Sono le aziende pubbliche che al 12 maggio 2026 detengono Bitcoin in bilancio. Insieme controllano 1.187.898 BTC. Tradotto: oltre il 5% di tutto il Bitcoin esistente è in mano a società quotate in borsa. Il trend non rallenta.
Nel solo primo trimestre 2026, queste aziende hanno aggiunto 50.351 BTC netti alle proprie riserve, un ritmo pari a 2,8 volte la produzione mineraria giornaliera. Come un aspirapolvere silenzioso. Il supply disponibile sul mercato libero si assottiglia, mese dopo mese, e chi ancora non ha preso posizione si trova davanti a una domanda sempre più scomoda: aspettare ancora ha ancora senso?
Il dato che ridisegna il mercato
Dati chiave
- Aziende quotate con BTC in bilancio 174
- BTC totali detenuti (12 mag 2026) 1.187.898 BTC
- BTC aggiunti netti Q1 2026 +50.351 BTC
- Ritmo acquisti vs produzione mineraria 2,8x
- Strategy Inc. (leader) 818.869 BTC
- Metaplanet (3° posto globale, al 31/03) 40.177 BTC
- Quota supply totale BTC in mani corporate >5%
I numeri del report Bitwise Q1 2026 non lasciano spazio a letture di comodo. Strategy Inc. guida la classifica con 818.869 BTC, circa il 69% dell'intero paniere corporate globale. Dietro di lei, Twenty One Capital con 43.514 BTC e Metaplanet con 40.177 BTC al 31 marzo. Poi MARA Holdings con 35.303 BTC. Il dato più interessante non è chi c'è in cima: è che le ultime posizioni della lista sono occupate da aziende che, tre anni fa, non avevano un solo satoshi in bilancio.
Dati chiave
- Aziende quotate con BTC in bilancio 174
- BTC totali detenuti (12 mag 2026) 1.187.898 BTC
- BTC aggiunti netti Q1 2026 +50.351 BTC
- Ritmo acquisti vs produzione mineraria 2,8x
- Strategy Inc. (leader) 818.869 BTC
- Metaplanet (3° posto globale, al 31/03) 40.177 BTC
- Quota supply totale BTC in mani corporate >5%
Fonte: Bitwise Q1 2026 Report · BitcoinMiningStock.io · 12 maggio 2026
Quante aziende quotate detengono Bitcoin nel loro bilancio nel 2026?
174, al 12 maggio. Erano meno di 40 a fine 2021, poco meno di 90 nel 2024. La crescita non è stata graduale: è esplosa. E la domanda che si pongono i responsabili finanziari di mezzo mondo non è più "perché comprare Bitcoin", ma "perché rimandare ancora".
La logica operativa varia da caso a caso. Alcune aziende acquistano BTC per diversificare le riserve di cassa contro l'erosione del potere d'acquisto. Altre, come Strategy, emettono azioni privilegiate e obbligazioni convertibili per finanziare l'accumulo, scommettendo su un rendimento superiore al costo del capitale. Il bilancio Q1 2026 di Strategy, depositato in SEC il 5 maggio, certifica un "BTC Yield" del 9,4% e un guadagno netto in dollari di circa 5 miliardi nei primi quattro mesi dell'anno. Non male per un mercato che in quel periodo stava correggendo sotto gli 80.000 dollari.
In Italia il tema è più vicino di quanto sembri. Intesa Sanpaolo ha già dichiarato 96 milioni di dollari in ETF su Bitcoin, con posizioni nell'ARK 21Shares Bitcoin ETF e nell'iShares Bitcoin Trust. Non è ancora una vera tesoreria aziendale in BTC, ma è un primo passo. Per capire il quadro regolamentare che governa queste scelte in Italia, leggi: Crypto in Italia: nuove regole e crescita 2026. Per l'adozione istituzionale europea, CoinShares approda al Nasdaq: l'Europa crypto sfida BlackRock.
Il modello Metaplanet e la corsa asiatica
Metaplanet era un'azienda alberghiera in difficoltà quando ha deciso di trasformarsi in una società di tesoreria Bitcoin. Simon Gerovich, amministratore delegato della società quotata a Tokyo, ha comunicato il 2 aprile 2026 i dati del Q1:
During Q1 2026, Metaplanet acquired 5075 BTC for $405.48 million at ~$79,898 per bitcoin and has achieved BTC Yield of 2.8% YTD 2026. As of 03/31/2026, we hold 40,177 $BTC acquired for ~$4.18 billion at ~$104,106 per bitcoin. $MPJPY $MTPLF pic.twitter.com/IMxC3lwYCx
— Simon Gerovich (@gerovich) April 2, 2026
5.075 BTC comprati in tre mesi, a un prezzo medio di 79.898 dollari per moneta, per un totale di 405,48 milioni di dollari. Metaplanet è di fatto la prima azienda non americana a entrare nel top 3 mondiale dei detentori corporate di Bitcoin, scalzando MARA Holdings. Il piano dichiarato è arrivare a 100.000 BTC entro dicembre 2026. Per seguire la strategia nel dettaglio, leggi la nostra analisi: Metaplanet rafforza la strategia Bitcoin in bilancio.
C'è da dire che il modello non è indolore. Le azioni di Metaplanet sono scese dell'82% dal massimo del 2025, e la base di costo media dell'intero portafoglio BTC supera i 104.000 dollari per moneta, ben al di sopra delle quotazioni attuali. Gerovich risponde ai critici con una metrica alternativa: non il profitto netto, ma il "Bitcoin per azione". Cresciuto del 500% nel 2025. Il mercato deciderà chi ha ragione.
Il quadro geopolitico che alimenta queste scelte è analizzato qui: Bitcoin tra geopolitica e oro digitale. Per chi volesse capire le implicazioni fiscali italiane legate al possesso di Bitcoin: Bitcoin e ISEE 2026: guida completa. Il contesto dell'adozione retail: Bitcoin in Italia: dal boom retail alle istituzioni caute. Infine, per i dati sull'adozione italiana in numeri: asset digitali in Italia, i clienti sono raddoppiati.
Il rischio che pochi quantificano
Ogni modello di successo genera imitatori, spesso meno attrezzati. Alcune delle 174 aziende nella lista hanno comprato Bitcoin con una base di costo media superiore ai 90.000 dollari, in un mercato che a maggio 2026 quota intorno agli 80.000. Perdite latenti in bilancio, presentate come "detenzione a lungo termine". Tuttavia, chi guarda solo alla volatilità del prezzo perde il quadro più ampio. Il punto non è dove quota Bitcoin oggi. Il punto è quanto ne rimane disponibile sul mercato libero dopo che ETF spot, aziende e governi ne drenano continuamente l'offerta. Gli ETF spot americani da soli hanno attirato oltre 858 milioni di dollari nella settimana del 12 maggio. Aggiungici 50.351 BTC corporate nel primo trimestre. Il supply non cresce. La domanda, di fatto, sì.
La data da segnare sul calendario è il 30 giugno 2026. Metaplanet pubblica il suo report semestrale, e in quel momento il mercato vedrà se il ritmo del Q1, pari a 5.075 BTC in tre mesi, è stato mantenuto o superato. Se la società di Gerovich dovesse raggiungere i 50.000 BTC entro luglio, diventerebbe il secondo holder pubblico non americano nella storia, scavalcando definitivamente MARA Holdings. Le aziende che ancora rimandano la decisione potrebbero trovarsi, tra sei mesi, a competere per un'offerta strutturalmente più scarsa, a prezzi che non assomiglierebbero affatto a quelli di oggi.
