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Di Giulia Ferrante immagine profilo Giulia Ferrante
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Ethereum non è mai stata così usata. Ma la sua fondazione taglia il 20% del personale

Il 23 giugno la Ethereum Foundation ha tagliato il 20% del personale e il 40% del budget per diventare un'organizzazione endowment. E lo fa proprio mentre la rete tocca il record di utilizzo e l'ETH perde il 44%. Cosa significa davvero.

I numeri raccontano due storie opposte. Nel primo trimestre del 2026 la rete Ethereum ha toccato il record di 200,4 milioni di transazioni. Nello stesso periodo l'ETH ha perso oltre il 44% da inizio anno.

In mezzo a questo divario, il 23 giugno la Ethereum Foundation ha annunciato la ristrutturazione più profonda della sua storia: 54 licenziamenti, circa il 20% del personale, e un taglio del budget operativo del 40%.

I tagli annunciati il 23 giugno

Riduzione del budget operativo 2026 e del personale (54 su circa 270). Fonte: Ethereum Foundation, Vitalik Buterin

-40%
-20%
Budget 2026Personale

Cosa ha annunciato la fondazione

L'organizzazione che da sempre guida lo sviluppo di Ethereum si riorganizza attorno a cinque cluster: protocollo, accesso, utenti, comunità e istituzionale, affiancati dalle funzioni operative. È la formalizzazione di un percorso avviato con il Mandate di marzo 2026 e la treasury policy del giugno 2025.

Tra i tagli c'è anche la chiusura del PSE, l'unità interna di ricerca sulla privacy e la crittografia a conoscenza zero. Le priorità si stringono su quello che la fondazione chiama CROPS: resistenza alla censura, apertura, privacy e sicurezza, oltre allo scaling del Layer 1.

Vitalik Buterin non ha edulcorato il costo umano. Ha descritto chi lascia come ingegneri e ricercatori dedicati, alcuni dei quali al lavoro su Ethereum da quasi un decennio, e ha ammesso senza giri di parole che "molto è andato perso". Il ridimensionamento arriva dopo nove uscite di figure senior da gennaio, comprese le ex co-direttrici esecutive Tomasz Stańczak e Hsiao-Wei Wang.

Perché proprio ora: il modello endowment

La chiave non è un buco di bilancio, ma una scelta strategica. La fondazione vuole passare da un modello che spende il capitale a un modello endowment, in cui si spendono solo i rendimenti del patrimonio e non il patrimonio stesso. Così l'organizzazione diventa sostenibile a tempo indeterminato, invece di avere una pista di decollo che prima o poi finisce.

Il piano è esplicito: ridurre il tasso di spesa annuo dal 15% circa del treasury, la media fino al 2025, a circa il 5% entro il 2030. Il taglio del 40% di quest'anno è il passo più grande in quella direzione.

Dal 15% al 5%: il piano endowment

Tasso di spesa annuo sul treasury, percorso indicativo verso l'obiettivo 2030. Fonte: EF Treasury Management Policy, 2025

15%5%202520262027202820292030

Il patrimonio resta consistente ma più magro: secondo Arkham, le riserve in ETH della fondazione valgono circa 209 milioni di dollari, vicino al minimo degli ultimi sei anni, complice il calo del prezzo. Non è una crisi di liquidità. La fondazione mantiene un cuscinetto pluriennale, e Tom Lee di Fundstrat ha parlato di "zero possibilità" di un collasso finanziario, anche se una fonte interna ha segnalato un divario da 20-30 milioni sui team di sviluppo core.

Il vero paradosso: uso record, prezzo a terra

Qui sta il nodo che interessa agli investitori. Ethereum non è in crisi di adozione, anzi. La rete macina volumi mai visti, le istituzioni ci costruiscono sopra, da BlackRock a JPMorgan, e i prodotti regolamentati si moltiplicano, come abbiamo visto con gli ETF spot su Ethereum a commissioni minime.

Eppure il token non segue. L'ETH è sceso del 44% nel 2026 e gli ETF spot americani hanno registrato sette settimane consecutive di deflussi, quasi un miliardo di dollari. È il disallineamento tra l'uso della rete e il valore del token che definisce questo ciclo per Ethereum.

Chi raccoglie il testimone

La lettura più interessante non è il taglio in sé, ma cosa lo accompagna. Buterin ha ridefinito la fondazione come "uno dei tanti guardiani" di Ethereum, non più il suo motore centrale. È una decentralizzazione voluta dello sviluppo.

Nello stesso momento nasce ETHLabs, una nuova entità indipendente sostenuta dalle treasury company BitMine e SharpLink e dal cofondatore Joseph Lubin, pensata per accelerare la roadmap tecnica accanto alla fondazione ridimensionata. La domanda strategica si sposta lì: se l'ecosistema, fatto di protocolli DeFi, Layer 2 e attori come Consensys, sarà in grado di assorbire la ricerca che la fondazione ha scelto di lasciare andare.

Non è il racconto di un'organizzazione che affonda. È quello di una metamorfosi deliberata: più snella, più focalizzata, costruita per resistere ai cicli del mercato invece di esserne travolta. L'indicatore da seguire nei prossimi trimestri non sarà il singolo movimento di prezzo, ma se la continuità della ricerca reggerà il nuovo assetto.

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. Le cripto-attività sono ad alto rischio e puoi perdere parte o tutto il capitale investito.

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