Otto modelli principali, due filosofie di sicurezza, prezzi da circa 59 a 399 dollari. Nel confronto Ledger contro Trezor la risposta breve è questa: Ledger punta su un chip di sicurezza certificato e un software proprietario, con più modelli Bluetooth e un servizio di recupero a pagamento; Trezor punta su firmware open source verificabile da chiunque, prezzi d'ingresso più bassi e backup a più quote. Negli incidenti ricostruiti in questa guida nessuno ha riguardato l'estrazione delle chiavi dai dispositivi dei clienti: il rischio concreto, per entrambi, sono i dati dei clienti finiti in mano ai truffatori.
Non abbiamo testato i dispositivi in laboratorio. Per gamma e prezzi usiamo le recensioni di Coin Bureau aggiornate a giugno 2026 e gli annunci dei produttori riportati dalla stampa. La cronologia degli incidenti viene da The Register, BleepingComputer, CoinDesk e dalla pagina sicurezza di Trezor. I siti ledger.com e trezor.io come schede prodotto non si sono aperti con i nostri strumenti: i prezzi vanno verificati sullo store ufficiale prima dell'acquisto.
Le due filosofie
Un hardware wallet custodisce le chiavi private fuori dal computer e firma le transazioni sul dispositivo. Le chiavi sono la cosa da proteggere, come spieghiamo nella guida su self-custody, exchange e wallet a confronto. Ledger e Trezor le proteggono in modo diverso.
Ledger usa un secure element, un chip progettato per resistere agli attacchi fisici, con certificazione CC EAL6+ sul Nano Gen5 secondo Coin Bureau, e un sistema operativo proprietario: il codice non è pubblico. Trezor è nato open source e lo è ancora nel firmware. Dalla serie Safe ha aggiunto un secure element certificato EAL6+ per proteggere PIN e segreti; il Safe 7 affianca a quel chip il TROPIC01, un secure element il cui progetto, secondo hardware-wallets.net, può essere esaminato da esperti indipendenti.
Nella nostra lettura la scelta è tra due forme di fiducia: fidarsi di un chip certificato e di un'azienda che non pubblica tutto il codice, o fidarsi di un codice che chiunque può controllare.
Gamma e prezzi
| Modello | Prezzo indicativo | Schermo | Connessione |
|---|---|---|---|
| Ledger Nano S Plus | 79 $ | OLED 1,1" | USB-C |
| Ledger Nano X | 149 $ | OLED 1,1" | USB-C, Bluetooth |
| Ledger Nano Gen5 | 179 $ / 179 € | E Ink touch 2,8" | USB-C, Bluetooth, NFC |
| Ledger Flex | 249 $ | E Ink touch 2,8" | USB-C, Bluetooth, NFC |
| Ledger Stax | 399 $ | E Ink touch curvo 3,7" | USB-C, Bluetooth, NFC, ricarica wireless |
| Trezor Safe 3 | 59-79 $ | monocromatico 0,96" | USB-C |
| Trezor Safe 5 | 129 $ | touch a colori 1,54" | USB-C |
| Trezor Safe 7 | 249 $ / 249 € | touch a colori 2,5" | USB-C, Bluetooth, ricarica Qi2 |
Prezzi in dollari secondo Coin Bureau, giugno 2026; in euro secondo Yahoo Tech e hardware-wallets.net. Variano con promozioni e Paese.
Ledger ha la gamma più ampia: cinque modelli da 79 a 399 dollari, quattro dei quali con Bluetooth. Il più recente è il Nano Gen5, presentato a ottobre 2025 a 179 dollari o euro con schermo touch, Bluetooth e NFC. Trezor ha tre modelli Safe da circa 59 a 249 dollari; il Safe 7, presentato a ottobre 2025, è il primo con Bluetooth, mentre Safe 3 e Safe 5 funzionano solo via cavo.

App e uso quotidiano
Ledger si gestisce con Ledger Wallet, il nuovo nome di Ledger Live dall'ottobre 2025; Trezor con Trezor Suite, in versione desktop e web. Entrambi coprono Bitcoin, Ethereum e le reti compatibili, Solana e molte altre. Per chi inizia, i passaggi base sono quelli della nostra guida su come aprire un crypto wallet.
Un hardware wallet protegge le chiavi, non l'asset. Se si custodiscono stablecoin, il rischio dell'emittente resta, come mostrano le differenze tra USDT e USDC. E prima di ogni invio va controllata la rete, perché un token sulla rete sbagliata può diventare difficile da recuperare: il caso di Coinbase e USDC su Noble spiega perché la rete conta.
Il backup
Qui le strade si separano. Ledger offre Ledger Recover, un servizio facoltativo lanciato a ottobre 2023 dopo forti critiche: la chiave viene cifrata e divisa in tre frammenti custoditi da Ledger, Coincover ed EscrowTech, con verifica dell'identità tramite documento e video. Secondo CryptoPotato costava 9,99 euro al mese. Per i modelli touch esiste anche la Ledger Recovery Key, una carta fisica da 39 dollari, o 99 per tre, secondo Coin Bureau.
Trezor non offre un servizio di recupero gestito. Sui modelli Safe permette il backup a più quote: la frase di recupero si divide in parti, e ne servono solo alcune per ricostruirla. Nella nostra lettura Ledger Recover è comodo per chi teme di perdere la frase, ma introduce terzi e un'identità verificata in un sistema nato per farne a meno.
Gli incidenti
Ledger. Nel 2020 un accesso al database di e-commerce ha esposto oltre un milione di email e circa 272.000 schede complete con nome, indirizzo e telefono. Secondo DataBreach.com i dati sono stati pubblicati online a dicembre 2020 e usati per phishing e minacce fisiche. Il 14 dicembre 2023 una versione malevola della libreria Connect Kit ha permesso di sottrarre circa 484.000 dollari a utenti di applicazioni decentralizzate in meno di due ore, secondo CoinDesk. A gennaio 2026 un attacco a Global-e, partner di pagamento, ha esposto nomi, contatti e dettagli degli ordini, secondo The Register.
Trezor. A gennaio 2024 un accesso al portale di assistenza ha riguardato circa 66.000 utenti. Il team Donjon di Ledger ha segnalato nel novembre 2024 che alcune difese del Safe 3 contro le manomissioni in fase di distribuzione potevano essere aggirate; secondo Trezor il Safe 5 non è interessato. Ad agosto 2026 la violazione del logistico ShipMonk ha esposto i dati di circa 81.000 clienti. A settembre l'attacco al servizio email Brevo ha permesso di inviare email di phishing a circa 347.000 iscritti alla newsletter, secondo BleepingComputer.
Il filo comune è chiaro: in nessuno di questi casi sono state estratte chiavi dai dispositivi dei clienti. Gli attacchi colpiscono i dati dei clienti e poi le persone, con email, telefonate e lettere che chiedono la frase di recupero.

E in Italia?
La violazione di ShipMonk ha riguardato anche clienti in Italia che hanno ordinato un Trezor tra il 10 maggio e l'8 agosto 2026, secondo BleepingComputer. Chi ha comprato in quel periodo deve aspettarsi tentativi di truffa mirati. Le regole sono quelle che valgono per le truffe che imitano exchange e autorità: nessun produttore chiede mai la frase di recupero, né per email né per posta. Nelle nostre ricerche sono comparse anche pagine che imitano le guide ufficiali di configurazione: la procedura va seguita solo dai siti ufficiali.
Quale scegliere
Nella nostra lettura: chi vuole spendere poco e poter verificare il codice ha in Trezor Safe 3 o Safe 5 la scelta più coerente. Chi usa soprattutto lo smartphone e vuole Bluetooth e uno schermo grande ha più opzioni con Ledger, dal Nano Gen5 al Flex, oppure il Trezor Safe 7. Chi teme di perdere la frase di recupero e accetta un servizio di terzi può valutare Ledger Recover. In ogni caso conta più il comportamento che il marchio: comprare dai canali ufficiali, conservare la frase offline e non inserirla mai su un sito.
Domande frequenti
Ledger o Trezor, quale è più sicuro?
Non esiste un vincitore assoluto. Ledger punta su un chip certificato e codice proprietario, Trezor su firmware open source con secure element nei modelli Safe. Negli incidenti ricostruiti in questa guida nessuno ha riguardato l'estrazione di chiavi dai dispositivi dei clienti.
Ledger è open source?
Non del tutto. Secondo Coin Bureau il firmware di Ledger è proprietario, mentre quello di Trezor è open source.
Cosa succede se perdo il dispositivo?
Con la frase di recupero si ripristinano i fondi su un nuovo dispositivo, anche di un'altra marca compatibile. Se si perde anche la frase, servono soluzioni preparate prima, come Ledger Recover o un backup a più quote.
Quanto costano?
Secondo Coin Bureau, a giugno 2026 Ledger andava da 79 a 399 dollari e Trezor da circa 59 a 249 dollari. I prezzi in euro vanno verificati sugli store ufficiali.
Ledger contro Trezor in sintesi
Cosa è confermato, cosa no
- Confermato: Ledger ha firmware proprietario e cinque modelli da 79 a 399 dollari; Trezor ha firmware open source, secure element nella serie Safe e tre modelli da circa 59 a 249 dollari; gli incidenti ricostruiti qui hanno colpito i dati dei clienti, non le chiavi nei dispositivi.
- Non indicato: listini ufficiali in euro aggiornati per tutti i modelli, numero esatto di criptovalute supportate, certificazione del chip per ogni modello Ledger.
- Da seguire: nuovi modelli e aggiornamenti dei prezzi, nuove violazioni di fornitori esterni, l'evoluzione di Ledger Recover.
La lettura più grande
È una nostra lettura che la sfida tra Ledger e Trezor si sia spostata dal dispositivo al perimetro. I chip reggono; cedono i fornitori di pagamenti, spedizioni ed email, e ogni violazione trasforma una lista di clienti in una lista di bersagli. Per chi compra, la domanda utile non è solo quale chip sia migliore, ma quanti dati personali si lasciano lungo la strada.
Il secondo punto è la fiducia. Chi custodisce stablecoin deve ricordare che il dispositivo non elimina il rischio dell'emittente, come raccontiamo in Tether, la sottile linea tra stabilità e preoccupazioni. I segnali da seguire sono i prossimi modelli, la gestione dei dati dei clienti da parte di entrambi e le scelte di Ledger su recupero e identità.



