Strategy ha venduto Bitcoin. Trentadue monete, circa 2,5 milioni di dollari, prima vendita dal dicembre 2022. Sulla carta è niente. Per il mercato è stato uno strappo, e il prezzo è scivolato sotto i 72.000 dollari in poche ore. Pochi giorni dopo, il 5 giugno 2026, Bitcoin ha aperto a 63.812 dollari per cedere ancora, oltre il 51% sotto il massimo di ottobre 2025.
Bitcoin scende per un mix di fattori esterni al mondo crypto: deflussi record dagli ETF spot (circa 3,58 miliardi in dodici sedute, il maggiore esodo settimanale dal lancio del gennaio 2024), inflazione vischiosa negli Stati Uniti e tensione geopolitica in Medio Oriente. Il Crypto Fear & Greed Index è sceso a 12, paura estrema.
Il contesto: i numeri di un mercato in ritirata
I dati raccontano una ritirata ordinata, non un panico cieco. Al 4 giugno 2026 Bitcoin trattava intorno a 64.300 dollari, con una capitalizzazione vicina a 1,33 mila miliardi. Il giorno dopo è arrivato fino a 62.045. Gli ETF spot americani hanno bruciato 519,1 milioni il 2 giugno e 483,8 milioni il 1° giugno, due sedute da quasi un miliardo netto. La rottura di quota 73.000 dollari, il 28 maggio, aveva già innescato circa un miliardo di liquidazioni, con Bitcoin in testa per 386 milioni secondo CoinDesk. Non è la prima avvisaglia: lo avevamo visto con i primi segnali di deflusso di febbraio

Perché Bitcoin sta crollando adesso?
Bitcoin sta crollando per tre ragioni esterne al mercato crypto: politica monetaria, dollaro forte e geopolitica. L'inflazione resta appiccicata sopra l'obiettivo della Federal Reserve, i tagli ai tassi slittano, e un dollaro più robusto rende l'asset meno attraente per chi compra fuori dagli Stati Uniti. Sopra tutto, la rottura in Medio Oriente: il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah ha spinto gli investitori verso liquidità e oro. Tradotto: quando i tassi restano alti e il rischio sale, il denaro lascia gli asset volatili. Il segnale più pesante, però, è arrivato da dentro la fortezza. Strategy, l'azienda che ha fatto del "non vendere mai" una dottrina, ha ceduto BTC per coprire i dividendi delle azioni privilegiate STRC. È la prima vendita di Strategy dal 2022, la stessa società che ad aprile aveva superato BlackRock per Bitcoin detenuti.
Già il 5 maggio l'ipotesi circolava: il post di @WatcherGuru del 5 maggio 2026 sulla proposta di Strategy di vendere BTC per pagare i dividendi.
JUST IN: Michael Saylor's Strategy proposes selling some Bitcoin to pay dividends.
— Watcher.Guru (@WatcherGuru) May 5, 2026
"You buy Bitcoin with credit, you let it appreciate, and then you sell Bitcoin to pay the dividend." pic.twitter.com/WPCHk7fn7P
Cosa si aspetta davvero il mercato
I mercati predittivi danno la fotografia più cruda. Su Kalshi la probabilità che Bitcoin scenda sotto i 60.000 dollari nel 2026 sfiora l'80%, mentre quella di rivedere le sei cifre entro l'anno è scesa al 27%, dal quasi 50% di inizio maggio. Su Polymarket solo il 12% scommette su un nuovo massimo storico nel 2026. Lo riportano i trader su Kalshi e Polymarket secondo CNBC.

Eppure il quadro istituzionale continua a costruire. Il 3 giugno la SEC ha approvato in via accelerata l'iShares Bitcoin Premium Income ETF, prodotto a gestione attiva che vende opzioni call per generare rendita. Un ETF a rendita lanciato nella paura estrema dice molto su dove guarda Wall Street. La pressione resta concentrata nei grandi prodotti, come avevamo visto con il deflusso record guidato da BlackRock e con i deflussi legati alla geopolitica di fine maggio. Per capire perché conta chi detiene le quote, resta utile la struttura del mercato degli ETF Bitcoin.
Non è una novità assoluta vedere Strategy in rosso: a febbraio @WatcherGuru riportava una perdita non realizzata di 2,1 miliardi di dollari per la società, e poco dopo arrivò la perdita da 14,5 miliardi del primo trimestre. La risposta, allora, fu comprare ancora.
Il dato che pochi guardano è il piano strategico della SEC per il 2026-2030, che mette gli asset digitali al centro e parla apertamente di tecnologie capaci di trasformare l'infrastruttura finanziaria americana: si trovano i documenti depositati alla SEC su EDGAR. È un orizzonte lungo, lontano dalle candele rosse di questa settimana.
Nel frattempo i numeri restano duri: dodici sedute di deflussi, 3,58 miliardi usciti dagli ETF, Fear & Greed a 12. Bitcoin ha chiuso il 5 giugno sotto i 62.000 dollari, più della metà sotto il picco di ottobre 2025.
