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FDV crypto: cos'è e perché la market cap può ingannare

Market cap e FDV raccontano due parti diverse della valutazione di una criptovaluta. Scopri come calcolarle, cosa significa low float/high FDV e perché unlock e supply possono cambiare completamente la lettura di un token.

7 min read Come lavoriamo

Una criptovaluta costa 0,10 dollari e un'altra ne costa 1.000. Qual è la più economica? La risposta corretta è: non possiamo saperlo guardando il prezzo. E in alcuni casi nemmeno la market cap è sufficiente per capire quanto il mercato stia realmente valutando un progetto.

È qui che entra in gioco la FDV crypto, o Fully Diluted Valuation. È uno dei dati più importanti nella tokenomics di una criptovaluta e, allo stesso tempo, uno dei più fraintesi. Capire la differenza tra market cap e FDV permette di vedere qualcosa che il prezzo non mostra: quanta supply esiste oggi, quanta potrebbe arrivare sul mercato in futuro e quanto cambia la valutazione teorica del progetto se consideriamo anche quei token.

Cos'è la market cap di una criptovaluta?

La capitalizzazione di mercato, o market cap, misura il valore teorico dei token attualmente considerati in circolazione.

La formula è semplice:

Market Cap = Prezzo del token × Circulating Supply

Se un token vale 2 dollari e ci sono 100 milioni di token in circolazione, la sua market cap è di 200 milioni di dollari.

Questo permette di confrontare criptovalute con prezzi unitari completamente diversi. Un token da 0,01 dollari può avere una capitalizzazione molto superiore a una moneta che costa 500 dollari, semplicemente perché esistono molte più unità del primo asset.

C'è però un errore molto comune: una market cap da 1 miliardo di dollari non significa necessariamente che gli investitori abbiano versato 1 miliardo di dollari nel progetto.

La capitalizzazione deriva dall'ultimo prezzo di mercato applicato all'intera supply circolante. Su un mercato poco liquido, anche una quantità relativamente modesta di capitale può spostare il prezzo e, di conseguenza, modificare notevolmente la market cap.

Per approfondire questo aspetto, nella nostra guida DYOR per valutare una criptovaluta analizziamo anche liquidità, tokenomics, utilizzo del token e altre metriche fondamentali.

Cos'è la FDV nelle crypto?

FDV significa Fully Diluted Valuation, cioè valutazione completamente diluita.

L'obiettivo è rispondere a una domanda diversa dalla market cap:

quanto varrebbe teoricamente il progetto al prezzo attuale se considerassimo anche la supply che oggi non sta circolando?

Qui bisogna fare una precisazione importante. Le principali piattaforme di dati non utilizzano necessariamente la stessa supply per il calcolo. CoinMarketCap utilizza nella sua metodologia la maximum supply, mentre CoinGecko utilizza generalmente la total supply. Di conseguenza, lo stesso asset può mostrare valori leggermente differenti a seconda della fonte.

Il principio, però, rimane identico:

FDV = Prezzo attuale × Supply utilizzata per la valutazione diluita

Market Cap vs FDV: un esempio semplice

Immaginiamo un progetto chiamato Token A.

Crypto Market Cap: Beginner’s Guide to Understanding Asset Value
Market cap in crypto is the total value of a cryptocurrency’s circulating supply. Learn how to calculate it, market cap tiers, FDV, and why it matters.

Token A: ciò che il prezzo non mostra

Token A: ciò che il prezzo non mostra

Dato Valore
Prezzo $1
Supply circolante 100 milioni
Market Cap $100 milioni
Supply considerata per FDV 1 miliardo
FDV $1 miliardo

Guardando soltanto la market cap, il progetto sembra valere 100 milioni di dollari. Guardando la FDV, emerge invece che al prezzo corrente la valutazione teorica dell'intera supply sarebbe di 1 miliardo.

La differenza è di dieci volte.

Questo non significa che il token debba necessariamente perdere il 90% del proprio valore. Significa che il 90% della supply considerata nell'esempio non è ancora rappresentata nella circulating supply e bisogna capire quando, come e a chi verrà distribuita.

Perché una FDV molto superiore alla market cap può essere importante

Il problema non è la FDV elevata in sé. Il problema è ciò che può esserci dietro.

Una parte dei token potrebbe essere bloccata per investitori iniziali, team, fondazione, treasury, incentivi dell'ecosistema, airdrop o programmi di staking.

Questi token possono entrare progressivamente in circolazione attraverso vesting e token unlock.

Quando la circulating supply aumenta, esistono più token che possono potenzialmente essere scambiati. Se la domanda cresce alla stessa velocità o più rapidamente, il mercato può assorbire la nuova offerta. Se invece l'offerta aumenta molto più velocemente della domanda, può nascere pressione sul prezzo.

La parola fondamentale è quindi potenzialmente.

Un unlock non equivale automaticamente a una vendita. Un investitore, il team o una fondazione possono ricevere token sbloccati e continuare a detenerli. Tuttavia, dopo l'unlock quei token hanno maggiore possibilità di entrare sul mercato rispetto a quando erano vincolati.

Low float, high FDV: quando pochi token determinano una valutazione enorme

Nel settore crypto esiste una configurazione definita low float, high FDV.

“Low float” significa che soltanto una piccola percentuale della supply è effettivamente in circolazione. Se la domanda iniziale incontra pochi token disponibili, il prezzo può salire rapidamente.

Applicando poi quel prezzo a tutta la supply futura, si può ottenere una FDV enorme.

Il progetto può quindi apparire relativamente piccolo nella classifica per market cap ma, su base completamente diluita, essere già valutato come protocolli molto più maturi.

È una dinamica che abbiamo già incontrato analizzando il lancio e la tokenomics di Hyperliquid, dove la relazione tra supply circolante e valutazione diluita era uno degli elementi centrali da osservare.

Anche casi estremi come il rally di RaveDAO mostrano perché una valutazione derivata dal prezzo deve essere sempre letta insieme a liquidità, supply e struttura del mercato.

Una FDV alta significa che una crypto è sopravvalutata?

No.

È uno degli errori più frequenti nell'interpretazione della metrica.

Una FDV da 10 miliardi non dice, da sola, che un progetto vale troppo. Allo stesso modo, una FDV bassa non significa automaticamente che il token sia economico.

Bisogna chiedersi cosa giustifica quella valutazione.

Un protocollo con revenue elevate, utilizzo crescente, supply controllata e domanda strutturale può sostenere una valutazione molto diversa rispetto a un token senza prodotto, utenti o liquidità.

Inoltre la FDV assume implicitamente che possiamo applicare il prezzo di oggi a una quantità di token molto maggiore. È un'ipotesi teorica: se milioni di nuovi token entrassero realmente in circolazione, il prezzo potrebbe cambiare.

Per questo la FDV è utile come segnale da investigare, non come verdetto.

Il rapporto FDV/Market Cap

Un modo immediato per individuare potenziali differenze tra supply corrente e futura è confrontare FDV e market cap.

Nell'esempio precedente:

FDV / Market Cap = 10

Più il rapporto è vicino a 1, più la supply considerata nella valutazione diluita è già rappresentata nella supply circolante. Più il rapporto cresce, maggiore è la differenza tra ciò che circola oggi e ciò che potrebbe essere considerato in futuro.

Ma anche qui non esiste un numero universalmente “buono” o “cattivo”.

Un rapporto elevato con unlock distribuiti su dieci anni è molto diverso dallo stesso rapporto con enormi quantità di token destinate a essere sbloccate nei prossimi sei mesi.

Le 6 cose da controllare oltre alla FDV

Prima di interpretare una valutazione diluita, è quindi utile verificare almeno sei elementi.

1. Circulating supply. Quanti token sono realmente considerati in circolazione oggi?

2. Total e maximum supply. Quanti token esistono già e quanti possono esisterne complessivamente?

3. Unlock schedule. Quando entrerà nuova supply in circolazione?

4. Destinatari. I token sono assegnati a community, team, investitori, treasury o fondazione?

5. Emissioni e burn. Il protocollo crea continuamente nuovi token? Esistono meccanismi che ne distruggono una parte?

6. Liquidità. Quanto è profondo il mercato sul quale il token viene realmente scambiato?

Quest'ultimo aspetto è particolarmente importante. Un asset può mostrare una FDV di miliardi di dollari e avere contemporaneamente una liquidità molto ridotta. In quel caso la valutazione teorica deriva da un prezzo che potrebbe cambiare rapidamente anche con ordini relativamente piccoli. Nella nostra guida CEX vs DEX abbiamo spiegato come profondità della liquidità e slippage incidano concretamente sull'esecuzione degli scambi.

Perché CoinGecko e CoinMarketCap possono mostrare dati differenti

C'è infine un dettaglio spesso ignorato anche dagli utenti più esperti: le piattaforme di dati possono adottare metodologie differenti.

CoinMarketCap definisce attualmente la Fully Diluted Valuation utilizzando la maximum supply moltiplicata per il prezzo. CoinGecko utilizza generalmente la total supply e specifica che la FDV rappresenta una valutazione teorica.

Nel 2026 CoinGecko ha inoltre introdotto l'Outstanding Token Value, una metrica pensata per rappresentare la valutazione della supply già disponibile secondo criteri più granulari rispetto alla semplice distinzione tra circulating supply e total supply.

Questo significa che confrontare la FDV di Token A presa da una piattaforma con quella di Token B presa da un'altra può produrre conclusioni imprecise.

Per confrontare asset differenti è preferibile utilizzare la stessa fonte e la stessa metodologia.

La lettura più grande

La FDV non serve a prevedere quale criptovaluta salirà o scenderà.

Serve a fare una domanda migliore.

Quando vediamo un token con una market cap relativamente piccola, dobbiamo chiederci: quanto del progetto sto realmente vedendo nella supply di oggi?

Se soltanto una piccola quota dei token è in circolazione, il prezzo corrente sta valorizzando un mercato con un'offerta molto diversa da quella che potrebbe esistere negli anni successivi.

Questo non rende automaticamente il progetto negativo. Ma cambia completamente il modo in cui va analizzato.

Prezzo, market cap, FDV, unlock, distribuzione, liquidità e utilizzo del protocollo sono pezzi dello stesso puzzle. Presi singolarmente possono raccontare una storia fuorviante. Letti insieme permettono di comprendere molto meglio la struttura economica di una criptovaluta.

Ed è proprio questa la funzione più utile della FDV: non dirci quanto vale “davvero” un token, ma mostrarci quale parte della sua valutazione futura la market cap di oggi potrebbe non raccontare.

Per altri termini tecnici e concetti fondamentali puoi consultare anche il Glossario crypto di SpazioCrypto.

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