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BankChain Alliance: 39 associazioni bancarie USA preparano una blockchain per stablecoin e depositi tokenizzati

BankChain Alliance riunisce 39 associazioni bancarie statali e punta al 2027 per costruire una rete dedicata a depositi tokenizzati, stablecoin e pagamenti programmabili.

4 min read Come lavoriamo

La novità non è che 39 banche statunitensi abbiano già lanciato una blockchain, ma che 39 associazioni bancarie statali vogliano costruire un’infrastruttura di proprietà del settore. BankChain Alliance nasce per consentire agli istituti partecipanti di sviluppare depositi tokenizzati, stablecoin, pagamenti programmabili e regolamento automatizzato senza dipendere interamente dalle piattaforme delle megabanche o dalle aziende crypto.

Il progetto, annunciato il 25 agosto 2026, è ancora nella fase di progettazione. L’Alliance sta selezionando il partner tecnologico e punta al lancio nel 2027. Non esistono ancora una rete operativa, una stablecoin bancaria condivisa o un elenco di istituti pronti a emettere token: per ora esistono una struttura di governance, una direzione industriale e un obiettivo dichiarato.

State Bankers Associations Announce Industry-Owned Blockchain Network
Banks of all sizes to be able to safely offer modern payments services, preserving local lending in communities across the country

Non sono 39 banche, ma 39 associazioni bancarie

La distinzione è essenziale. I fondatori di BankChain Alliance sono 39 associazioni che rappresentano il settore bancario nei rispettivi Stati, non 39 singoli istituti. Secondo il comunicato, l’iniziativa è pensata per banche di tutte le dimensioni e resta aperta alla partecipazione e alla proprietà da parte degli istituti statunitensi.

Il modello proposto è quello di una rete progettata, posseduta e governata dal settore. Invece di acquistare semplicemente un servizio blockchain da un fornitore esterno, le banche partecipanti dovrebbero avere un ruolo nella definizione dell’infrastruttura e delle sue regole. È una scelta strategica perché il controllo dei binari può contare quanto il prodotto finanziario che viaggia sopra di essi.

Cosa dovrebbe consentire la blockchain bancaria

BankChain Alliance indica quattro aree principali: strumenti di pagamento programmabili, depositi tokenizzati, stablecoin e regolamento automatizzato. La rete dovrebbe inoltre essere interoperabile con altre infrastrutture, una caratteristica necessaria per evitare che il progetto si trasformi in un circuito bancario isolato.

Mancano però molti dettagli indispensabili per valutarne la portata. Non sono stati annunciati il protocollo utilizzato, il modello di accesso, i requisiti per diventare nodo, le modalità di finalità del regolamento, il trattamento della privacy o il soggetto che potrebbe emettere un’eventuale stablecoin. Anche la scelta del partner tecnologico è ancora in corso.

BankChain Alliance in tre dati
Fonte: BankChain Alliance, comunicato del 25 agosto 2026
  • 39 associazioni bancarie stataliSono le organizzazioni fondatrici dell’Alliance, non 39 singole banche.
  • Obiettivo di lancio nel 2027La rete è in progettazione e il partner tecnologico deve ancora essere selezionato.
  • Quattro capacità annunciateDepositi tokenizzati, stablecoin, pagamenti programmabili e regolamento automatizzato.

Depositi tokenizzati e stablecoin non sono la stessa cosa

Un deposito tokenizzato è normalmente la rappresentazione digitale di una passività che una banca ha già verso il cliente. Cambia il binario tecnologico utilizzato per registrare o trasferire il valore, ma l’obbligazione resta riconducibile all’istituto depositario. La FDIC ha ribadito che un autentico deposito tokenizzato continua a essere trattato come deposito ai sensi del quadro bancario applicabile.

Una stablecoin è invece un token distinto, emesso secondo una specifica struttura giuridica e sostenuto dalle riserve previste. La presenza di depositi bancari tra le riserve di una stablecoin non rende automaticamente assicurati dalla FDIC i saldi dei possessori del token. Come mostra il nostro confronto tra stablecoin e depositi bancari, la differenza non è soltanto tecnica: riguarda la natura del credito, la protezione applicabile e il soggetto responsabile del rimborso.

Notice of Proposed Rulemaking to Establish GENIUS Act Requirements and Standards for FDIC-Supervised Permitted Payment Stablecoin Issuers and Insured Depository Institutions | FDIC.gov
On April 7, 2026, the FDIC Board of Directors approved a notice of proposed rulemaking that would implement the GENIUS Act.

La risposta cooperativa al vantaggio di Wall Street

JPMorgan, Citi, Bank of America e Wells Fargo dispongono delle risorse necessarie per sperimentare autonomamente tokenizzazione e pagamenti blockchain. Il settore stava già valutando una rete condivisa per i depositi tokenizzati delle grandi banche USA. Per gli istituti regionali e comunitari, sostenere individualmente costi tecnologici, normativi e operativi comparabili sarebbe molto più difficile.

BankChain Alliance prova a rispondere aggregando scala, competenze e capacità contrattuale. Un’infrastruttura comune potrebbe ridurre il costo di ingresso e impedire che l’innovazione dei depositi digitali venga controllata soltanto dalle megabanche o dai principali emittenti privati di stablecoin. È questa la parte più importante dell’annuncio, anche se la sua efficacia dipenderà dalle condizioni economiche e tecniche che saranno definite.

Il GENIUS Act cambia il calcolo delle banche

Il GENIUS Act, firmato il 18 luglio 2025, ha introdotto un quadro federale per le payment stablecoin negli Stati Uniti. La legge non autorizza automaticamente BankChain Alliance e non trasforma l’Alliance in un emittente. Ha però reso più concreta la possibilità che soggetti regolamentati costruiscano prodotti basati su token ancorati al dollaro, come approfondito nella nostra guida alle scadenze del GENIUS Act.

Le banche possono quindi seguire due strategie contemporaneamente: difendere i depositi tradizionali dalla concorrenza delle stablecoin e partecipare direttamente al nuovo mercato. L’annuncio di BankChain Alliance suggerisce che entrambe le opzioni resteranno aperte, ma non dimostra ancora che le banche associate emetteranno una stablecoin comune. La fonte primaria indica una capacità potenziale della rete, non un prodotto approvato.

La lettura più grande

BankChain Alliance sposta la competizione dalla semplice emissione di token al controllo dell’infrastruttura. Se il progetto arriverà sul mercato, le banche regionali potranno tentare di preservare il rapporto con clienti e imprese anche quando depositi, pagamenti e regolamento si muoveranno su registri programmabili. Il valore strategico starebbe nella proprietà dei binari, non soltanto nell’aggiunta della parola blockchain a servizi esistenti.

Il 2027 resta però un obiettivo industriale, non una garanzia. Prima di parlare di sfida riuscita alle megabanche serviranno un partner tecnologico, regole di governance verificabili, interoperabilità, liquidità, conformità normativa e adozione effettiva da parte degli istituti. Per ora l’Alliance rappresenta un segnale importante: una parte ampia del settore bancario statunitense non vuole limitarsi a osservare la tokenizzazione dall’esterno.

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