Dopo i primi bond e minibond tokenizzati, la sfida europea cambia scala. Non basta più dimostrare che un titolo finanziario può essere emesso su una blockchain: bisogna costruire un mercato nel quale asset digitali, banche, infrastrutture finanziarie e moneta di banca centrale possano comunicare tra loro in modo stabile, regolamentato e interoperabile. È su questo terreno che la Banca Centrale Europea sta accelerando con Pontes e Appia, le due iniziative che compongono la strategia dell'Eurosistema per la finanza tokenizzata wholesale.
Il 19 agosto l'Eurosistema ha selezionato 61 stakeholder del mercato finanziario e istituzioni pubbliche che entreranno nell'Appia Contact Group. Tra questi figurano sei realtà italiane: ABI, Banca Sella, Cassa depositi e prestiti, Fleap, Intesa Sanpaolo e Nexi Payments. Non saranno loro, da sole, a "costruire la blockchain della BCE": il loro ruolo sarà contribuire con esperienza, requisiti e indicazioni concrete alla definizione dell'evoluzione di Pontes e della più ampia roadmap Appia. Ed è proprio questa distinzione a rendere la storia interessante.
Dai singoli bond tokenizzati all'infrastruttura europea
Fino a oggi buona parte dell'attenzione sulla tokenizzazione si è concentrata sulle singole operazioni: un'obbligazione emessa su blockchain, un fondo trasformato in token, una banca che sperimenta il regolamento attraverso una piattaforma DLT. Sono passaggi importanti, ma hanno un limite evidente. Se ogni operatore utilizza infrastrutture, standard e registri diversi, il rischio è quello di ricreare nel mondo digitale gli stessi silos che la blockchain dovrebbe eliminare.
L'ambizione dell'Eurosistema è affrontare proprio questo problema. La strategia si articola in due iniziative complementari. Pontes rappresenta il ponte più immediato tra le piattaforme DLT utilizzate dal mercato e i TARGET Services dell'Eurosistema, permettendo di regolare le transazioni tokenizzate utilizzando moneta di banca centrale. Appia guarda invece più lontano: vuole definire come potrebbe essere organizzato un intero ecosistema europeo della finanza tokenizzata.
Cosa faranno davvero Intesa, Banca Sella, CDP, Nexi e gli altri partecipanti
Il ruolo dell'Appia Contact Group va spiegato con precisione. Non è un consorzio al quale la BCE ha affidato la realizzazione tecnica di una nuova infrastruttura. È il luogo nel quale l'Eurosistema confronterà la propria visione con banche, infrastrutture di mercato, operatori tecnologici, istituzioni pubbliche e associazioni di settore.
Per Pontes, i partecipanti discuteranno questioni operative e tecniche come requisiti degli utenti, funzionalità, gestione dei rischi, test, migrazione ed evoluzione del sistema. Sul fronte Appia contribuiranno invece alla definizione degli standard e dell'architettura di lungo periodo, affrontando questioni come interoperabilità tra blockchain differenti, gestione del collateral, privacy, struttura dei mercati secondari e operazioni cross-border.
La presenza italiana è quindi interessante non perché assegni alle sei realtà un potere decisionale sull'infrastruttura BCE, ma perché permette a una parte significativa dell'ecosistema finanziario nazionale di portare la propria esperienza direttamente nel processo con cui l'Europa sta disegnando il mercato tokenizzato del futuro.
Pontes e Appia: due orizzonti diversi
La strategia dell'Eurosistema per la finanza tokenizzata
- Pontes: collega le piattaforme DLT del mercato ai TARGET Services per consentire il regolamento in moneta di banca centrale.
- Appia: definisce la visione di lungo periodo per un ecosistema finanziario tokenizzato europeo integrato.
- Italia: ABI, Banca Sella, CDP, Fleap, Intesa Sanpaolo e Nexi Payments partecipano al nuovo Contact Group.
Il vero problema è l'interoperabilità
Uno dei punti più importanti della roadmap Appia riguarda l'interoperabilità. Oggi un asset tokenizzato può nascere su una determinata rete, essere gestito attraverso un'infrastruttura specifica e incontrare difficoltà quando deve spostarsi verso un'altra piattaforma. Moltiplicando questo problema per decine di banche, depositari, emittenti e mercati, il rischio di frammentazione diventa evidente.
Per questo il primo dei sei blocchi di lavoro individuati dalla BCE riguarda proprio gli standard e la possibilità di trasferire asset tra piattaforme DLT differenti. Gli altri affrontano temi ancora più strutturali: l'utilizzo degli asset DLT come garanzia nelle operazioni di politica monetaria, l'infrastruttura attraverso cui mettere a disposizione moneta di banca centrale tokenizzata, i collegamenti con sistemi extraeuropei, la resilienza del nuovo mercato e infine il percorso necessario per passare dall'attuale sistema alle infrastrutture future.
È un cambio di prospettiva sostanziale. La domanda non è più soltanto "possiamo emettere un bond sulla blockchain?", ma "come facciamo a creare un mercato europeo in cui migliaia di asset tokenizzati possano essere emessi, trasferiti, utilizzati come collateral e regolati senza creare decine di ecosistemi incompatibili?".
Pontes arriva prima, Appia guarda al 2028
Anche la cronologia aiuta a capire la strategia. Pontes è la soluzione più vicina al mercato. La BCE ha indicato un lancio iniziale nel terzo trimestre del 2026; Banca d'Italia descrive nello stesso periodo l'avvio della fase pilota e colloca il go-live completo nel primo trimestre del 2028. L'obiettivo immediato è permettere agli operatori che utilizzano piattaforme DLT di regolare le proprie transazioni utilizzando la sicurezza della moneta di banca centrale senza dover attendere la costruzione dell'ecosistema definitivo.
Appia ha invece un orizzonte più lungo. L'Eurosistema prevede di arrivare nel 2028 a un blueprint, cioè una vera architettura di riferimento per il futuro mercato finanziario tokenizzato. Non è ancora deciso se questo significherà una singola rete condivisa o più infrastrutture interoperabili. La BCE sta analizzando entrambe le possibilità, insieme alle relative conseguenze sulla governance, sulla concorrenza e sulla resilienza.

Perché la presenza italiana conta
Per l'Italia, l'ingresso di sei soggetti nel Contact Group arriva in un momento particolarmente significativo. Il Paese ha già partecipato a operazioni concrete di finanza tokenizzata e di regolamento in moneta di banca centrale. Nel nostro recente approfondimento sul bond tokenizzato italiano con UniCredit, CDP e BlockInvest abbiamo raccontato proprio il passaggio dalle sperimentazioni alle transazioni reali.
Appia rappresenta il gradino successivo. Quelle singole operazioni hanno dimostrato che la tecnologia può funzionare; ora la questione è capire come trasformarla in infrastruttura di mercato. È qui che l'esperienza di banche come Intesa Sanpaolo e Banca Sella, di una istituzione come CDP, di un operatore dei pagamenti come Nexi, di ABI e di una realtà tecnologica come Fleap può diventare rilevante.

Il punto, ancora una volta, non è che queste organizzazioni controlleranno Appia. È che contribuiranno a portare nel processo europeo problemi e requisiti provenienti dal mercato reale, mentre la BCE cerca di evitare che la futura finanza tokenizzata nasca come un mosaico di piattaforme isolate.
La lettura più grande
Appia racconta qualcosa di più profondo dell'ennesimo progetto blockchain di una banca centrale. La BCE sta trattando la tokenizzazione come una possibile evoluzione strutturale dei mercati finanziari wholesale, non come un esperimento laterale del mondo crypto. L'obiettivo è mantenere la moneta di banca centrale al centro del sistema anche se titoli, collateral e servizi finanziari inizieranno progressivamente a spostarsi su infrastrutture programmabili.
C'è poi una dimensione geopolitica. L'Eurosistema insiste sulla necessità di garantire autonomia strategica europea, evitando dipendenze critiche da infrastrutture e normative esterne all'Unione. Allo stesso tempo, un mercato europeo isolato avrebbe poco valore: per questo Appia dedica una parte specifica del lavoro all'interoperabilità internazionale e ai collegamenti cross-border.
È qui che la storia assume una dimensione diversa rispetto ai singoli progetti di tokenizzazione. Se Pontes riuscirà a collegare in modo stabile le piattaforme DLT alla moneta di banca centrale e Appia riuscirà a definire standard comuni, governance e interoperabilità, l'Europa potrebbe creare le fondamenta necessarie perché bond, fondi e altri asset del mondo reale tokenizzati passino dalle operazioni pionieristiche a un mercato finanziario digitale su scala continentale.
La presenza delle sei realtà italiane va quindi letta per quello che realmente rappresenta: non la consegna delle chiavi della futura infrastruttura BCE, ma un posto al tavolo in cui si discuterà come quella infrastruttura e il mercato che dovrà utilizzarla dovrebbero funzionare. Dopo la fase dei proof-of-concept, è forse questo il passaggio più importante: trasformare esperimenti isolati in un sistema.




