Lucchetto scolpito fuso con un passaporto europeo e una montagna alpina su sfondo electric blue, stile collage editoriale.
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Bitcoin Suisse ottiene la licenza MiCAR: il Group CEO Majcen a SpazioCrypto

Bitcoin Suisse ottiene la licenza CASP sotto MiCAR e apre l'espansione europea. Il co-fondatore e Group CEO Andrej Majcen spiega a SpazioCrypto perché ora, perché dal Liechtenstein e cosa deve cercare chi sceglie un provider regolamentato.

Il 1° luglio 2026 è la data che ridisegna il mercato europeo delle crypto. Con la fine del periodo transitorio previsto dal regolamento MiCA, i clienti dei provider che non hanno completato il percorso di autorizzazione devono trovare una nuova casa regolamentata, e il baricentro del settore si sposta in modo strutturale verso operatori licenziati.

È in questo passaggio che Bitcoin Suisse, pioniere svizzero del comparto dal 2013, formalizza il proprio ingresso in Europa: la sua entità europea, Bitcoin Suisse (Europe) AG, ha ottenuto dall'Autorità dei mercati finanziari del Liechtenstein (FMA) la licenza come Crypto Asset Service Provider (CASP) ai sensi di MiCAR, costruendo sulla storica registrazione sotto il Token and TT Service Provider Act (TVTG).

In un'intervista esclusiva a SpazioCrypto, il co-fondatore e Group CEO Andrej Majcen spiega perché il gruppo abbia scelto di entrare in Europa nel modo giusto, attraverso una licenza e una base operativa reale, e non in modo opportunistico. La frase che riassume l'intera mossa è netta.

"Abbiamo scelto di entrare nel mercato SEE nel modo giusto, attraverso una licenza e una base operativa reale, non in modo opportunistico. Per noi la fiducia duratura si guadagna con le regole, non aggirandole."

Perché ora, e perché dal Liechtenstein

La tempistica non è casuale. MiCAR ha creato per la prima volta un quadro europeo unico e armonizzato per i servizi sulle cripto-attività, consentendo di operare in tutta l'Unione sotto un'unica cornice. A questo, osserva Majcen, si è aggiunta una domanda professionale e istituzionale ormai matura: i clienti non cercano più semplice accesso, ma un partner regolamentato e crypto-native.

La scelta del Liechtenstein come base SEE risponde a una logica precisa. L'entità europea del gruppo è stata costituita nel 2018 ed è operativa dal 2019; in quanto membro dello Spazio Economico Europeo garantisce il passporting MiCAR verso il mercato continentale, mentre il TVTG rappresenta uno dei primi e più stabili quadri giuridici al mondo per gli asset digitali. La conseguenza, sottolinea il CEO, è una cultura di vigilanza che comprende davvero questa asset class.

Il tassello europeo nella visione di "global wealth management platform"

L'Europa non è un mercato isolato, ma un nodo dentro una traiettoria più ampia. La Svizzera resta il cuore del business, costituito sotto diritto elvetico; alle Bermuda l'entità del gruppo può agire come partner d'investimento, gestendo asset e strutturando prodotti; ad Abu Dhabi è arrivata un'approvazione in linea di principio. L'Europa, attraverso Bitcoin Suisse (Europe) AG sotto MiCAR, è la più grande di queste opportunità.

"Ogni licenza aggiunge una capacità reale, non solo un altro mercato sulla mappa."

A guidare l'espansione europea è stato nominato CEO Roman Przibylla, che porta oltre quindici anni di esperienza nella distribuzione maturata in ruoli senior tra Deutsche Bank, Commerzbank, HSBC, Vontobel e Maverix Securities.

La migrazione dei clienti e l'opportunità del 1° luglio

Con la chiusura degli accordi transitori, i clienti dei provider che non completano la transizione cercheranno una sede autorizzata. È lo stesso scenario che abbiamo documentato sul fronte italiano, con l'Italia ancora a zero licenze CASP a ridosso della scadenza e con l'uscita di Binance dai servizi UE dal 1° luglio. Bitcoin Suisse, spiega il CEO, è costruita per i clienti che vogliono più di una semplice piattaforma su cui spostarsi: danno per scontato lo status regolamentato, ma pretendono custodia di livello istituzionale, un track record costruito su più cicli di mercato e un relationship manager dedicato.

"La licenza è il requisito d'ingresso. Ciò che fa guadagnare il mandato è la sostanza operativa."

Cosa offre uno specialista che il desk di una banca non replica

L'ingresso delle grandi banche nel comparto, osserva Majcen, valida l'asset class. Ma molti desk bancari nascono come accesso standardizzato, spesso poggiato su infrastruttura di terzi, pensato per una prima allocazione più che per chi tratta gli asset digitali come parte seria e autonoma del proprio patrimonio. È una dinamica che in Italia stiamo vedendo prendere forma con le prime banche che entrano nella custodia crypto sotto MiCA. Bitcoin Suisse arriva invece dal mercato crypto stesso: attiva dal 2013, con ricerca proprietaria, infrastruttura di custodia e trading interne e la capacità di gestire mandati ampi o complessi, staking e configurazioni su misura in un unico luogo. È qui che si gioca la vera differenza in un mercato che si affolla.

"Quando tutti hanno una licenza, la licenza smette di essere un elemento distintivo, e ciò che separa i provider è la profondità operativa e il servizio."

Cosa deve cercare chi sceglie un provider regolamentato

Il punto più utile per il lettore europeo è la griglia di valutazione che Majcen suggerisce, al di là del semplice possesso della licenza. Tre criteri, in ordine.

Oltre la licenza: i 3 criteri di MajcenCosa valutare in un provider crypto regolamentato sotto MiCAR1Architettura di custodiaAsset segregati, struttura insolvency-remote, spiegata con chiarezza.2Track recordOperativita' su piu' di un ciclo di mercato e infrastruttura propria.3Competenza e accessoConoscenza crypto-native reale e una persona raggiungibile per nome.

Prima di tutto l'architettura di custodia: gli asset dei clienti sono segregati, sono strutturati per essere insolvency-remote, e il provider sa spiegarlo con chiarezza. Poi il track record: l'azienda ha operato attraverso più di un ciclo di mercato, e gestisce infrastruttura propria o dipende da altri. Infine competenza e accesso: esiste una conoscenza crypto-native reale e una persona, con nome e cognome, raggiungibile quando qualcosa esce dallo standard.

"La licenza è il biglietto d'ingresso. Le cose che ti proteggono come cliente stanno in quei dettagli operativi."

Il 1° luglio, in questa lettura, non è un punto d'arrivo ma di partenza: l'inizio della fase in cui la conformità è data per scontata e la differenza la fanno sostanza, infrastruttura e servizio. Bitcoin Suisse, con sede a Zugo, oltre 200 persone e presenza tra Svizzera, Liechtenstein, Emirati Arabi Uniti e Bermuda, scommette esattamente su questo terreno. Il consiglio che resta valido per ogni utente europeo, prima di spostare qualsiasi cosa, è verificare lo status del proprio operatore nel registro ESMA e nel quadro delle piattaforme autorizzate sotto MiCA. SpazioCrypto continuerà a seguire l'evoluzione del mercato europeo regolamentato nelle prossime settimane.

Contenuto a scopo informativo, non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria. Le crypto sono asset volatili e i regimi normativi possono cambiare.

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