Stiamo vivendo un momento nel quale i campanelli d'allarme sull'intelligenza artificiale si fanno sentire con veemenza. Pochi giorni fa abbiamo sottolineato come il senatore Bernie Sanders abbia ideato una proposta di legge per congelare lo sviluppo dell'IA, sollecitata dalla richiesta del CEO di Anthropic di fare lo stesso e dagli avvertimenti del presidente della Banca d'Inghilterra sulla minaccia che l'intelligenza artificiale presenta alla finanza mondiale.
Se c'è una scuola di pensiero piuttosto preoccupata per il futuro, comunque, ve n'è un'altra che non ha paura del progresso né dello sviluppo dell'IA. In questo insieme troviamo numerosi investitori, a partire da Vitalik Buterin, uno dei fondatori di Ethereum, che non condivide le preoccupazioni di Dario Amodeo, chief executive officer di Anthropic, o del senatore Sanders, e sostiene che l'intelligenza artificiale non minacci le criptovalute.
Secondo quanto afferma afferma James Ooi della società di intermediazione finanziaria Tiger Brokers, chi può e desidera investire è tendenzialmente allineato alle idee di Buterin, tanto che gli investimenti nel settore dei modelli generativi continuano, senza conoscere alcuna flessione, anche in un momento nel quale si parla tanto di possibili rischi.
Che cosa attira chi investe
Sebbene gli sviluppi recenti della frontiera dell'IA siano stati pazzeschi, c'è ancora molto da affinare nel settore. Si prevede che il focus potrebbe presto spostarsi dall’addestramento del prossimo modello, al fine di renderlo sempre più potente, all’espansione della capacità di inferenza dell'attuale, oltre che al miglioramento della sua affidabilità.
La tendenza a investire nel settore è stata evidente fin dall'inizio dell'anno, con numerosi addetti ai lavori che continuano a raccomandare di puntare su questo ambito. Antonio Tognoli, responsabile della comunicazione e delle macroanalisi per la società di intermediazione mobiliare CFO SIM, ha esternato alla testata BlueRating che "Il settore si è confermato uno dei più solidi e in crescita del mercato, con gli utili che hanno continuato a supportare questa visione" dal primo gennaio in avanti.
La posizione di Trump
Donald Trump, nella sua risposta alla richiesta di Anthropic di scoraggiare, anche con la legge, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, si è schierato nettamente contro il punto di vista del CEO. Secondo il presidente USA "Chi vince nell'IA vince tutto". A suo dire:
"Sebbene sia innegabile che si possano correre alcuni rischi, alla fine ci saranno molti più aspetti positivi che negativi. L'ho detto fin dall'inizio: l'IA è una risorsa e noi siamo nettamente in testa nel suo sviluppo".
L'affermazione del POTUS è legata alle crescenti preoccupazioni che la Cina possa presto recuperare il gap di svantaggio che ha con gli States, specie relativamente allo sviluppo di AI agent autonomi, una tecnologia che gli americani sembrano considerare secondaria rispetto al potenziamento dei modelli. Se vivi l'avanzamento tecnologico come una gara, non puoi certo pensare di smettere di rifornire di benzina il tuo motore.
Trump ha il potere di influenzare il mercato, dall'alto della posizione che riveste, e se desidera continuare a stimolare la crescita di un determinato settore porterà numerosi investors statunitensi e occidentali a convergere sulla sua posizione.
Prospettive del prossimo futuro
Per come stanno le cose oggi, sembra molto difficile che gli appelli di Sanders, Amodeo di Anthropic, Elon Musk e Sam Altman, uno dei creatori di ChatGPT vengano ascoltati. Il potenziale dell'intelligenza artificiale appare troppo esteso per poter essere limitato e chi ha capitali importanti da investire non vuole certo perdere la possibilità di contribuire a finanziare quella che può rappresentare una vera e propria rivoluzione tecnologica.
Già oggi tutti gli internauti, o quasi, si servono di questa tecnologia. Qualora essa dovesse rendersi ancor più raffinata e affidabile, potrebbe diventare una fida alleata del 100% delle persone che accedono a internet. Dal momento che ognuno di noi possiede uno smartphone e visita la rete almeno una volta al giorno, la prospettiva di poter guadagnare buoni dividendi dal finanziamento del suo miglioramento è indubbiamente allettante. Poco importa se chi ha sperimentato in prima persona il potenziale, positivo e negativo, dell'IA, consigli di rallentarne la crescita esponenziale.
The world deserves confidence that American companies developing increasingly capable AI will act responsibly, especially as the trajectory of progress has steepened. Every frontier lab must deliver on this, and there is no reason any of us should come to work if we cannot.
— Sam Altman (@sama) September 14, 2026
We…
Il parere di Trump, con ogni probabilità, è condiviso da molti, anche perché il partito opposto è diviso e frammentato: non sono pochi quelli che pensano che l'appello al rallentamento sia, in realtà, un'operazione di facciata, studiata a tavolino per cristallizzare i rapporti di forza esistenti, avvantaggiando le realtà già in testa.
A capo di questo modo di pensare abbiamo David Sacks, ex consigliere di Donald Trump per l'intelligenza artificiale, che è ancora influente presso la Casa Bianca, pur avendo lasciato l'incarico.
"Smettetela di fingere che sia un'iniziativa altruistica. Si tratta di aziende massicciamente esposte a procedimenti di responsabilità civile qualora i loro prodotti rendessero possibile un attacco informatico devastante. I manager vogliono proteggere i propri incarichi e portafogli".
Ha affermato, guadagnando un consenso considerevole. Una parte consistente del Partito Repubblicano, al potere a Washington, è fermamente contraria a una regolamentazione più stringente. I sodali di Trump temono che ogni freno sarà deleterio all'innovazione americana e favorirà la Cina.


