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La Borsa di Londra porta 100 azioni on-chain: l'accordo con Kraken per tokenizzare le big britanniche

La Borsa di Londra tokenizza le sue 100 maggiori azioni con la madre di Kraken: non un exchange crypto che replica titoli, ma l'infrastruttura ufficiale del mercato che entra on-chain. La tokenizzazione passa dagli exchange crypto alle Borse ufficiali.

6 min read Come lavoriamo

La tokenizzazione delle azioni, cioè la loro trasformazione in gettoni digitali su blockchain, compie un salto di qualità decisivo. Non è più solo un exchange di criptovalute a creare versioni digitali di titoli famosi, ma è una delle istituzioni finanziarie più antiche e prestigiose del mondo, la Borsa di Londra, a entrare direttamente in questo territorio. Attraverso un accordo con la società madre di Kraken, uno dei principali exchange crypto, il London Stock Exchange Group porterà sulla blockchain le azioni delle sue cento maggiori società quotate.

chart tokenized rwas
chart tokenized rwas

È una notizia dal forte valore simbolico, perché segna il momento in cui la tokenizzazione smette di essere una faccenda del solo mondo crypto ed entra nell'infrastruttura ufficiale dei mercati finanziari tradizionali. La domanda che questa vicenda solleva è affascinante: stiamo assistendo al passaggio della tokenizzazione dagli exchange crypto alle Borse ufficiali? Vediamo cosa prevede l'accordo e perché è così importante.

London Stock Exchange to launch UK tokenised equity structures and announces partnership with Payward to explore tokenised public equity markets
London Stock Exchange today announces plans to launch UK tokenised equity structures and forms a partnership with Payward,

Cosa prevede l'accordo

Nel concreto, l'intesa prevede che le azioni delle cento maggiori aziende quotate a Londra vengano trasformate in token digitali, garantiti uno a uno dalle azioni reali sottostanti, sotto un marchio già esistente e attivo nel settore. Questi token saranno negoziabili ventiquattro ore su ventiquattro, potranno essere custoditi nei portafogli digitali personali e utilizzati nelle applicazioni blockchain, offrendo una flessibilità che un'azione tradizionale, chiusa in un conto di brokeraggio, non può dare. I primi prodotti dovrebbero arrivare nel giro di poche settimane, con un'accessibilità prevista per gli investitori di oltre cento Paesi.

C'è però un dettaglio tanto curioso quanto significativo, che vale la pena sottolineare: almeno inizialmente, questi token sulle azioni britanniche non saranno disponibili proprio per gli investitori del Regno Unito, esclusi per ragioni normative. Un piccolo paradosso che fotografa bene la complessità regolamentare del settore. In una fase successiva, e soggetta all'approvazione delle autorità di vigilanza, la Borsa di Londra prevede di supportare questi token anche sulla propria nuova piattaforma di negoziazione a orario esteso, un progetto pensato per allungare drasticamente le ore di mercato, la cui operatività è però attesa per il 2027.

Press release | Payward and London Stock Exchange to Partner on Equity Tokenization
Payward will tokenize the top 100 London-listed equities as xStocks, and — subject to regulatory approval — the London Stock Exchange will support xStocks trading on LSE 24.

La parte più rivoluzionaria: le azioni native on-chain

Se la tokenizzazione delle azioni esistenti è già di per sé notevole, l'aspetto più rivoluzionario dell'accordo guarda ancora più avanti. Le due società, infatti, non si limiteranno a creare copie digitali di azioni tradizionali, ma intendono studiare la possibilità di emettere azioni "native" direttamente sulla blockchain, attraverso l'infrastruttura stessa della Borsa. Sarebbero titoli che nascono digitali fin dall'origine, con gli stessi diritti e la stessa validità delle azioni classiche.

grafico xstocks volume cumulato
grafico xstocks volume cumulato

Questa è la vera frontiera. Una cosa è prendere un'azione esistente e crearne una rappresentazione su blockchain; un'altra, ben più profonda, è che le aziende possano emettere le proprie azioni direttamente in forma digitale, integrandole pienamente nel sistema. Significherebbe ripensare da zero il funzionamento dei mercati dei capitali, rendendoli nativamente digitali. La stessa dirigente a capo della Borsa di Londra ha sottolineato come la tokenizzazione abbia il potenziale di cambiare il modo in cui gli investitori accedono ai mercati e le aziende li utilizzano, a patto però di svilupparsi preservando la fiducia, i diritti e il ruolo dei mercati regolamentati. È un equilibrio delicato tra innovazione e tutela, e vedere una delle Borse più antiche del mondo porselo come obiettivo è di per sé un segnale potente. Del resto, che le infrastrutture ufficiali si stiano muovendo lo avevamo visto anche con il progetto della Banca Centrale Europea per regolare gli asset tokenizzati.

Un tassello di un movimento più ampio

Questa mossa della Borsa di Londra non è un evento isolato, ma l'ennesimo e forse più autorevole tassello di una tendenza che sta accelerando in tutto il mondo della finanza. Solo pochi giorni fa avevamo raccontato di come un grande exchange americano avesse portato on-chain le azioni delle Big Tech statunitensi, un passo di cui abbiamo analizzato luci e ombre nel nostro articolo su Coinbase e le azioni tokenizzate. E la stessa società madre di Kraken, protagonista di questo accordo, è al centro anche delle trattative per portare i perpetual di Hyperliquid nel mercato regolamentato USA.

Press release | Payward and London Stock Exchange to Partner on Equity Tokenization
Payward will tokenize the top 100 London-listed equities as xStocks, and — subject to regulatory approval — the London Stock Exchange will support xStocks trading on LSE 24.

La differenza sostanziale, e ciò che rende questo caso più significativo, è chi guida il movimento. Nei casi precedenti erano gli attori del mondo crypto a costruire ponti verso la finanza tradizionale. Qui, invece, è la finanza tradizionale nella sua forma più istituzionale, una Borsa con oltre tre secoli di storia, a fare il passo verso la blockchain. È un'inversione di prospettiva importante: non più la crypto che bussa alla porta della finanza, ma la finanza che apre la porta alla crypto e ne adotta gli strumenti. Un movimento che ricorda quanto la tokenizzazione stia mettendo radici anche in Italia, come nel caso del primo bond tokenizzato regolato in moneta di banca centrale.

La lettura più grande

L'ingresso della Borsa di Londra nella tokenizzazione delle azioni è un momento di svolta che va ben oltre il singolo accordo. Rappresenta la validazione definitiva, da parte del cuore della finanza tradizionale, di una tecnologia nata ai suoi margini. Quando un'istituzione con secoli di storia decide di portare i suoi asset più preziosi, le azioni delle sue maggiori aziende, sulla blockchain, sta di fatto dichiarando che questa tecnologia è il futuro dei mercati dei capitali, e non una moda passeggera.

Per l'osservatore, la lezione è duplice. Da un lato, si conferma che la tokenizzazione è la tendenza di fondo più solida e trasversale del momento, capace di unire due mondi un tempo distanti come la finanza tradizionale e le criptovalute in un unico ecosistema più efficiente, continuo e accessibile. Dall'altro, e come sempre, occorre mantenere uno sguardo lucido: dietro la promessa di accesso globale e negoziazione continua restano nodi importanti da sciogliere, dalle autorizzazioni normative alla precisa natura giuridica di questi token, temi su cui la prudenza è d'obbligo, come conviene sempre quando ci si avvicina a strumenti nuovi. Ma la direzione è ormai tracciata in modo inequivocabile: il futuro delle azioni, e più in generale dei mercati finanziari, sarà sempre più on-chain. E il fatto che a guidare questa transizione siano oggi le stesse istituzioni che quei mercati li hanno inventati è la prova più convincente che la rivoluzione è ormai entrata nel suo pieno svolgimento.

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