Grande documento legislativo che sale una scalinata verso una soglia istituzionale, con un orologio incombente che segna il tempo che stringe.
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Di Giulia Ferrante immagine profilo Giulia Ferrante
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CLARITY Act al momento decisivo: cosa cambia per BTC, ETH e XRP e perché conta la scadenza di agosto

Il CLARITY Act è al suo momento decisivo: l'audizione del 17 luglio tiene alta l'attenzione, ma il voto al Senato dipende da sette democratici e dalla scadenza di agosto. In gioco gli ETF sulle altcoin.

La legge crypto più importante nella storia degli Stati Uniti è arrivata al suo momento decisivo. Il 17 luglio torna sul palco con un'audizione pubblica a New York, ma la vera partita si gioca altrove, ed è una corsa contro il calendario.

Perché il CLARITY Act, il testo che dovrebbe finalmente dare regole certe al mercato digitale americano, ha davanti poche settimane per diventare legge. Oltre, rischia di finire risucchiato nella campagna elettorale di metà mandato.

A che punto siamo

Il percorso è già lungo. La Camera ha approvato il CLARITY Act a luglio 2025 con un ampio voto bipartisan, 294 a 134. Il 14 maggio 2026 la Commissione Bancaria del Senato lo ha fatto avanzare con 15 voti contro 9, con due democratici a sostenerlo. L'evento del 17 luglio a New York, però, è un'audizione pubblica, non il voto: serve a tenere alta l'attenzione, non a decidere.

Il voto d'aula al Senato resta non calendarizzato, e per passare servono 60 voti, cioè circa sette democratici oltre ai repubblicani. I nodi ancora aperti sono due: la disputa sui rendimenti delle stablecoin e una norma etica sui legami tra funzionari pubblici e industria crypto. La scadenza che conta è la pausa estiva di agosto: se il testo scivola oltre, il rischio è che si areni fino al 2027.

Quanto è arrivato lontano, e cosa manca

Il percorso legislativo del CLARITY Act. Fonte: Camera USA e Commissione Bancaria del Senato, 2026

lug 2025Camera294-134mag 2026Commissione15-9in sospesovoto d'aula~7 voti Demago 2026pausa: scadenza

Cosa cambia davvero

Qui serve una precisazione che quasi nessuno fa. A marzo 2026 la SEC e la CFTC avevano già emesso un'interpretazione congiunta che classifica 16 asset, tra cui Bitcoin, Ethereum e XRP, come merci digitali e non titoli, affidando la vigilanza alla CFTC e aprendo la strada agli ETF spot. Quel passaggio ha già fatto gran parte del lavoro.

Il compito vero del CLARITY Act, allora, è un altro: trasformare una decisione reversibile di due agenzie in legge federale permanente, al riparo da un cambio di amministrazione. E ciascuna crypto ne trae qualcosa di diverso: Bitcoin consolida la struttura di mercato intorno a sé, Ethereum blinda lo staking e il rendimento che i suoi ETF possono distribuire, XRP chiude finalmente la questione titolo che lo ha perseguitato per cinque anni.

La posta in gioco: gli ETF sulle altcoin

È qui che la politica incontra i capitali. Secondo JPMorgan, l'approvazione sarebbe un catalizzatore positivo per l'intero settore, perché sbloccherebbe tre cose insieme: i capitali istituzionali fermi in attesa di regole, la pipeline degli ETF sulle altcoin come SOL, XRP, AVAX e ADA, e un quadro legale per la tokenizzazione degli asset tradizionali.

Le cifre sono concrete: Standard Chartered stima tra 4 e 8 miliardi di dollari di afflussi sui soli ETF legati a XRP, se il testo passa. Per un mercato reduce da mesi difficili, sarebbe una svolta. Il condizionale, però, resta d'obbligo: tutto dipende da quei sette voti al Senato, e i mercati di previsione danno la legge al 60-70% di probabilità entro l'anno, non di più. Ne avevamo tracciato la posta in gioco anche nella nostra guida al CLARITY Act.

Perché riguarda anche l'Europa

C'è una lettura che dall'Italia si tende a perdere. Con il CLARITY Act, gli Stati Uniti corrono a fissare il proprio modello di regole, esattamente come l'Europa ha già fatto con la MiCA, oggi pienamente operativa. Si delineano così due grandi cornici regolatorie che definiranno la mappa competitiva globale del settore.

Per chi opera dall'Europa, capire come gli Stati Uniti chiuderanno questa partita non è un dettaglio d'oltreoceano: è il contesto in cui si muoveranno capitali, aziende e talenti nei prossimi anni. Il calendario, per ora, comanda. Se il Senato troverà i voti prima di agosto, il secondo semestre 2026 avrà il suo catalizzatore. Altrimenti, la più grande spinta legislativa mai vista sulle crypto rischia di restare a metà strada. Gli aggiornamenti restano verificabili sul portale del Congresso USA e sui documenti della CFTC.

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