Riserva Strategica Bitcoin USA: annuncio imminente su 328.372 BTC da $25 miliardi
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Da Giulia Ferrante Immagine del profilo Giulia Ferrante
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Riserva Strategica Bitcoin USA: annuncio imminente su 328.372 BTC da $25 miliardi

328.372 BTC, $25,4 miliardi. La Casa Bianca annuncia un "breakthrough" imminente per la Riserva Strategica Bitcoin. Witt a Consensus 2026: annuncio in arrivo "nelle prossime settimane".

Un "breakthrough". La parola l'ha scelta Patrick Witt. Non "progresso", non "aggiornamento". Un punto di rottura. L'executive director del President's Council of Advisors for Digital Assets lo ha dichiarato al Consensus 2026 di Miami il 6 maggio, poi ribadito al Bitcoin 2026 di Las Vegas nei giorni successivi: la Casa Bianca ha superato il nodo legale che bloccava la Riserva Strategica Bitcoin da oltre un anno. L'annuncio formale arriva "nelle prossime settimane".

Ci sono 328.372 BTC sul tavolo. A $77.277 dollari di prezzo medio del 18 maggio, fanno $25,4 miliardi. Il governo federale americano è il più grande detentore statale di Bitcoin al mondo, secondo i dati del Tesoro aggiornati a febbraio 2026. Nessuno dei pezzi è stato venduto dall'executive order del 6 marzo 2025. Tutto trattenuto, in attesa di una struttura legale che permettesse di dichiararlo formalmente riserva di stato.

Dati chiave

  • BTC in custodia del governo USA (feb. 2026) 328.372 BTC
  • Valore ai prezzi del 18 maggio 2026 ~$25,4 miliardi
  • Acquisti annui previsti da ARMA (se approvato) 200.000 BTC/anno x 5 anni
  • Periodo minimo di detenzione (ARMA) 20 anni
  • Proiezione primo acquisto aperto se ARMA passa Q4 2026

Fonte: US Treasury / White House PCAST · 18 maggio 2026

Fonte: US Treasury / White House PCAST · 18 maggio 2026

Come funziona la Riserva Strategica Bitcoin degli USA?

L'executive order di Trump del 6 marzo 2025 ha istituito la SBR (Strategic Bitcoin Reserve) come riserva permanente di stato, capitalizzata esclusivamente con Bitcoin confiscato attraverso procedimenti penali o civili. Non acquisti sul mercato aperto: solo beni sequestrati. Il secondo strumento, parallelo, è il Digital Asset Stockpile: un deposito separato che raccoglie gli altri asset digitali confiscati (Ethereum, XRP, e varie altcoin). I due fondi non si mescolano. Il problema, fino ad oggi, era legale: quali autorità permettono alle agenzie di detenere questi asset? Per quanto tempo? Sono soggetti a confisca parlamentare? Witt ha rivelato che il suo vice Harry John ha trascorso mesi a costruire un percorso giuridico solido, con memo legali commissionati ad hoc, per rispondere a ogni domanda. Il "breakthrough" annunciato è la risposta definitiva a quelle domande.

Per diventare legge permanente, tuttavia, la SBR ha bisogno del Congresso. Due disegni di legge sono in corsa. Il BITCOIN Act della senatrice del Wyoming Cynthia Lummis, che prevede l'acquisto di 200.000 BTC all'anno per cinque anni con un blocco ventennale. L'American Reserves Modernization Act (ARMA) del deputato Nick Begich, la versione ribattezzata per ampliare il consenso bipartisan. Lummis ha annunciato un markup al Senate Banking Committee entro fine maggio. Se il voto si tiene prima della pausa estiva, il primo acquisto aperto sul mercato americano potrebbe avvenire nel quarto trimestre del 2026: la prima volta in cui uno stato sovrano compra Bitcoin come asset strategico, non per confisca. Un pezzo di storia, se la legge regge.

Il caso US Marshals e il custode infedele

Witt ha citato esplicitamente al Consensus il "recent exploit" dei fondi in custodia agli US Marshals come ragione del breakthrough. Il riferimento è all'arresto di John Daghita, 21 anni, figlio del presidente di CMDSS, azienda contractor che gestiva per conto degli US Marshals la custodia di asset digitali sequestrati. Daghita avrebbe sottratto oltre $46 milioni in crypto, inclusi fondi legati all'hack Bitfinex del 2016, prima di essere arrestato a Saint Martin il 5 marzo 2026 in un'operazione congiunta FBI e Gendarmerie francese. ZachXBT aveva esposto l'intera vicenda a gennaio, documentando gli spostamenti di fondi on-chain. Il caso ha messo in chiaro un problema che la Casa Bianca non poteva più ignorare: la custodia dei $25 miliardi di Bitcoin del governo federale poggiava su un contractor privato senza supervisione federale adeguata. Risolvere quel problema è stato il lavoro degli ultimi tre mesi. Questo è il "breakthrough".

Per il Clarity Act, approvato in commissione il 14 maggio con voto 15-9, c'è una connessione diretta: la legge di market structure e la SBR sono i due pilastri della politica crypto americana di questa legislatura. Il Clarity Act definisce cosa è un asset digitale e chi lo regola; la SBR definisce cosa fa lo stato con i propri. Il sell-off di questa settimana ha oscurato entrambe le notizie, ma non le ha cancellate. Coinbase ha già ottenuto il charter OCC federale come trust company: è il custode candidato numero uno per i fondi SBR se il Congresso approva la legislazione. Il timing non è casuale.

Il rischio quantistico sui wallet Bitcoin esposti che Citi ha segnalato a maggio, con il 25% del supply già con chiave pubblica visibile on-chain, aggiunge un ulteriore argomento per la sicurezza custodiale statale. Custodire $25 miliardi in hardware separato, con supervisione federale, non è solo una questione politica. È una questione tecnica urgente. Le proiezioni di lungo periodo su Bitcoin che circolano tra gli analisti istituzionali partono tutte dalla stessa premessa: se gli USA codificano la SBR per legge, altri stati sovrani seguiranno entro 18 mesi. Goldman Sachs, con il suo income ETF in attesa di approvazione, è già posizionata per quel momento.

Il markup Lummis al Senate Banking Committee è atteso entro il 31 maggio. Se slitta oltre le elezioni di metà mandato di novembre, la prossima finestra legislativa utile apre nel 2028. Witt lo sa. I mercati lo sanno. Il prezzo di Bitcoin a $77.277 il 18 maggio riflette un mercato che ancora non ci crede del tutto. Se l'annuncio formale della Casa Bianca arriva prima di fine giugno, quella cifra potrebbe sembrare una fotografia molto vecchia in tempi brevi. Coinbase e le grandi piattaforme aspettano entrambi gli esiti con portafogli già riposizionati.

Da Giulia Ferrante Immagine del profilo Giulia Ferrante
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