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La DeFi perde capitali, ma gli asset reali tokenizzati triplicano a 7,4 miliardi

Mentre la DeFi tradizionale perde il 15% dei capitali, gli asset reali tokenizzati sono triplicati a 7,4 miliardi in un anno, trainati da Treasury e credito privato. La prossima fase della DeFi potrebbe essere costruita sui titoli di Stato.

4 min read Come lavoriamo

La prossima fase della finanza decentralizzata potrebbe non essere costruita sulle criptovalute, ma sui titoli di Stato. Sembra un paradosso, eppure è la fotografia che emerge da un nuovo report: mentre il mondo della DeFi tradizionale perde capitali, gli asset del mondo reale portati sulla blockchain sono più che triplicati in un anno. Il denaro non sta scappando dal settore, si sta spostando, e dice molto su cosa cercano davvero gli investitori.

I depositi di asset reali tokenizzati sono passati da 2,3 a 7,4 miliardi di dollari in dodici mesi, mentre nello stesso periodo i depositi complessivi della DeFi sono calati di circa il 15%. È una divergenza netta, e racconta una maturazione del settore. Vediamo cosa sta succedendo e perché conta.

I numeri della divergenza

Partiamo dai dati, contenuti in un report firmato da CoinShares e Token Terminal. Da un lato, i depositi di asset del mondo reale tokenizzati, quelli che in gergo si chiamano RWA, nei protocolli di prestito e negli exchange decentralizzati sono più che triplicati, raggiungendo i 7,4 miliardi di dollari. Dall'altro, la DeFi nel suo complesso ha visto i depositi totali contrarsi di circa il 15%, in un periodo di prezzi crypto deboli e di ritiri dai prodotti più speculativi.

La stessa forbice si vede negli scambi: il volume di trading degli asset tokenizzati è cresciuto di circa il 220% in un anno, mentre il volume complessivo degli exchange decentralizzati è crollato di circa il 70%. In pratica, mentre gli operatori si allontanavano dagli scambi speculativi tra criptovalute, si avvicinavano agli asset reali portati on-chain. Non è un mercato che si svuota, è un mercato che cambia natura.

DeFi cambia pelle
Asset reali in crescita mentre la DeFi arretra
RWA depositati in DeFi
$7,4 mld
da $2,3 mld in un anno
+220%
volumi spot
DeFi complessiva
−15%
depositi totali
−70%
volumi DEX
A trainare la crescita: Treasury tokenizzati, stablecoin a rendimento, credito privato e asset garantiti da oro.
Fonte: CoinShares, Token Terminal — Q2 2026

Cosa sta trainando la crescita

Per capire il fenomeno, bisogna vedere quali asset stanno guidando questa ondata, ed è qui che il paradosso iniziale si scioglie. In cima alla lista ci sono i titoli di Stato americani tokenizzati e le stablecoin che offrono un rendimento, seguiti dal credito privato e dall'oro digitale. In altre parole, gli strumenti più solidi e "noiosi" della finanza tradizionale, portati sulla blockchain.

La logica è chiara e razionale. Questi asset offrono un rendimento reale, tipicamente tra il 3% e il 5,5% l'anno per i prodotti legati ai titoli di Stato, e continuano a generare reddito anche mentre vengono usati come garanzia per ottenere prestiti sulle piattaforme decentralizzate. È il meglio dei due mondi: la stabilità e il rendimento della finanza tradizionale, uniti alla flessibilità e alla programmabilità della blockchain. In un mercato crypto incerto, chi cerca un porto sicuro che frutti qualcosa lo trova esattamente qui.

La DeFi cambia pelle

La divergenza del secondo trimestre 2026. Fonte: CoinShares, Token Terminal

  • Asset reali tokenizzati: da 2,3 a 7,4 miliardi in un anno, più che triplicati. Trading +220%.
  • DeFi tradizionale: depositi totali -15%, volumi degli exchange decentralizzati -70%.
  • Cosa traina: Treasury tokenizzati, stablecoin a rendimento, credito privato, oro digitale.

Perché questa divergenza è importante

Qui sta il significato profondo del dato, ben colto dal CEO di CoinShares, Jean-Marie Mognetti, secondo cui quando una classe di asset cresce durante una fase difficile del suo stesso ecosistema, significa che la domanda è guidata dall'utilità reale, non dai cicli di mercato. È un'osservazione acuta. La crescita degli asset tokenizzati non dipende dall'euforia speculativa, ma dal fatto che risolvono un problema concreto per gli investitori.

Questo segna una potenziale svolta nell'identità della DeFi. Nata come territorio di rendimenti altissimi e altrettanto alto rischio, spesso scollegata da qualsiasi valore reale, la finanza decentralizzata sta iniziando a costruire un fondamento più solido, ancorato ad asset che esistono e producono reddito nel mondo reale. È lo stesso movimento che vediamo dal lato delle grandi istituzioni, da BlackRock che tokenizza i titoli di Stato fino a Tether che porta gli immobili on-chain: i due mondi, quello tradizionale e quello decentralizzato, si stanno incontrando proprio sul terreno degli asset reali.

Il punto debole: la concentrazione
Gran parte della crescita degli RWA on-chain arriva ancora da Treasury tokenizzati e prodotti dollar-based a rendimento. Sono strumenti capaci di offrire circa 3,2%-5,5%, ma questa concentrazione rende il settore sensibile a un eventuale forte calo dei tassi d'interesse.

Le cautele da tenere a mente

Sarebbe però ingenuo raccontare solo il lato entusiasmante, e la nostra linea impone onestà anche sui rischi. Questa crescita ha una forte concentrazione: gran parte del valore è dominato dai titoli di Stato tokenizzati, il che crea una dipendenza. Se le banche centrali dovessero tagliare drasticamente i tassi d'interesse, il vantaggio di rendimento che oggi rende questi prodotti così attraenti si ridurrebbe, e parte di quel capitale potrebbe defluire con la stessa rapidità con cui è arrivato.

Inoltre, categorie come gli immobili, il credito privato e le azioni, quelle che davvero dimostrerebbero la maturità completa della tokenizzazione, restano ancora una quota minoritaria. La crescita è reale e significativa, ma è concentrata su un unico tipo di asset. È un inizio promettente, non un traguardo raggiunto, e va letto con l'entusiasmo temperato dalla consapevolezza dei suoi limiti attuali.

La lettura più grande

Questa divergenza tra asset reali in crescita e DeFi speculativa in calo è forse il segnale più importante emerso dal settore in questi mesi. Ci dice che la finanza decentralizzata sta attraversando una transizione da adolescente a adulta: meno scommesse su token dal valore campato per aria, più strumenti ancorati a rendimenti reali e utilità concreta. È una maturazione che rende il settore meno spettacolare ma molto più solido.

Per chi guarda al futuro, la lezione è che la vera promessa della blockchain nella finanza potrebbe non essere sostituire il sistema tradizionale, ma assorbirlo e migliorarlo, portando i suoi strumenti più affidabili su binari più efficienti. La prossima grande fase della DeFi, insomma, potrebbe avere il volto sobrio di un titolo di Stato più che quello scintillante di un token speculativo. E paradossalmente, è proprio questa la notizia più rialzista per la maturità dell'intero settore. Chi vuole capire cosa sono questi strumenti può partire dalla nostra guida sugli asset del mondo reale tokenizzati.

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