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Revolut lancia EURR: l'euro entra on-chain direttamente nell'app, ma l'Italia dovrà aspettare

Revolut ha avviato il lancio di EURR, la sua prima stablecoin in euro, integrata nell'app. Per ora solo in Danimarca, Polonia e Portogallo: l'Italia dovrà aspettare. Cosa cambia quando conto, crypto ed euro on-chain saranno nello stesso posto per milioni di utenti.

5 min read Come lavoriamo

Una delle app finanziarie più usate in Europa, e in Italia, entra ufficialmente nel mondo delle stablecoin. Revolut ha iniziato a distribuire EURR, la sua prima moneta digitale ancorata all'euro, direttamente all'interno della propria applicazione. È un passo che merita attenzione, perché segna il momento in cui una fintech usata da milioni di persone comuni inizia a portare l'euro "on-chain", cioè su tecnologia blockchain, dentro l'esperienza quotidiana di chi la usa per bonifici, carte e cambio valuta.

Prima di tutto, però, una precisazione doverosa per non creare aspettative sbagliate: al momento del lancio, l'Italia non è tra i primi Paesi coinvolti. La distribuzione iniziale riguarda solo la Danimarca, la Polonia e il Portogallo, con un'espansione ad altri mercati europei prevista nel corso dell'anno. Detto questo, vediamo cos'è EURR, perché il suo arrivo è significativo e cosa cambierà quando raggiungerà anche gli utenti italiani.

Cos'è EURR e come funziona

EURR è una stablecoin, cioè una criptovaluta progettata per mantenere sempre lo stesso valore, in questo caso un euro. A differenza di monete volatili come Bitcoin, il suo scopo non è crescere di prezzo, ma restare stabile, funzionando come una versione digitale dell'euro utilizzabile sulla blockchain. La sua caratteristica più importante è l'integrazione: EURR non è un token confinato in un exchange per appassionati, ma nasce dentro l'app di Revolut, permettendo agli utenti di passare in modo fluido tra euro tradizionali, criptovalute e questo nuovo euro digitale.

Un aspetto tecnico ma importante, da riferire con precisione, riguarda chi c'è dietro. Dal punto di vista legale, non è Revolut a emettere direttamente la moneta: l'emittente è una società specializzata con sede in Lussemburgo, appartenente al colosso dei pagamenti Stripe, che ne gestisce l'emissione e le riserve secondo le regole europee. Revolut si occupa invece di distribuirla e integrarla nella sua app. La moneta nasce sulla blockchain Ethereum, con il supporto di altre reti previsto in seguito, e può essere trasferita anche verso portafogli digitali esterni, un elemento che la rende davvero "aperta" e non chiusa nell'ecosistema Revolut.

Revolut is bringing stablecoins to everyday banking, starting with EURR
Damos-lhe as boas-vindas ao blogue Revolut, um espaço de leitura obrigatória sobre gestão do dinheiro, anúncios de novos produtos e histórias de utilizadores sobre tudo o que diz respeito a dinheiro.

La mossa strategica: EURR sostituisce Tether

C'è un elemento che rende il tempismo di questa mossa particolarmente significativo, e che aiuta a capirne la logica. Il lancio di EURR avviene proprio mentre Revolut sta rimuovendo dai conti europei un'altra stablecoin molto diffusa, l'USDT di Tether, la più grande al mondo. In sostanza, l'azienda sta sostituendo una moneta digitale prodotta da altri con una propria, pienamente conforme alle regole europee.

Questa scelta racconta una strategia precisa. Invece di limitarsi a ospitare le stablecoin altrui, Revolut vuole controllare direttamente questo strato della sua infrastruttura, offrendo ai clienti un prodotto costruito su misura per il mercato europeo e allineato al regolamento MiCA. È una mossa che trasforma la stablecoin da semplice prodotto crypto a componente strategica della propria offerta finanziaria. Come ha sintetizzato un dirigente dell'azienda, l'obiettivo è collegare gli 80 milioni di clienti di Revolut alla finanza on-chain, unendo la scala di una grande fintech con l'accesso immediato al mondo delle criptovalute.

Revolut EURR in sintesi

La prima stablecoin di Revolut. Fonte: Revolut, Cointelegraph, 2026

  • Cos'è: una stablecoin ancorata a 1 euro, integrata nell'app Revolut, trasferibile su blockchain e wallet esterni.
  • Dove: per ora solo Danimarca, Polonia e Portogallo. Italia non nella prima fase, espansione entro l'anno.
  • Attenzione: è moneta elettronica rimborsabile a 1 euro, ma non ha le protezioni di un deposito bancario.

L'angolo italiano: cosa cambierà quando arriverà

Anche se l'Italia dovrà aspettare, la prospettiva è di grande interesse proprio per il nostro Paese, dove Revolut conta oltre cinque milioni di clienti. Quando EURR sarà disponibile anche in Italia, questi utenti si troveranno ad avere, dentro un'unica applicazione, tre cose che fino a poco fa vivevano in mondi separati: un conto per operazioni bancarie tradizionali come bonifici e carte, la possibilità di comprare e vendere criptovalute, e un euro digitale trasferibile sulla blockchain.

È esattamente il punto di convergenza tra il mondo delle banche, quello delle stablecoin e quello dei pagamenti che sta ridefinendo la finanza. Per l'utente comune, la differenza tra un bonifico tradizionale e un trasferimento di euro digitali potrebbe diventare semplicemente una questione di quale sia più veloce o economico, senza dover pensare in termini di "criptovalute". Va però ricordato un aspetto di sostanza, spesso trascurato: una stablecoin come EURR, pur rimborsabile alla pari, non gode delle stesse tutele di un deposito bancario tradizionale. È un tema su cui le stesse autorità invitano alla consapevolezza, come abbiamo raccontato analizzando il confronto tra stablecoin e depositi sollevato dalla Banca d'Italia.

USDT was delisted from Revolut | Revolut Belgium
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La lettura più grande

Il lancio di EURR da parte di Revolut è molto più di una singola novità di prodotto: è un segnale potente della direzione in cui sta andando l'intero sistema finanziario. Quando una fintech con decine di milioni di clienti in tutto il mondo decide di creare e integrare una propria stablecoin, significa che questi strumenti stanno definitivamente uscendo dalla nicchia degli appassionati per entrare nell'uso quotidiano di persone comuni. L'euro digitale, in questa forma privata, non è più un esperimento, ma un prodotto rivolto al grande pubblico.

Per l'osservatore, ci sono due spunti. Il primo è che il mercato delle stablecoin in euro, oggi ancora molto piccolo rispetto a quello dominato dal dollaro, ha davanti a sé un potenziale di crescita enorme proprio grazie all'ingresso di attori con una base di utenti così ampia. Il secondo, più profondo, è che stiamo assistendo alla nascita di una nuova generazione di prodotti finanziari "ibridi", in cui il denaro tradizionale e quello digitale convivono nello stesso posto, accessibili con la stessa facilità. La linea di confine tra la banca e la crypto, tra l'euro sul conto e l'euro sulla blockchain, si sta assottigliando fino quasi a scomparire. E strumenti come EURR, portati nelle tasche di milioni di persone, sono precisamente il veicolo attraverso cui questa trasformazione, silenziosamente, sta già avvenendo.

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