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Consob oscura cinque siti: 235 del totale storico sono legati alle crypto

Consob arriva a 1.834 siti oscurati. I 235 collegati alle cripto-attività sono un dato storico: non significa che i cinque nuovi siti siano tutti crypto.

2 min di lettura Come lavoriamo

Consob porta a 1.834 i siti complessivamente oscurati, di cui 235 collegati a fenomeni riguardanti le cripto-attività. L'ultimo intervento aggiunge cinque siti al contatore dell'abusivismo finanziario, ma non consente di presentarli tutti come piattaforme crypto: il dato sulle cripto-attività riguarda l'intera serie storica.

La notizia è stata rilanciata da Teleborsa il 2 ottobre 2026. L'annuncio risultava già riportato il giorno precedente da FX News Group. L'intervento riguarda servizi e attività di investimento su strumenti finanziari offerti senza autorizzazione: una distinzione necessaria per leggere correttamente la componente crypto del totale.

Consob oscura cinque siti: i nomi dell'ultimo intervento

La ricostruzione di Teleborsa elenca Daxton-Italia, Inmarket24, ICloudFX e Ambrosiafx, con i rispettivi siti e pagine operative. Le denominazioni sono quattro, mentre il numero degli oscuramenti comunicato è cinque: non va quindi trasformato in un elenco di cinque società. Per Inmarket24 sono riportati due domini, oltre alla pagina di accesso dei clienti.

Si tratta di un intervento successivo a quello di agosto, già raccontato da SpazioCrypto nell'articolo sugli oscuramenti Consob contro i siti finanziari abusivi. La novità è l'aggiornamento dell'attività di contrasto e del suo conteggio, non l'introduzione di una nuova disciplina sulle crypto.

I 235 siti crypto sono un dato storico

Il totale parte da luglio 2019, quando Consob ha ricevuto il potere di ordinare l'oscuramento dei siti degli intermediari finanziari abusivi. All'interno di questo insieme, i 235 siti riferiti a fenomeni collegati alle cripto-attività rappresentano circa il 12,8%: un rapporto calcolato dividendo 235 per 1.834.

Questa percentuale descrive la composizione del contatore, non la quota delle truffe finanziarie attribuibile alle crypto. Non misura gli importi coinvolti, il numero delle vittime o il rischio medio di una piattaforma. Inoltre, un sito non equivale necessariamente a un operatore distinto: più indirizzi possono essere riconducibili alla stessa iniziativa.

Consob: tre numeri da distinguere

Fonte: Teleborsa, 2 ottobre 2026. Totale cumulativo dal luglio 2019.
  • 5 nuovi siti
    Oggetto dell'ultimo intervento per servizi di investimento non autorizzati.
  • 1.834 siti complessivi
    Il contatore storico degli oscuramenti.
  • 235 collegati alle cripto-attività
    Una componente del totale storico, non cinque nuovi casi crypto.

Il blocco dell'accesso e i suoi limiti

FX News Group riferisce che l'attuazione degli oscuramenti spetta ai fornitori di connettività operanti in Italia e può richiedere alcuni giorni per ragioni tecniche. L'ordine dell'autorità e il blocco effettivamente applicato alle connessioni non coincidono quindi necessariamente nello stesso momento.

Il numero dei siti oscurati, da solo, non documenta somme recuperate o rimborsi ai clienti. Allo stesso modo, l'assenza di un indirizzo da un elenco di avvisi non prova che l'operatore sia autorizzato. La verifica dell'identità e delle autorizzazioni resta un passaggio distinto, come abbiamo spiegato nell'approfondimento sui falsi exchange e le truffe che sfruttano il nome di MiCA.

La lettura più grande

La nostra lettura è che il valore di questo aggiornamento stia nella precisione con cui viene interpretato. Il contatore rende visibile l'attività di contrasto, ma per valutarne l'efficacia servirebbero anche informazioni sulle persone raggiunte dai siti, sul denaro esposto e sulla capacità degli operatori di ripresentarsi online. Il solo aumento degli oscuramenti non dimostra né una crescita equivalente delle frodi né la loro riduzione.

Per chi segue le crypto, distinguere il prodotto evocato dall'attività effettivamente svolta è altrettanto importante. È una cautela emersa anche nel diverso caso della finta banca di Torino che prometteva investimenti in oro e crypto. Qui il punto documentato resta circoscritto: cinque nuovi siti interessati dall'intervento e una componente storica di 235 siti collegati alle cripto-attività. Confondere i due livelli renderebbe il titolo più vistoso, ma l'informazione meno accurata.

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