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Bitcoin ed Ethereum, il Q3 2026 sfida la stagionalità crypto

Bitcoin ed Ethereum sono in corsa per uno dei migliori Q3 della loro storia. I dati sono ancora provvisori: ecco cosa sostengono spot, ETF e calendario macro.

4 min di lettura Come lavoriamo

Bitcoin ed Ethereum stanno chiudendo il terzo trimestre del 2026 con una forza rara, ma il record non è ancora scritto. Nella fotografia del 26 settembre BTC guadagnava circa il 43,5% dal primo luglio ed Ether il 71,02%; la tabella CoinGlass consultata il 28 settembre indicava invece valori provvisori più bassi, circa +41,8% e +69,64%. La conclusione robusta è che entrambi sono in corsa per uno dei migliori Q3 della loro storia.

Bitcoin si muoveva nell'area 84.000-85.000 dollari, mentre Ethereum restava vicino a 2.700 dollari. Il punto editoriale non è il singolo livello di prezzo, ma l'anomalia stagionale: un trimestre spesso meno brillante di altri sta diventando il teatro di una rimonta sostenuta da acquisti spot, ETF e domanda istituzionale, proprio mentre rendimenti obbligazionari e incertezza macro restano elevati.

Bitcoin, il secondo miglior Q3 resta una proiezione

Bitcoin.com, citando i dati CoinGlass rilevati il 26 settembre, calcolava un rialzo del 43,5%, da circa 58.500 a 84.000 dollari. Se il livello fosse rimasto invariato fino al 30 settembre, il Q3 2026 sarebbe diventato il secondo miglior terzo trimestre nella serie storica mostrata da CoinGlass, dietro al +80,41% del 2017.

La formula corretta resta “sulla strada” o “in corsa”: il trimestre termina il 30 settembre e bastano pochi giorni di volatilità per cambiare la classifica. La stessa tabella CoinGlass, aggiornata nella sessione del 28 settembre, mostrava un rendimento provvisorio del 41,8%. La differenza non è un errore da nascondere, ma il risultato normale di orari di rilevazione e prezzi di riferimento diversi.

Ethereum è il caso più sorprendente

Il movimento di Ether è ancora più netto. Il dato del 26 settembre indicava un +71,02% nel Q3, sopra il precedente record trimestrale del +66,55% registrato nel 2025. CoinGlass mostrava poi un +69,64% provvisorio il 28 settembre, ancora sufficiente a lasciare Ethereum sulla traiettoria del miglior Q3 della serie.

Il confronto con Bitcoin modifica la lettura del mercato. Non siamo davanti soltanto a una fuga verso il principale asset digitale: nel trimestre Ethereum ha sovraperformato BTC di circa 28 punti percentuali nella fotografia del 26 settembre. È un segnale di maggiore propensione verso il rischio dentro il comparto, anche se non basta da solo a dimostrare una rotazione permanente del capitale.

Q3 2026 in tre numeri

Snapshot del 26 settembre e tabella CoinGlass consultata il 28 settembre 2026.

  • BTC: circa +43,5% al 26 settembre, +41,8% nella rilevazione CoinGlass del 28 settembre.
  • ETH: circa +71,02% al 26 settembre, +69,64% nella rilevazione CoinGlass del 28 settembre.
  • Macro: PCE il 30 settembre e Employment Situation il 2 ottobre, entrambi alle 14:30 ora italiana.

La stagionalità non è una legge di mercato

Dire che il Q3 2026 rompe la stagionalità è utile come angolo, ma va tenuto entro i dati. Nella tabella CoinGlass la media storica del terzo trimestre è positiva, circa +8,61% per Bitcoin e +13,10% per Ethereum, quindi il periodo non è sempre debole. La caratteristica più solida è la dispersione: anni molto forti convivono con trimestri negativi.

Un singolo trimestre non può dimostrare che il calendario abbia perso potere predittivo. Può però mostrare che un mercato con precedenti stagionali meno favorevoli ha trovato, nel 2026, abbastanza domanda da superarli. Per capire se si tratta di un cambio di regime serviranno più osservazioni, non un titolo definitivo alla vigilia della chiusura.

Spot ed ETF sostengono il movimento, ma la domanda non è uniforme

Investing.com indica maggiore attività sul mercato spot e domanda istituzionale come supporti del rialzo. Glassnode, nel report del 23 settembre, osserva che gli ETF spot statunitensi hanno registrato circa 1,3 miliardi di dollari di afflussi nei cinque giorni precedenti, mentre il volume spot sulle borse monitorate è più che raddoppiato dal minimo di agosto.

La stessa analisi introduce una cautela necessaria: il volume medio a sette giorni restava circa il 30% sotto il livello di un anno prima e parte degli acquisti istituzionali non è omogenea. Gli ETF stavano tornando compratori di Bitcoin, mentre le società con tesorerie in bitcoin risultavano venditrici nette in agosto. Il rally ha quindi una base spot più sana rispetto a una corsa dominata dalla leva, ma non equivale a una domanda illimitata.

Il test arriva tra PCE, lavoro e chiusura trimestrale

Il calendario macro rende gli ultimi giorni del trimestre particolarmente sensibili. Il Bureau of Economic Analysis pubblicherà il 30 settembre alle 8:30 di Washington, le 14:30 in Italia, il rapporto Personal Income and Outlays relativo ad agosto, compreso l'indice PCE seguito dalla Federal Reserve.

Il 2 ottobre alle 8:30 di Washington, ancora le 14:30 italiane, il Bureau of Labor Statistics pubblicherà l'Employment Situation di settembre. Un'inflazione più resistente o un mercato del lavoro più forte del previsto possono sostenere rendimenti e dollaro, creando pressione sugli asset rischiosi. Dati più deboli possono alimentare l'aspettativa di una politica monetaria meno restrittiva, ma il mercato può reagire in modo ambiguo se il rallentamento appare recessivo.

La lettura più grande

Il Q3 2026 dice qualcosa di più interessante di “Bitcoin sale”: la domanda ha sostenuto contemporaneamente il principale asset digitale e Ethereum in un periodo che non offre una scorciatoia stagionale evidente. BTC è vicino al secondo miglior Q3 della propria serie e ETH al record, ma la classifica resta provvisoria fino alla chiusura del 30 settembre.

La domanda decisiva passa ora dal calendario al regime di mercato. Se gli acquisti spot e gli ETF continueranno ad assorbire l'offerta anche dopo i dati PCE e lavoro, la performance trimestrale potrà diventare il punto di partenza di un Q4 più ambizioso. Se invece i rendimenti e il dollaro torneranno a dominare, il Q3 resterà una parentesi eccezionale. I dati disponibili mostrano forza, non una garanzia di prosecuzione.

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