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USA, oggi il voto decisivo sul CLARITY Act: 126 modifiche per salvare la legge crypto

Il Senato USA vota oggi sul CLARITY Act: non la legge finale, ma la soglia procedurale dei 60 voti per iniziare il dibattito. 126 modifiche negoziate, ma le probabilità di approvazione entro il 2026 sono crollate dall'82% al 16% secondo i prediction market.

5 min di lettura Come lavoriamo

Oggi il Senato degli Stati Uniti vota su uno dei provvedimenti più attesi dall'intero settore delle criptovalute, il CLARITY Act, la legge che punta finalmente a stabilire con chiarezza quale autorità di vigilanza sia competente su quali asset digitali. Ma prima di lasciarsi prendere dall'attesa, serve una precisione fondamentale, spesso persa nei titoli: quello di oggi non è il voto finale sulla legge. È un voto procedurale sul CLARITY Act, tecnicamente chiamato voto di cloture, che chiede semplicemente se almeno sessanta senatori sono disposti a iniziare formalmente a discutere il provvedimento in aula.

La distinzione, per quanto tecnica, è essenziale per capire cosa è davvero in gioco oggi. Se il voto passa, si apre una fase di dibattito e di ulteriori emendamenti, seguita in un secondo momento da un voto separato sull'approvazione definitiva. Se invece fallisce, la legge è di fatto morta per l'intero 2026, e considerati i tempi politici legati alle elezioni di metà mandato, probabilmente fino al 2029. Vediamo cosa prevede il nuovo testo, perché la soglia dei sessanta voti è così difficile da raggiungere, e quale sia il quadro realistico delle probabilità secondo gli analisti.

Il nuovo testo e le 126 modifiche

Nella giornata di ieri, i repubblicani del Senato hanno pubblicato una nuova versione del disegno di legge, incorporando centoventisei modifiche in gran parte richieste dai democratici, nel tentativo di costruire la maggioranza bipartisan necessaria. Non si tratta di ritocchi puramente estetici: il nuovo testo rafforza in modo sostanziale le restrizioni sui possibili profitti derivanti dalle criptovalute per i funzionari pubblici, un tema reso politicamente delicato dai circa un miliardo e quattrocento milioni di dollari di reddito legato alle criptovalute attribuiti al presidente Trump, e introduce poteri di controllo ed enforcement più ampi per i procuratori generali dei singoli Stati.

Resta però irrisolto uno dei conflitti più interessanti dal punto di vista economico, quello relativo alla remunerazione delle stablecoin. Le grandi banche continuano a opporsi con forza a questa parte del testo, temendo che prodotti crypto capaci di generare un rendimento possano sottrarre depositi al sistema bancario tradizionale, riducendone di conseguenza la capacità di erogare credito. Non è un dettaglio da poco: secondo alcune stime, la sola disposizione sulle stablecoin remunerate potrebbe mettere a rischio oltre un miliardo di dollari di ricavi annuali che un grande exchange crypto ricava attualmente dai programmi di rewards legati a una delle principali stablecoin in circolazione.

Matematica dei voti al Senato USA
Matematica dei voti al Senato USA

Perché la soglia dei sessanta voti è così complessa

Per capire la reale difficoltà di questa votazione, occorre guardare alla composizione numerica del Senato. I repubblicani controllano oggi cinquantatré seggi, mentre i democratici, insieme ai due senatori indipendenti che si aggregano a loro, ne detengono quarantacinque. Anche con la piena unità di tutto il fronte repubblicano, servirebbero quindi almeno sette voti aggiuntivi provenienti dall'opposizione per raggiungere la soglia richiesta. La situazione si complica ulteriormente per la possibilità di defezioni interne allo stesso schieramento repubblicano, che potrebbero spingere il numero di voti incrociati necessari fino a dieci o più. Nella fase di commissione, va ricordato, solo due senatori democratici avevano votato a favore del testo.

A guidare lo sforzo per costruire questa maggioranza sono il presidente della commissione bancaria del Senato e una senatrice da tempo in prima linea sui temi crypto, che hanno lavorato insieme per fondere il testo principale con quello elaborato dalla commissione agricoltura, competente sui mercati delle materie prime digitali. Il provvedimento gode inoltre del sostegno di importanti attori del settore, tra cui una nota associazione di categoria del mondo blockchain, oltre centosessanta ex funzionari della sicurezza nazionale, e persino una delle principali banche d'affari mondiali, che ne ha pubblicamente appoggiato l'impianto generale.

Il voto di oggi in sintesi

Cosa succede e cosa no. Fonte: Reuters, 2026

  • Cosa NON è: non è il voto finale sulla legge, è la soglia per iniziare a discuterla.
  • La soglia: servono 60 voti, i repubblicani ne hanno 53, mancano almeno 7.
  • Le probabilità: crollate dall'82% di febbraio al 16% di settembre secondo i prediction market.

Un quadro di probabilità molto più incerto di quanto sembri

Ed eccoci a un elemento che merita la massima attenzione, perché racconta una realtà diversa dal clima di attesa e ottimismo che spesso circonda queste notizie. Secondo i mercati di previsione, che aggregano le scommesse di migliaia di partecipanti su eventi futuri, le probabilità che il CLARITY Act diventi effettivamente legge entro la fine del 2026 sono crollate in modo drastico nel corso dell'anno: da un ottimistico ottantadue per cento registrato a febbraio, si è scesi a circa il sedici per cento all'inizio di settembre. Anche gli analisti di una nota società di ricerca specializzata nel settore crypto collocano questa probabilità su livelli altrettanto bassi, attorno al dieci per cento.

Questo brusco ridimensionamento delle aspettative riflette proprio la difficoltà politica descritta poco sopra, insieme al fatto che il Senato ha lasciato passare l'intera pausa estiva di agosto senza riuscire a votare, comprimendo ulteriormente i tempi a disposizione prima delle elezioni di metà mandato. È un dato che invita alla cautela: indipendentemente dall'esito del voto procedurale di oggi, il percorso legislativo che porterebbe all'approvazione definitiva resta lungo, incerto e tutt'altro che scontato.

Probabilità del CLARITY Act nel 2026
Probabilità del CLARITY Act nel 2026

L'incrocio con i mercati: Bitcoin osserva Congresso e Federal Reserve

Non è un caso che questo voto arrivi in un momento particolarmente delicato per i mercati crypto, con gli investitori impegnati a monitorare contemporaneamente le vicende del Congresso e le prossime mosse della banca centrale americana. Bitcoin, come avevamo raccontato analizzando la ripresa degli afflussi verso gli ETF nelle scorse settimane, sta cercando di consolidare un recupero dai minimi toccati verso la fine di agosto, e la stessa settimana del voto ospita anche la pubblicazione di dati sull'inflazione e la decisione della Federal Reserve sui tassi d'interesse, creando quello che alcuni analisti descrivono come un vero e proprio corridoio di volatilità concentrata. Un esito positivo del voto procedurale, per quanto non risolutivo, verrebbe probabilmente letto dal mercato come un segnale di progresso verso maggiore chiarezza regolamentare, un tema che si intreccia anche con la giurisdizione della stessa autorità che abbiamo visto protagonista nel caso dell'insider trading sui prediction market, proprio l'ente che il CLARITY Act renderebbe competente sui mercati spot delle materie prime digitali.

La lettura più grande

Il voto di oggi, indipendentemente dal suo esito, racconta molto sullo stato reale della regolamentazione crypto negli Stati Uniti. Dopo mesi di negoziati, centinaia di modifiche discusse e un lavoro di mediazione tra due commissioni parlamentari diverse, il settore si trova ancora a un passo dal semplice inizio del dibattito formale, non dalla sua conclusione. È un promemoria di quanto sia complesso costruire un consenso politico duraturo su un tema che intreccia interessi economici enormi, dalle banche tradizionali agli exchange crypto, e questioni etiche delicate legate agli interessi finanziari di figure politiche di primo piano.

Per l'osservatore, la lezione è duplice. Da un lato, il fatto stesso che si sia arrivati a centoventisei modifiche negoziate testimonia la serietà e l'ampiezza del lavoro compiuto, e il sostegno di attori importanti come una grande banca d'affari suggerisce che l'industria finanziaria tradizionale considera ormai imminente, prima o poi, l'arrivo di regole chiare in questo settore. Dall'altro, il crollo delle probabilità sui mercati di previsione ci ricorda quanto sia rischioso dare per scontato l'esito di processi legislativi complessi, specialmente quando i tempi politici si comprimono con l'avvicinarsi di una tornata elettorale. Qualunque sia il risultato di oggi, la storia della regolamentazione crypto americana è destinata a continuare, in un modo o nell'altro, nei prossimi mesi. Per capire meglio il contesto di queste discussioni, resta utile la nostra guida su cosa sono le criptovalute.

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