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Bitcoin recupera 15.000 dollari in 48 ore: il mercato prova a rialzarsi dopo il crollo

Bitcoin passa da circa 64.000 a oltre 79.000 dollari in 48 ore. Treasury USA, regolamentazione e oltre 1,2 miliardi di short liquidati spiegano il rally. Ma sopra gli 80.000 dollari arriva il vero test.

5 min read Come lavoriamo

Bitcoin ha impiegato appena due giorni per cancellare una parte consistente dell'ultima correzione. Dopo essere sceso nell'area dei 64.000 dollari il 19 agosto, il prezzo della principale criptovaluta ha accelerato fino a superare i 79.000 dollari nella seduta del 21 agosto, mettendo a segno un recupero di circa 15.000 dollari in meno di 48 ore. Nelle prime ore del 22 agosto il mercato continuava a muoversi nell'area dei 78.000 dollari, mostrando per il momento una buona capacità di conservare gran parte del rimbalzo.

Il movimento è abbastanza violento da riaprire inevitabilmente la domanda che accompagna ogni grande recupero di Bitcoin: la fase ribassista è finita? La risposta, almeno per ora, richiede più cautela. La struttura tecnica di breve periodo è migliorata, ma parte dell'accelerazione è stata alimentata dalla chiusura forzata di enormi posizioni ribassiste. Per capire se stiamo assistendo all'inizio di una nuova fase rialzista bisogna quindi guardare non soltanto al prezzo, ma anche a cosa lo ha spinto fin qui.

Da 64.000 a quasi 80.000 dollari in 48 ore

La dimensione del recupero è il primo elemento che colpisce. Mercoledì 19 agosto Bitcoin si muoveva ancora intorno ai 64.200 dollari. Venerdì 21 ha raggiunto un massimo intraday nell'area dei 79.300 dollari, prima di arretrare e stabilizzarsi sopra quota 77.000. In termini assoluti significa che il mercato ha recuperato circa 15.000 dollari in appena due giornate.

Anche le rilevazioni dei mercati tradizionali italiani hanno fotografato il movimento. Nel pomeriggio del 21 agosto ANSA segnalava Bitcoin in rialzo di circa il 7% oltre i 77.000 dollari, mentre in chiusura il guadagno giornaliero restava nell'ordine del 6%. È quindi un movimento ben diverso da un normale rimbalzo tecnico di qualche punto percentuale.

Il primo impulso arriva dai Treasury americani

Il primo catalizzatore è arrivato da un mercato apparentemente molto distante dalle criptovalute: quello dei titoli di Stato americani. Il Tesoro USA ha annunciato un aumento dei riacquisti sulle scadenze più lunghe, una misura pensata per fornire maggiore liquidità a una parte del mercato che nelle settimane precedenti era stata sottoposta a forte pressione.

L'effetto immediato è stato un calo dei rendimenti dei Treasury. Per Bitcoin e per gli altri asset rischiosi questo è generalmente un elemento favorevole: quando il rendimento degli strumenti considerati più sicuri diminuisce, attività più speculative possono tornare relativamente più interessanti. Non a caso il primo scatto di Bitcoin è coinciso proprio con quella notizia, portando rapidamente il prezzo verso quota 69.000 dollari.

Ma questa spiegazione, da sola, non basta. I rendimenti hanno successivamente recuperato parte della discesa, mentre Bitcoin ha continuato a salire. Significa che nel frattempo erano entrati in gioco altri catalizzatori.

Washington torna a spingere sulle crypto

Il secondo elemento è politico e regolamentare. Negli Stati Uniti l'amministrazione Trump ha nuovamente sollecitato il Congresso a procedere con il CLARITY Act, il progetto legislativo destinato a definire con maggiore precisione la struttura regolamentare del mercato degli asset digitali.

Parallelamente, la Securities and Exchange Commission ha presentato una proposta denominata "Regulation Crypto Assets", che interviene sulle modalità con cui alcune tipologie di asset digitali e relative operazioni potrebbero essere trattate nell'ambito delle norme federali sui titoli. Per il mercato il segnale è stato quello di un'ulteriore riduzione dell'incertezza normativa negli Stati Uniti, anche se il percorso legislativo rimane aperto e nessuna proposta equivale automaticamente a una legge già approvata.

Bitcoin: cosa ha alimentato il rimbalzo

I tre fattori principali del movimento del 19-21 agosto

  • Treasury USA: aumento dei buyback sulle scadenze lunghe e iniziale calo dei rendimenti, favorevole agli asset rischiosi.
  • Washington: nuova spinta sul CLARITY Act e proposta SEC per dare maggiore certezza al settore crypto.
  • Short squeeze: oltre un miliardo di dollari di posizioni ribassiste liquidate, accelerando ulteriormente il movimento.

Il carburante nascosto: oltre un miliardo di short liquidati

Il terzo fattore è probabilmente quello più importante per interpretare correttamente la violenza del movimento. Il rialzo ha colto molti trader posizionati al ribasso e ha innescato una cascata di liquidazioni sui mercati dei derivati.

Secondo i dati di CoinGlass riportati da Decrypt, in 24 ore sono state liquidate posizioni crypto per circa 1,5 miliardi di dollari. Di queste, circa 1,21 miliardi riguardavano posizioni short. Quando una posizione ribassista a leva viene liquidata, l'exchange è costretto a chiuderla acquistando l'asset sottostante o il contratto equivalente: in un mercato che sta già salendo, questo meccanismo può produrre ulteriori acquisti forzati e accelerare il prezzo.

È proprio qui che serve prudenza. Uno short squeeze può trasformare un recupero in un movimento esplosivo, ma non equivale necessariamente all'arrivo di una quantità altrettanto grande di nuovo capitale di lungo periodo. Perché il rialzo diventi più solido, il mercato dovrà dimostrare di riuscire a mantenere i livelli raggiunti anche dopo che l'effetto delle liquidazioni si sarà esaurito.

La zona da osservare ora è sopra gli 80.000 dollari

Dal punto di vista tecnico il quadro di breve periodo è migliorato nettamente. Un'analisi pubblicata da Milano Finanza segnala che diversi indicatori, tra cui MACD, Parabolic SAR e Vortex, hanno registrato un rafforzamento della pressione rialzista dopo il balzo verso quota 79.500 dollari.

Allo stesso tempo, gli oscillatori più veloci hanno raggiunto condizioni di forte ipercomprato. Una fase di consolidamento o anche un nuovo ritracciamento non sarebbe quindi necessariamente incompatibile con una struttura di breve migliorata.

Bitcoin: il rimbalzo del 19–22 agosto

BTC recupera circa 15.000 dollari in 48 ore dopo il minimo del 19 agosto.

$85K $80K $75K $70K $65K $60K $64.200 $79.319 $77.300 $78.400 19 AGO MINIMO 21 AGO MASSIMO 21 AGO SERA 22 AGO MATTINA

Prezzo BTC in dollari. Valori indicativi basati sui livelli citati nell'articolo.

La prima area tecnica indicata dall'analisi si trova tra 82.600 e 83.000 dollari. Un superamento convincente di quella fascia rappresenterebbe un'ulteriore dimostrazione di forza. È più corretto quindi considerare gli 80.000 dollari come una barriera psicologica immediata e l'area 82.600-83.000 come il livello tecnico da osservare per capire se il recupero può estendersi ulteriormente, piuttosto che dichiarare già conclusa la correzione.

La lettura più grande

Il recupero degli ultimi due giorni mostra ancora una volta quanto Bitcoin sia sensibile all'interazione tra liquidità globale, tassi di interesse, politica americana e struttura interna del mercato dei derivati. Una singola notizia sui Treasury ha contribuito ad accendere il movimento, ma il passaggio da 64.000 a quasi 80.000 dollari è stato possibile perché più fattori hanno iniziato a muoversi contemporaneamente nella stessa direzione.

Per questo il prossimo test sarà probabilmente meno spettacolare ma più importante. Il mercato dovrà dimostrare di riuscire a conservare buona parte del recupero senza il carburante straordinario delle liquidazioni short e, soprattutto, attirando domanda sufficiente per affrontare nuovamente le resistenze sopra gli 80.000 dollari.

Bitcoin ha quindi dato un segnale di vitalità molto forte, ma parlare già di una nuova fase rialzista sarebbe prematuro. Dopo un movimento di circa 15.000 dollari in 48 ore, la domanda non è più se il rimbalzo sia reale: lo è. La domanda è se possa diventare sostenibile. E la risposta arriverà dai prossimi livelli di prezzo, dai flussi di capitale e dalla capacità del mercato di continuare a salire quando lo short squeeze sarà ormai alle spalle.

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