Quattro miliardi di dollari in asset tokenizzati, e ora un ticker a Wall Street. Il 2 luglio Securitize debutta al New York Stock Exchange, e la tokenizzazione degli asset reali entra ufficialmente in borsa.
Non è una crypto che si quota, ma l'infrastruttura che porta on-chain fondi, obbligazioni e credito privato. È una differenza che cambia il segnale.
L'operazione
Securitize arriva sul listino tramite una fusione con Cantor Equity Partners II, veicolo SPAC sponsorizzato da un'affiliata di Cantor Fitzgerald. Il voto degli azionisti è passato il 29 giugno, la chiusura è attesa per il 1° luglio e il primo scambio come SECZ è fissato al 2 luglio.
L'operazione raccoglie circa 400 milioni di dollari su una valutazione pre-money di 1,25 miliardi, e fa di Securitize la prima società pure-play di infrastruttura per la tokenizzazione a quotarsi su una grande borsa statunitense.
Una raccolta da 400 milioni
Fonte: comunicati Securitize e Cantor Equity Partners II, giugno 2026
- PIPE ipersottoscritto: circa 225 mln $
- Trust trattenuto: circa 175 mln $
Il dettaglio che conta è nella struttura. Meno del 30% degli azionisti della SPAC ha scelto di riscattare, lasciando in cassa oltre il 71% del trust. In un'epoca in cui i riscatti superano spesso l'80%, è un segnale di fiducia istituzionale, non di uscita.
Chi è Securitize
Fondata nel 2017 e guidata dal CEO Carlos Domingo, Securitize non è una startup speculativa. Ha costruito uno stack regolamentato che include broker-dealer registrato presso la SEC, transfer agent e un sistema di trading alternativo vigilato, con autorizzazione anche sotto il regime pilota DLT europeo.
Gestisce oltre 4 miliardi di dollari in asset tokenizzati su più di 650 fondi, in partnership con nomi come Apollo, BlackRock, BNY, Hamilton Lane, KKR e VanEck. La punta è il fondo tokenizzato BUIDL di BlackRock. Il modello è a commissioni: i ricavi crescono con gli asset sulla piattaforma, non con il prezzo delle crypto. Nel primo trimestre 2026 il fatturato è stato di 19,5 milioni, in crescita del 39% su base annua.
Perché conta per gli RWA
Una società di infrastruttura per la tokenizzazione degli asset reali che raggiunge la scala del mercato pubblico è un dato strutturale, non solo un traguardo aziendale. Diventa la proxy quotata più pulita per misurare l'adozione, e offre un'àncora di valutazione che può riprezzare rivali come Ondo e Maple.
Il contesto è in piena espansione. Gli asset reali tokenizzati hanno superato i 30 miliardi di dollari nel 2026, e le proiezioni di BCG e Ripple arrivano a 18,9 mila miliardi entro il 2033. Anche sbagliando di gran lunga, resta un mercato da migliaia di miliardi. Per Domingo, la quotazione dà visibilità, credibilità e capitale per guidare la fase successiva della crescita. Il tema si intreccia con la spinta sulle stablecoin regolamentate e con i lavori sull'euro digitale.
Il rovescio della medaglia
La prudenza resta d'obbligo. La via della SPAC porta con sé rischi di esecuzione, il lancio del servizio completo di regolamento tramite DTC è atteso solo a ottobre 2026, e la vera prova sarà l'apertura del titolo. Sarà quel prezzo, più della matematica dell'operazione, a dire se la domanda è reale o solo anticipatoria.
Il segnale, però, arriva in controtendenza: proprio mentre la domanda istituzionale sugli ETF spot arretra, l'infrastruttura che tokenizza la finanza tradizionale sceglie di quotarsi. I documenti restano verificabili sui filing depositati alla SEC e sul sito ufficiale di Securitize.
Contenuto a scopo informativo, non consiglio finanziario. Gli strumenti citati comportano rischi, incluso quello di perdita del capitale.
