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Pump.fun e token PUMP: come funziona, ricavi e rischi

La piattaforma che ha industrializzato le memecoin su Solana genera centinaia di milioni di ricavi e affronta una class action da miliardi. Come funziona il meccanismo, cosa dicono i numeri verificabili e quali rischi restano aperti.

6 min di lettura Come lavoriamo

Pump.fun è la piattaforma che ha reso l'emissione di memecoin un'operazione da pochi secondi e da pochi centesimi, e il suo token PUMP è diventato uno dei casi più discussi del settore perché unisce due cose che raramente convivono: ricavi di piattaforma reali e misurabili, e un contenzioso legale che chiede miliardi di danni. Capire Pump.fun significa capire come funziona oggi il mercato delle memecoin su Solana, ma anche perché "una piattaforma che fattura molto" non equivale automaticamente a "un token che vale molto". Questa guida spiega il meccanismo, i dati verificabili e le questioni aperte. Non contiene raccomandazioni di investimento.

Che cos'è Pump.fun

Pump.fun è un launchpad per memecoin costruito sulla blockchain Solana, lanciato nel 2024 da Alon Cohen, Noah Tweedale e Dylan Kerler, e gestito da Baton Corporation, società registrata nel Regno Unito. La sua funzione è semplice: permettere a chiunque, senza competenze tecniche e senza verifiche d'identità, di creare un token e renderlo immediatamente scambiabile. È questa assenza di attrito ad aver generato centinaia di migliaia di token e ad aver reso la piattaforma un pezzo centrale dell'attività on-chain di Solana.

Come funziona la bonding curve

Il meccanismo su cui si regge la piattaforma è la bonding curve, cioè una curva matematica che stabilisce il prezzo di un token in funzione della quantità già acquistata. Quando un nuovo token viene creato non esiste un mercato con compratori e venditori: esiste un contratto che vende token a un prezzo che sale automaticamente man mano che qualcuno compra e scende quando qualcuno vende. Non serve liquidità iniziale e non serve un market maker, e questo è il motivo per cui il costo di lancio è quasi nullo.

Quando un token raggiunge una determinata soglia di capitalizzazione, "gradua": la liquidità accumulata viene trasferita su un mercato di scambio vero e proprio, storicamente Raydium e successivamente PumpSwap, il DEX interno sviluppato dalla stessa Pump.fun. La quota di token che completa questo percorso è storicamente molto bassa, ed è un dato che conviene tenere presente: la struttura premia il volume di tentativi, non la sopravvivenza dei singoli progetti.

Da dove arrivano i ricavi

Il modello di ricavo è una commissione applicata alle transazioni, storicamente intorno all'1% sulle operazioni eseguite sulla bonding curve, a cui si sono aggiunte le commissioni generate da PumpSwap e dagli altri prodotti di trading della piattaforma. Con volumi elevati, una commissione piccola su moltissime operazioni produce cifre consistenti: secondo il listing pubblicato dalla società a giugno 2026 per la ricerca di un Chief Legal Officer, la piattaforma processa oltre 300 milioni di dollari di volume giornaliero e ha generato oltre 500 milioni di dollari di profitto nell'anno precedente con un organico ridotto. La dashboard ufficiale del token indicava a settembre 2026 un ricavo annualizzato di circa 468 milioni di dollari, pari a circa 1,28 milioni al giorno sulla media a 90 giorni.

Sono numeri che vanno letti con una cautela precisa: il ricavo di Pump.fun dipende dal volume speculativo sulle memecoin, che è la variabile più ciclica dell'intero settore cripto. I picchi del gennaio 2025, con oltre 130 milioni di dollari di ricavo mensile, non si sono ripetuti, e nei mesi successivi il dato si è normalizzato su valori molto inferiori.

Il token PUMP e la vendita del luglio 2025

PUMP è il token nativo della piattaforma. La vendita pubblica si è tenuta il 12 luglio 2025 a un prezzo unico di 0,004 dollari per token, ha raccolto circa 600 milioni di dollari in dodici minuti e, sommata al collocamento privato, ha portato il totale a circa 1,32 miliardi. Gli investitori statunitensi e britannici sono stati esclusi dalla partecipazione, un dettaglio che da solo racconta il perimetro regolamentare in cui la società si muove.

Un punto che la documentazione ufficiale chiarisce e che molte analisi ignorano: il token PUMP non attribuisce alcun diritto sui ricavi né su alcuna distribuzione. Qualunque collegamento fra fatturato della piattaforma e valore del token passa esclusivamente attraverso il programma di riacquisto, non attraverso un diritto del detentore.

Buyback e burn: come è cambiata la politica

Per circa nove mesi Pump.fun ha destinato il 100% dei ricavi al riacquisto di PUMP sul mercato aperto. Il 29 aprile 2026 la società ha bruciato in due transazioni su Solana l'intero stock accumulato, per un controvalore di circa 370 milioni di dollari, riducendo la fornitura circolante di circa il 36%: una delle maggiori riduzioni di offerta mai registrate in proporzione ai token in circolazione. Contestualmente la politica è cambiata: il 50% dei ricavi netti provenienti da bonding curve, PumpSwap e Terminal è stato vincolato in uno smart contract irreversibile destinato a riacquisti e burn per i dodici mesi successivi, mentre l'altra metà è stata destinata a sviluppo del prodotto, assunzioni, marketing e possibili acquisizioni.

La motivazione dichiarata dal cofondatore Alon Cohen è istruttiva e vale più di molte analisi: nonostante nove mesi di riacquisti totali e oltre un miliardo di dollari di ricavi, il token aveva passato gran parte del 2026 sotto la valutazione di lancio, segno che il mercato non riconosceva al meccanismo la credibilità che la società si aspettava. È il punto centrale di tutta la vicenda: un programma di riacquisto trasferisce valore solo se il mercato crede che sia duraturo, e solo se non viene neutralizzato da nuova offerta.

Il fattore che neutralizza i burn: gli unlock

Qui sta la tensione strutturale del token. Mentre i riacquisti riducono l'offerta, il calendario di vesting la aumenta. A luglio 2026 sono stati distribuiti circa 86,5 milioni di dollari di PUMP maturati verso 121 wallet riconducibili a team e investitori, e il piano di rilascio si estende fino al 2029. Chi valuta questo asset deve quindi guardare due curve opposte contemporaneamente: quanto viene bruciato e quanto viene sbloccato nello stesso periodo. Guardare solo la prima produce una lettura sistematicamente distorta.

Il contenzioso legale

Pump.fun affronta dal 2025 una class action consolidata presso la Corte distrettuale del Distretto Sud di New York, Aguilar v. Baton Corporation Ltd., n. 1:25-cv-00880. L'accusa iniziale è di aver venduto titoli non registrati: secondo i ricorrenti, ogni token creato attraverso la piattaforma costituirebbe uno strumento finanziario non registrato, e la società avrebbe incassato centinaia di milioni di dollari in commissioni su quella base. Il procedimento è stato successivamente ampliato con contestazioni ai sensi del RICO, la legge statunitense contro le organizzazioni criminali, con richieste di danni triplicati quantificate dai ricorrenti in circa 5,5 miliardi di dollari. Nella versione modificata dell'atto sono stati chiamati in causa anche soggetti dell'infrastruttura, fra cui entità legate a Solana e a Jito. Le accuse sono contestate e non è stata emessa alcuna decisione di merito.

Sul fronte regolamentare, nel dicembre 2024 la Financial Conduct Authority britannica ha segnalato che la piattaforma offriva servizi finanziari senza autorizzazione, e Pump.fun ha successivamente bloccato l'accesso agli utenti del Regno Unito. Nel giugno 2026 la società ha pubblicato un annuncio per un Chief Legal Officer con retribuzione base fino a cinque milioni di dollari, chiedendo esperienza diretta su SEC, CFTC, FinCEN, OFAC, FCA e obblighi MiCA: un'indicazione piuttosto trasparente di quanto la società stessa valuti la propria esposizione su tre giurisdizioni.

Perché questo caso conta anche per chi non tratta memecoin

Pump.fun è il test più chiaro di tre questioni che riguardano l'intero settore. La prima è se un token possa incorporare valore senza attribuire diritti: qui il collegamento è volontario e revocabile, come ha dimostrato il cambio di politica dell'aprile 2026. La seconda è se una piattaforma che fornisce strumenti neutri risponda dell'uso che ne viene fatto: è esattamente la tesi giuridica in discussione a New York, e una decisione in un senso o nell'altro avrà effetti ben oltre Solana. La terza è dove finisce l'infrastruttura e dove comincia l'intermediazione finanziaria, la domanda a cui MiCA in Europa e il quadro statunitense stanno cercando risposte diverse.

Cosa verificare prima di formarsi un'opinione

Chi vuole valutare questo asset in modo serio dovrebbe guardare, nell'ordine: il ricavo giornaliero della piattaforma e la sua tendenza su novanta giorni, non il picco isolato; il rapporto fra valore bruciato e valore sbloccato nello stesso mese; la quota di token che effettivamente gradua rispetto a quelli creati, come misura della salute reale della domanda; lo stato del procedimento Aguilar e l'eventuale fissazione della data del processo; e la posizione regolamentare nelle giurisdizioni in cui si opera, tenendo presente che l'accesso è già precluso in alcune di esse.

Domande frequenti

PUMP dà diritto a una quota dei ricavi di Pump.fun?
No. La documentazione ufficiale del token specifica che PUMP non rappresenta un diritto sui ricavi né su alcuna distribuzione. Il collegamento con il fatturato passa unicamente dal programma di riacquisto e burn, che è una scelta della società.

Quanti ricavi genera Pump.fun?
La dashboard ufficiale indicava a settembre 2026 circa 468 milioni di dollari annualizzati, circa 1,28 milioni al giorno sulla media a 90 giorni. Il dato è fortemente ciclico e legato al volume speculativo sulle memecoin.

Che cos'è la bonding curve?
È una curva matematica che determina il prezzo di un token in funzione della quantità acquistata, consentendo lo scambio senza liquidità iniziale e senza market maker. Su Pump.fun è il meccanismo con cui ogni nuovo token viene emesso e negoziato prima dell'eventuale passaggio a un DEX.

Pump.fun è accessibile ovunque?
No. Dopo la segnalazione della FCA del dicembre 2024 l'accesso è stato bloccato per gli utenti del Regno Unito, e gli investitori statunitensi e britannici sono stati esclusi dalla vendita pubblica del token nel luglio 2025.

Il burn dell'aprile 2026 ha ridotto stabilmente l'offerta?
Ha ridotto la fornitura circolante di circa il 36% in quel momento, ma il calendario di vesting continua a rilasciare nuovi token fino al 2029. L'effetto netto va misurato confrontando burn e unlock nello stesso periodo.

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