Vancouver, ottobre 2013. Il primo Bitcoin ATM al mondo accende la sua tastiera in una caffetteria. Tredici anni dopo, il Canada propone di spegnerli tutti. Cifra brutale: 4.000 macchine in tutto il paese.
Lo Spring Economic Update fa numeri
Il documento ufficiale è uscito il 28 aprile. Lo Spring Economic Update propone di vietare ogni ATM crypto sul territorio canadese, senza distinzioni tra operatori grandi, piccoli, registrati come MSB presso FINTRAC o gestiti da società offshore.
Niente eccezioni. Il governo del primo ministro Mark Carney non parla di limiti più severi o di soglie sotto cui le transazioni resteranno libere.
Parla di rimozione. Tradotto: chi opera oggi sa già che ha i giorni contati. Il dato che pesa è quello della financial intelligence agency, FINTRAC, che già nel febbraio 2023 li definiva il "metodo principale" usato dai truffatori per raccogliere e riciclare i fondi delle vittime. Le perdite parlano da sole. 704 milioni di dollari canadesi in frodi nel 2025, oltre 2,4 miliardi cumulati dal 2022. Solo il 5-10% delle vittime denuncia.
I numeri italiani: 220 macchine, niente regole specifiche
In Italia gli ATM crypto sono 220. Numero modesto rispetto ai 4.000 canadesi, ma comunque significativo se rapportato ai consumatori italiani che cercano un punto di ingresso al mondo crypto senza passare da exchange online o conto bancario nominativo. Concentrati nelle grandi città del Nord. Operano come VASP iscritti all'OAM, secondo il Decreto MEF del 13 gennaio 2022 in attuazione della V Direttiva Antiriciclaggio.
La supervisione formale è in capo a Banca d'Italia e Consob. MiCAR fa il resto, almeno sulla carta. Sulla carta, perché il salto da iscritti al registro a controllati davvero richiede risorse, ispezioni in loco e un personale specializzato che ad oggi nessuna autorità italiana ha allocato in modo strutturale. Tre operatori dominano: CryptoLocalATM, Bitomat e Rothbard. Sicilia? Zero copertura strutturata. Tipico.
Chi paga il conto, chi guadagna la regola
Il caso Bitcoin Depot è il termometro del settore. Il più grande operatore mondiale, basato ad Atlanta, ha visto sospendere la licenza in Connecticut a marzo 2026 per infrazioni regolamentari e per non aver rimborsato le vittime di frode. Stessa storia in Massachusetts.
Tra agosto 2023 e gennaio 2025, secondo l'inchiesta del Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi, oltre la metà del flusso di denaro nei loro chioschi era riconducibile a truffe. Negli Stati Uniti l'FBI ha registrato 13.460 reclami nel 2025, per 389 milioni di dollari di perdite. Aumento del 58% in un anno.
Per chi vuole il quadro completo delle frodi crypto americane, vale la pena rivedere il rapporto FBI IC3 2025 che ha contato 11,4 miliardi di dollari persi negli USA.
E qui torna il filo che lega Ottawa, Hartford e Roma. Quando una macchina permette il passaggio diretto contante-crypto-wallet anonimo, la velocità è un valore per chi opera in regola e un'arma per chi opera fuori. Vincere un fronte significa accettare un altro.
Il prossimo passaggio è il voto in Parlamento canadese sull'implementazione della legge attuativa dello Spring Economic Update. La data attesa è giugno. Da lì si capirà se il ban scatta subito o se ci sarà una fase di uscita graduale per gli operatori MSB già registrati.
Per chi guarda all'Italia, la finestra utile è il prossimo aggiornamento del Decreto Antiriciclaggio in vista della sesta direttiva UE, lo stesso scenario in cui anche le crypto sono finite nel calcolo ISEE 2026. L'OAM non si è ancora pronunciata pubblicamente sulla mossa di Ottawa. Il silenzio, in regolamentazione, conta quanto un comunicato.
