Alla fine del 2025, il panorama della ricchezza in Italia appare più florido e dinamico che mai. Secondo i dati di Forbes, il numero dei miliardari nel Belpaese è salito a 79, con un patrimonio complessivo che tocca i 357,2 miliardi di dollari.
Se da un lato resistono i giganti dell'industria tradizionale, dall'altro stiamo assistendo a una rivoluzione silenziosa guidata dal settore fintech e dalle criptovalute.
Ecco un'analisi dei primi cinque miliardari italiani che dominano la classifica all'inizio del 2026.
1. Giovanni Ferrero: Il re incontrastato
In cima alla piramide resta Giovanni Ferrero, con un patrimonio stimato tra i 39,9 e i 41,3 miliardi di dollari. L'erede del colosso dolciario di Alba ha trasformato un impero familiare in una macchina da guerra globale.
Sotto la sua guida, il gruppo ha registrato fatturati record (18,4 miliardi di dollari) e ha portato a termine acquisizioni ambiziose, come quella di Kellogg per 3,1 miliardi. Ferrero incarna la solidità del Made in Italy alimentare che conquista il mondo.
2. Andrea Pignataro: lo stratega dei dati
Al secondo posto troviamo la figura più enigmatica della finanza italiana: Andrea Pignataro. Con un patrimonio di 36,9 miliardi di dollari, il fondatore del Gruppo Ion ha costruito un impero basato sull'analisi dei dati e sul software finanziario.
Ex broker, Pignataro è un self-made man che ha acquisito campioni nazionali come Cerved e Prelios. Nonostante un recente accordo transattivo con il Fisco italiano per 280 milioni di euro, la sua influenza sul sistema bancario e informativo del Paese resta immensa.
3. Giancarlo Devasini: il pioniere delle criptovalute
La vera sorpresa della classifica è Giancarlo Devasini, terzo con 22,4 miliardi di dollari. Ex chirurgo plastico trasformatosi in imprenditore tecnologico, Devasini è la mente dietro Tether (USDT), la stablecoin più utilizzata al mondo.
La sua ascesa segna un punto di rottura: per la prima volta, un miliardario legato agli asset digitali scavalca icone storiche come Giorgio Armani. Tether non è solo un asset virtuale; la società ha registrato utili netti record (oltre 13 miliardi nel 2024) e detiene riserve fisiche impressionanti, tra cui quasi 80 tonnellate d'oro.
4. Francesco Gaetano Caltagirone: il patriarca del mattone e della finanza
Con un patrimonio di 9,8 miliardi di dollari, Francesco Gaetano Caltagirone occupa la quarta posizione. Fondatore di un conglomerato che spazia dal cemento all'editoria, Caltagirone è un protagonista assoluto del panorama bancario italiano, con partecipazioni strategiche in Mediobanca, Generali e MPS. A 82 anni, rappresenta la continuità del capitalismo romano e delle grandi holding diversificate.
5. Paolo Ardoino: l'ingegnere delle stablecoin comprerà la Juventus?
A chiudere la top 5 è Paolo Ardoino, CEO di Tether, con 9,5 miliardi di dollari. Originario di un piccolo paese ligure, Ardoino è passato da una carriera come ricercatore precario a capo della piattaforma crypto da centinaia di miliardi di capitalizzazione.
Insieme a Devasini, Ardoino ha portato Tether al centro delle cronache sportive e finanziarie, arrivando persino a tentare la scalata alla Juventus con un'offerta miliardaria (rifiutata da Exor).
Il dato più rilevante di questa classifica è il peso specifico del settore crypto. Due dei primi cinque miliardari (Devasini e Ardoino) derivano la loro ricchezza da Tether.
Questo settore, un tempo considerato marginale, oggi genera utili superiori a quelli di molte multinazionali storiche. La stabilità di queste fortune rimane un tema di dibattito tra gli analisti, ma i numeri del 2026 parlano chiaro: il futuro della ricchezza italiana passa sempre più per i wallet digitali e la finanza decentralizzata.
