Il Giappone apre agli stablecoin esteri e spinge lo yen on-chain: la mossa che sfida il dollaro digitale
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Il Giappone apre agli stablecoin esteri e spinge lo yen on-chain: la mossa che sfida il dollaro digitale

Pagare all'estero costa e passa quasi sempre per il dollaro. Tokyo prova a cambiare l'equilibrio con due mosse nello stesso giorno.

Pagare un fornitore all'estero costa tempo e commissioni, e quasi sempre passa per il dollaro. Il mercato degli stablecoin vale oltre 240 miliardi di dollari, e la quota in valute diverse dal biglietto verde resta minima. Dal 1° giugno 2026 il Giappone prova a spostare questo equilibrio. Due mosse, stesso giorno.

Cosa ha deciso davvero il Giappone il 1° giugno?

Due cose insieme. La prima: la Financial Services Agency ha reso operativa una regola che permette agli stablecoin esteri qualificati di essere trattati come strumenti di pagamento elettronici, a patto che superino test di equivalenza su licenza, custodia e supervisione nel paese d'origine. Non è un via libera a qualsiasi token in dollari, ma un percorso ordinato per emittenti e fintech globali.

Monete futuristiche e reti globali
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La seconda: il panel blockchain del partito di governo ha chiesto di promuovere stablecoin in yen per i pagamenti transfrontalieri in tutta l'Asia, insieme a una cornice per gli ETF crypto. Tokyo non improvvisa. Lavora a questo dal 2023, quando ha riscritto il Payment Services Act classificando gli stablecoin come strumenti di pagamento elettronici. La logica di fondo la spieghiamo nella guida pratica agli stablecoin nei pagamenti B2B.

Come funziona l'ecosistema yen che c'è già

Non parte da zero. A ottobre 2025 JPYC è diventato il primo stablecoin in yen pienamente regolamentato, con licenza FSA, attivo su Ethereum, Avalanche e Polygon. L'obiettivo è ambizioso: mille miliardi di yen di emissione in tre anni, circa 6,8 miliardi di dollari. Dietro, i pezzi grossi. Project Pax, sostenuto dalle tre megabanche MUFG, SMBC e Mizuho, punta a mille miliardi di yen di stablecoin B2B entro il 2028. SBI, con Startale, prepara JPYSC, garantito da una trust bank, in arrivo nel secondo trimestre 2026. Un modello a tre livelli di emittenti, costruito con calma e regole severe. Sul tema si sono mossi i grandi gruppi finanziari: → i post recenti di @Reuters su X.

DATI CHIAVE

Nuova regola FSA (stablecoin esteri) ..... in vigore dal 1° giugno 2026
Prima stablecoin yen regolamentata ....... JPYC (licenza FSA, ott 2025)
Obiettivo emissione JPYC ................. 1.000 miliardi di yen in 3 anni (~6,8 mld $)
Project Pax (MUFG, SMBC, Mizuho) ......... 1.000 miliardi di yen B2B entro 2028
Cap stablecoin globale ................... oltre 240 miliardi $ (dominio USD)
Proiezione mercato (Citigroup) ........... 3.700 miliardi $ entro 2030

Fonte: FSA, JPYC, Citigroup · 2026

Cosa cambia in pratica per chi paga e incassa

Per un'azienda, la differenza è concreta. Eseguire pagamenti verso fornitori esteri senza tenere conti in più valute, regolare in tempi rapidi, tagliare i costi di SWIFT. È la stessa direzione di Circle CPN, che porta USDC nelle banche senza toccare crypto. La posta è enorme, perché il mercato è quasi tutto in dollari e la spinta giapponese punta a creare una sponda asiatica reale.

Capitalizzazione globale degli stablecoin (miliardi di $), con proiezione al 2030

Capitalizzazione globale degli stablecoin (miliardi di $), con proiezione al 2030

Fonte: FMI (dati 2023-2026), Citigroup (proiezione 2030)

Fonte: FMI (dati 2023-2026), Citigroup (proiezione 2030)

Cosa aspettarsi adesso

Il confronto è la chiave. Mentre gli Stati Uniti discutono ancora di giurisdizioni, come mostra l'analisi del CLARITY Act americano e il GENIUS Act con le regole per gli emittenti, il Giappone ha già costruito le fondamenta. Per l'Europa la sfida è doppia, tra MiCA e il peso del dollaro, e cresce intanto il volume degli stablecoin in euro.

Per chi opera dall'Italia, restano centrali anche le strategie fiscali sulle crypto, mentre il quadro completo lo aggiorniamo nella nostra sezione sugli stablecoin.

C'è un numero che fa capire la posta in gioco. Citigroup stima che il mercato degli stablecoin possa toccare 3.700 miliardi di dollari entro il 2030, più di dieci volte quello attuale. Se anche solo una fetta di quel valore parlasse yen invece che dollari, l'equilibrio dei pagamenti asiatici cambierebbe forma.

JPYC ha attirato l'interesse anche di hedge fund, per via dei carry trade legati ai differenziali di tasso. Il Giappone, che fino a ieri pagava quasi tutto in contanti, sta provando a saltare un'intera generazione di infrastruttura. Punto.

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