33 giorni. È il tempo che resta a circa 90 società crypto in Francia per mettersi in regola con il regolamento MiCA o sparire dal mercato. La Autorité des Marchés Financiers ha fissato il 30 giugno 2026 come termine ultimo. Dopo, niente più zona grigia: licenza piena come Crypto-Asset Service Provider, oppure uscita ordinata. La presidente dell'AMF, Marie-Anne Barbat-Layani, ha definito la situazione urgente. Una parola che, in bocca a un regolatore, pesa.
Dalla regola all'applicazione: cosa è davvero cambiato
MiCA è operativo dall'inizio del 2025. Per oltre un anno l'Europa ha lavorato sul testo, sulle linee guida, sui regimi transitori. Adesso il baricentro si è spostato. Non si scrivono più norme: si fanno rispettare. L'AMF ha mandato i solleciti alle società già a novembre, poi ha alzato la voce. Chi non ha la licenza dovrà preparare un piano di chiusura ordinato, così che gli utenti possano recuperare o trasferire i propri asset. E i nomi delle società inadempienti potranno finire in una blacklist europea.
Società crypto francesi senza licenza MiCA: stato delle domande
Fonte: AMF (Autorité des Marchés Financiers) · gennaio 2026
Cosa succede agli exchange senza licenza MiCA dopo il 30 giugno 2026?
Dal 1° luglio 2026 potranno servire clienti francesi solo i CASP pienamente autorizzati. Gli altri si fermano. Per i nuovi entranti il regime vecchio è già chiuso dal dicembre 2024: la deadline di giugno riguarda i cosiddetti operatori legacy, quelli registrati sotto il vecchio quadro francese PSAN. Tradotto per l'utente: se usi una piattaforma che non compare tra gli autorizzati, rischi di trovarti il servizio sospeso da un giorno all'altro, con la necessità di spostare i fondi in fretta. La regola del passaporto unico rende il tema europeo: una licenza ottenuta in uno Stato vale in tutti e 27. Ma se manca, il blocco può estendersi.
Sul punto è intervenuta direttamente l'autorità francese. → Vedi gli aggiornamenti ufficiali dell'AMF su X (@AMF_actu).
E l'Italia? Il fronte si muove anche qui
La pressione francese non è isolata. Bruxelles ha aperto una consultazione per rivedere lo stesso impianto MiCA, con focus su stablecoin, lacune nella DeFi e supervisione transfrontaliera. Sul versante italiano i segnali ci sono. Banca Sella ha ottenuto l'autorizzazione MiCA e punta a offrire custodia e trasferimento di crypto a clienti selezionati entro fine 2026. La CONSOB ha intanto stretto le maglie della vigilanza, come abbiamo raccontato nell'analisi sulle nuove regole crypto in Italia per il 2026, e il Parlamento ha aperto un tavolo sugli asset digitali. Resta lo scarto di fondo, già fotografato nel confronto tra l'approccio europeo e quello americano: l'UE ha un quadro unico, gli Stati Uniti procedono per sentenze e singole agenzie. Chi vuole capire l'inquadramento giuridico degli asset trova un punto di partenza nel pezzo sulle criptovalute come bene giuridico.

DATI CHIAVE
Società francesi senza licenza ...... circa 90
Quota che non intende fare domanda .. 40%
Domande ancora in corso ............. 30%
Deadline definitiva ................. 30 giugno 2026
Licenza piena richiesta ............. CASP (Crypto-Asset Service Provider)
Validità passaporto unico ........... 27 Stati UE
Fonte: AMF · gennaio 2026
C'è un dettaglio che la cronaca tende a perdere. L'AMF non vuole che MiCA diventi una corsa al regolatore più permissivo, dove le società scelgono il Paese con i controlli più morbidi per poi espandersi ovunque. È la vera posta in gioco dei prossimi mesi: non se MiCA esiste, ma se viene applicato allo stesso modo da Parigi a Roma a Berlino. La consultazione UE aperta da Bruxelles dirà molto. Per ora il messaggio francese è netto, e il calendario non lascia margini. Approfondimenti continui nella sezione Regolamentazione e sul fronte istituzionale delle banche che entrano nel crypto sotto MiCA. Il testo normativo di riferimento resta il Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCA).
