$235 milioni. Da €1.400 miliardi di attività totali. Intesa Sanpaolo, la più grande banca italiana, ha più che raddoppiato la propria esposizione al crypto nel primo trimestre del 2026. Non per i clienti. Per sé. Questo è prop trading. E il 13F depositato questa settimana alla SEC lo mette nero su bianco.
Sedici mesi fa, il 13 gennaio 2025, la banca guidata da Carlo Messina aveva comprato 11 Bitcoin per poco meno di un milione di euro. Una mossa letta ovunque come test simbolico: cifra irrisoria, segnale politico forte. Adesso i numeri raccontano qualcosa di diverso. Tra fine 2025 e marzo 2026, l'esposizione crypto è quasi triplicata, con ingressi su tre asset che prima non c'erano: Ethereum, XRP e derivati legati all'ETF di BlackRock.
Dati chiave — Portafoglio crypto Intesa Sanpaolo al 31 marzo 2026
- ARK 21Shares Bitcoin ETF $81,17 milioni (da $72,6M)
- BlackRock iShares Bitcoin Trust (IBIT) — quote dirette $24,85 milioni (da $23,44M)
- Call option su IBIT — nuova posizione Q1 $95,9 milioni
- Grayscale XRP Trust ETF — nuovo ingresso ~$18 milioni (31/03) / ~$26M oggi
- BlackRock iShares Staked Ethereum Trust — nuovo ingresso Prima posizione su ETH in assoluto
- Esposizione crypto totale Q1 2026 ~$235 milioni (da $100M Q4 2025)
Fonte: Form 13F — SEC — 31 marzo 2026 · Criptovaluta.it · CoinTelegraph
Fonte: Form 13F — SEC — 31 marzo 2026
Intesa Sanpaolo investe davvero in Bitcoin o è ancora un test?
Non è più un test. Le cifre trimestrali parlano di una progressione coerente: nessun asset è stato comprato per poi vendere. ARK 21Shares è cresciuta da $72,6 milioni a $81,17 milioni. IBIT è passata da $23,44 a $24,85 milioni. Non stiamo parlando di variazioni di mercato passivo: il numero di quote è aumentato. Il 13F di fine 2025 mostrava 2.488.765 quote dell'ARK ETF. A marzo 2026 sono 3.607.565. Il 13F di fine 2025 mostrava 470.409 quote di IBIT. A marzo 2026: 646.809. Acquisti attivi, non rivalutazioni.
La novità più significativa è la call option su IBIT da $95,9 milioni, 2.496.500 quote, posizione aperta nel primo trimestre. Non è la stessa cosa di detenere ETF diretti. Una call option amplifica la sensibilità al rialzo, ma dipende da scadenza e strike price, elementi non divulgati nel 13F. Il messaggio implicito è chiaro: il desk di trading proprietario di Intesa ha preso una posizione direzionale rialzista sul prezzo del Bitcoin a breve-medio termine. Poi ci sono i due nuovi ingressi. BlackRock iShares Staked Ethereum Trust: prima volta in assoluto che Intesa compra un prodotto su ETH. Grayscale XRP Trust ETF: 712.319 quote, circa $18 milioni al 31 marzo, circa $26 milioni ai prezzi di oggi. XRP nel portafoglio di Banca Intesa. Qualcuno avrebbe scommesso su questa frase tre anni fa?
Cronologia — Cosa ha detto (e non detto) Intesa Sanpaolo
- Gennaio 2025 Carlo Messina, dopo l'acquisto degli 11 BTC, dichiara esplicitamente: "è un test, non diventeremo bitcoin player." Unica dichiarazione pubblica diretta.
- Febbraio 2026 — Primo 13F alla SEC ($96M in ETF Bitcoin) Intesa non emette comunicati. La notizia esce perché il Form 13F è un obbligo regolatorio americano: ogni investitore istituzionale con oltre $100M in titoli USA deve depositarlo trimestralmente entro 45 giorni dalla chiusura del trimestre. Non è una scelta comunicativa, è un adempimento.
- Q1 2026 — $235 milioni Stessa dinamica. Nessun comunicato. Nessuna conferenza stampa. I dati emergono dal deposito SEC e rimbalzano rapidamente nell'intero ecosistema informativo globale.
- Unica fonte diretta della banca Quando intervistata la banca sul trimestre precedente, la risposta è stata asciutta: si tratta di prop trading. Punto. Nessuna strategia dichiarata, nessun piano comunicato, nessun commento sul Q1 2026.
Solana va quasi nella direzione opposta. Il Bitwise Solana Staking ETF, presente nel precedente 13F a $4,3 milioni, è stato drasticamente ridotto nel trimestre. La rotazione è netta: fuori dalla scommessa sui rendimenti di staking retail, dentro sui grandi asset con copertura regolamentare forte (Bitcoin, Ethereum) e su XRP che beneficia direttamente del Clarity Act, che classifica esplicitamente XRP come commodity CFTC togliendo l'ombra della SEC.
La struttura: prop trading, non consulenza
Questo punto è spesso frainteso. Quando Criptovaluta.it ha intervistato la banca, la risposta ufficiale sul trimestre precedente era stata esplicita: si tratta di operazioni di prop trading. Intesa non sta comprando ETF Bitcoin per conto dei propri clienti private. Li compra con il proprio bilancio, attraverso la divisione IMI Corporate & Investment Banking. Il Form 13F usa la sigla "DFND" (shared management), il che indica che le decisioni vengono prese congiuntamente dalla capogruppo e dai gestori affiliati. Il perimetro è il portafoglio proprietario della banca.
Questo cambia la lettura del dato in modo sostanziale. $235 milioni su €1.400 miliardi di attività clienti equivalgono allo 0,017% del totale. Non è una svolta sistemica per i risparmiatori. È una linea di bilancio. Ma è una linea che sei mesi fa non c'era, e che a ogni trimestre aumenta. Ferdinando Ametrano, amministratore delegato di CheckSig, aveva scritto il 20 febbraio: «Era solo questione di tempo. Il 2026-2027 segnerà l'ingresso strutturale dei grandi gruppi bancari italiani ed europei in Bitcoin.» Il dato del Q1 conferma quella traiettoria.
Il contesto europeo non è isolato. BBVA, BPCE e KBC offrono già trading crypto ai propri clienti. UBS sta preparando l'accesso a Bitcoin ed Ethereum per il private banking svizzero, con espansione verso Asia-Pacifico e USA prevista entro fine anno. Commerzbank ha ottenuto la licenza MiCA. Il consorzio Qivalis, che comprende BNP Paribas, UniCredit e Deutsche Bank, ha fissato come obiettivo il lancio di una stablecoin ancorata all'euro entro fine 2026. Circle ha chiuso il Q1 con USDC a $77 miliardi di supply e $21,5 trilioni di volume on-chain su Ethereum. Le banche europee stanno guardando quei numeri e si stanno muovendo di conseguenza.
La domanda che rimane aperta non è se Intesa continuerà ad aumentare l'esposizione. La risposta alla luce dei dati è quasi scontata. La domanda è quando questo portafoglio proprietario diventerà anche offerta alla clientela. Il piano industriale 2026-2029 prevede lo sviluppo del desk digital asset in IMI C&IB. In Italia, dal 1° gennaio 2026, le plusvalenze crypto sono tassate al 33%: qualunque cliente Intesa che volesse investire in Bitcoin attraverso la banca avrebbe anche bisogno di un servizio di rendicontazione fiscale integrato. Goldman Sachs ha già depositato un income ETF su Bitcoin pensato per chi vuole rendimento senza volatilità pura. Il passo successivo di Intesa potrebbe seguire lo stesso schema, con una proposta strutturata per il private banking italiano.
Il prossimo 13F del Q2 2026, che coprirà il periodo fino al 30 giugno, sarà divulgato entro il 14 agosto. A quel punto si vedrà se la call option su IBIT è stata esercitata, mantenuta o liquidata. L'esposizione totale potrebbe superare $300 milioni se la direzione del mercato ha tenuto. Intesa non commenta ufficialmente i movimenti del portafoglio proprietario. Con Bitcoin intorno a $77.000 in questa settimana, la call option su IBIT aperta a marzo segna probabilmente un guadagno su carta. La banca che tre anni fa comprava Bot adesso compra derivati su Bitcoin. Il dato è nella colonna ufficiale di bilancio.
