Quaranta miliardi di dollari in cinque mesi. Non è una serie di scommesse speculative. È un'architettura. Nei primi cinque mesi del 2026, Nvidia ha impegnato più di $40 miliardi in partecipazioni azionarie di aziende AI, fotonica e infrastruttura per data center, secondo i dati compilati da CNBC su public filings e FactSet. Jensen Huang non sta più solo vendendo chip. Sta comprando l'ecosistema che ne dipende. La singola scommessa più grande: $30 miliardi in OpenAI, a fine febbraio, la partecipazione più consistente mai annunciata da una semiconductor company in una AI lab. Il mercato lo sa.
Nvidia ha una capitalizzazione di mercato di 5,23 trilioni di dollari e ha generato 97 miliardi di free cash flow nell'ultimo anno fiscale. $40 miliardi in equity in cinque mesi non creano tensioni di bilancio. Quello che creano è qualcos'altro: un'influenza strutturale su ogni layer dell'ecosistema AI, dal modello al chip, dall'infrastruttura alla fibra ottica che la connette. Il report di Huang all'earnings call di febbraio era diretto: «I nostri investimenti sono focalizzati in modo preciso e strategico sull'espansione e l'approfondimento della nostra presenza nell'ecosistema.»
La mappa: AI lab, cloud e supply chain
Gli investimenti 2026 si dividono in tre gruppi distinti, ognuno con una logica precisa.
Il gruppo più pesante riguarda i modelli fondazionali. Oltre ai $30 miliardi in OpenAI, Nvidia ha partecipato al Series G di Anthropic (il round da $30 miliardi che ha portato la valutazione a $380 miliardi) e al Series E da $20 miliardi di xAI, la società di Elon Musk che a febbraio ha completato il merger con SpaceX. Tre dei quattro laboratori AI più avanzati del mondo hanno Nvidia in cap table. Huang ha commentato il criterio di selezione durante un podcast di aprile: «Ci sono così tante grandi aziende di foundation model, e cerchiamo di investire in tutte. Non scegliamo i vincitori. Dobbiamo supportare chiunque.»
Il secondo gruppo sono i neocloud, i fornitori di infrastruttura GPU che comprano e operano cluster Nvidia per terzi. CoreWeave ha ricevuto $2 miliardi a gennaio, una posizione che oggi vale circa $4,4 miliardi nel portfolio. Nebius Group, AI cloud europeo, ha ottenuto altri $2 miliardi a marzo, con un impegno da parte di Nvidia su deployment infrastrutturale e AI factory design. Nscale, con sede nel Regno Unito, ha ricevuto una partecipazione simile. IREN, l'ultimo deal, è arrivato il 7 maggio: fino a $2,1 miliardi in warrant. IREN è il caso che interessa di più chi segue il mondo crypto: era una delle più grandi società di Bitcoin mining al mondo, e oggi è in piena conversione verso i data center GPU. Spaziocrypto aveva già tracciato questa trasformazione nel dettaglio nell'articolo sul grande pivot dei miner Bitcoin verso l'AI.
Il terzo gruppo è la supply chain. Corning, il fornitore di fibra ottica che alimenta i data center AI, ha ottenuto fino a $3,2 miliardi il 6 maggio, con impegno a costruire tre nuovi siti produttivi negli USA. Marvell Technology ha ricevuto $2 miliardi il 31 marzo per integrare i suoi chip custom nella piattaforma NVLink Fusion di Nvidia, senza costruire silicio concorrente. Lumentum e Coherent, entrambe fotoonica, completano il quadro con accordi simili.
$40B+ in 5 Months — Timeline
Source: CNBC · FactSet · Nvidia SEC filingsSpazioCrypto Research
Perché Nvidia sta investendo miliardi in OpenAI e altre aziende?
La risposta ufficiale è quella di Colette Kress, CFO di Nvidia, all'ultimo earnings call: «la società investe dove vede la necessità di assicurarsi che la capacità di calcolo venga costruita attorno al proprio hardware.»
La risposta vera è più precisa. Ogni neocloud che Nvidia finanzia costruisce data center con GPU Nvidia. Ogni compute commitment abbinato agli investimenti garantisce anni di domanda per i nuovi chip. L'investimento in OpenAI è accompagnato da accordi pluriennali di allineamento sulla silicon roadmap. La partecipazione in Corning assicura la supply chain fotonica necessaria per i data center di nuova generazione, dove NVLink non può funzionare senza fibra ottica di qualità. Nvidia sta comprando influenza su come il proprio silicio viene pagato, distribuito e connesso. Su GPT-5.5 e l'adozione AI nelle banche abbiamo già visto come la domanda di compute stia diventando una variabile strutturale per l'economia globale. Nvidia ne controla il rubinetto.
Il rischio che nessuno vuole nominare ad alta voce
Matthew Bryson di Wedbush Securities è stato diretto: gli investimenti di Nvidia rientrano «perfettamente nel tema degli investimenti circolari.» CoreWeave ha un accordo di acquisto GPU da $6,3 miliardi con Nvidia. Nvidia ha investito $2 miliardi in CoreWeave. I soldi girano tra le stesse mani, e qualcuno li chiama domanda reale. Ben Bajarin di Creative Strategies ha aggiunto la domanda che gli investitori evitano: «Il rischio è che, se il ciclo si inverte, il mercato inizierà a chiedersi quanta parte della domanda era organica e quanta sostenuta dal bilancio di Nvidia stessa.»
Gli analisti di Wall Street paragonano lo schema al vendor financing che gonfiò la bolla dot-com. La risposta di Nvidia è che i neocloud «non sarebbero esistiti senza il supporto di Nvidia», e che la strategia crea un vantaggio competitivo difendibile se l'azienda riesce a eseguire. Per ora, i numeri danno ragione a Huang. La posizione in Intel, da circa $5 miliardi, vale oggi oltre $25 miliardi dopo che il titolo ha segnato +200% nell'anno. I guadagni totali dal portfolio equity nell'ultimo anno fiscale hanno raggiunto $8,92 miliardi. Per chi vuole capire come i agenti AI stanno ridisegnando l'economia dell'infrastruttura, la strategia di Nvidia è il punto di partenza obbligato.
Goldman Sachs ha alzato le stime di ricavi e utili di Nvidia del 12% in vista degli earnings del 20 maggio, con le stime per il 2026 che corrono del 14% sopra il consensus di mercato. Brad Gerstner di Altimeter Capital ha detto che Nvidia potrebbe diventare la prima azienda da $10 trilioni di capitalizzazione.
La guidance Q1 FY2027 è a $78 miliardi di ricavi. Il SEC e Wall Street stanno iniziando a fare domande sulla disclosure di questi accordi e sulla loro portata. Fino agli earnings del 20 maggio, il mercato sa quanto vale il portfolio Nvidia. Quello che non sa ancora è se la domanda sottostante regge senza i miliardi di Jensen Huang a sostenerla.
