L'operazione Amazon Decart è, per ora, un'indiscrezione: secondo il Wall Street Journal, Amazon sta trattando l'acquisizione di Decart, startup dell'AI fondata nel 2023, per circa 7 miliardi di dollari. L'accordo non è concluso né confermato dalle aziende: stando a Reuters, Amazon ha declinato di commentare fuori dall'orario d'ufficio e Decart non ha risposto alle richieste. Il software di Decart facilita il passaggio dei carichi di lavoro AI tra chip diversi, ed è questo il motivo per cui la notizia interessa chi segue la corsa alla potenza di calcolo.
Non abbiamo potuto leggere né il Wall Street Journal né Reuters, le cui pagine risultano bloccate per i nostri strumenti. I dettagli arrivano da rilanci che le citano, come SiliconANGLE, PYMNTS, Investing.com e Business Standard, e quando serve lo indichiamo. La parte finale del pezzo è la nostra lettura su perché la portabilità tra chip possa contare, tenuta separata dai fatti riportati e dalle motivazioni di Amazon, che nessuna fonte conferma.

Cosa è riportato: la trattativa
Il Wall Street Journal ha pubblicato la notizia domenica 11 ottobre, citando persone informate sui colloqui. Secondo i rilanci, un accordo potrebbe concretizzarsi presto, a patto che i colloqui non saltino e non si faccia avanti un altro offerente; SiliconANGLE non riferisce se sia stato firmato qualcosa. Il Wall Street Journal, scrive PYMNTS, ha citato anche un report del quotidiano economico israeliano Calcalist, secondo cui Decart sarebbe in trattative avanzate per essere acquisita da una grande azienda tecnologica.
Il prezzo indicato è di circa 7 miliardi di dollari. Decart era stata valutata quasi 4 miliardi a maggio, secondo dati PitchBook citati dal Wall Street Journal e ripresi da Business Standard, quindi la cifra riportata sarebbe un salto netto in pochi mesi. Nessuna fonte letta indica il valore definitivo, il perimetro della tecnologia che verrebbe acquisita o le autorizzazioni necessarie.
Chi è Decart e che cosa fa
Decart è stata fondata nel 2023 da tre ingegneri israeliani, i fratelli Dean e Orian Leitersdorf e Moshe Shalev, secondo SiliconANGLE. Sul suo sito si definisce un laboratorio di AI di frontiera che costruisce «modelli del mondo in tempo reale»; alcune testate la indicano con sede a San Francisco. Il prodotto che interessa la trattativa è DOS, la Decart Optimization Stack, che sul sito è presentata come uno stack di inferenza e addestramento che «sblocca le prestazioni di ogni chip principale» e che risulta costruito su NVIDIA, AWS Trainium e Google TPU (traduzioni nostre).
Il motivo per cui la portabilità tra chip ha un valore lo descrive SiliconANGLE: di norma una rete neurale va ottimizzata per il chip su cui girerà, e un tempo ci volevano mesi; con DOS il lavoro scenderebbe a un paio di settimane, e le aziende potrebbero spostare i carichi su altri processori se cambiano i requisiti o se la fornitura di chip è limitata. È la descrizione di un rilancio e non una verifica tecnica, e le prestazioni che Decart dichiara per la versione 2.0 di DOS sono affermazioni dell'azienda.
Accanto a DOS, Decart sviluppa modelli del mondo: Lucy, che secondo il suo sito modifica video dal vivo in tempo reale, e Oasis, pensato per simulare ambienti in cui addestrare robot e veicoli autonomi. A maggio Decart ha chiuso un round da 300 milioni di dollari a una valutazione di 4 miliardi, guidato da Radical Ventures, con NVIDIA come nuovo investitore, secondo Globes; il round precedente, da 100 milioni a 3,1 miliardi, risale ad agosto 2025. La raccolta complessiva supera i 400 milioni di dollari, secondo SiliconANGLE e PitchBook.

Amazon non è una presenza nuova nella storia di Decart. Il Wall Street Journal, nelle versioni riprese da SiliconANGLE e PYMNTS, scrive che AWS ha dato alla startup accesso anticipato a Trainium3, il chip di Amazon pensato per competere con quelli di NVIDIA, dopo aver incontrato i fondatori. Secondo Jewish News, a maggio Amazon è entrata come cliente strategico: i clienti del suo cloud potranno usare la tecnologia di Decart; l'articolo non dice se Amazon abbia investito capitale.
Il precedente di Anthropic
L'8 settembre Bloomberg aveva riferito che Anthropic aveva esplorato l'acquisto di Decart per circa 6 miliardi di dollari, cifra emersa già ad agosto, e che dopo la due diligence aveva deciso di non procedere. Secondo The Next Web il motivo non è noto e le due società potrebbero cercare altre forme di collaborazione; Ynetnews aggiunge che l'accordo riguardava in parte la tecnologia di Decart per l'efficienza dei chip, utile a ottenere più capacità dall'infrastruttura già disponibile. Sulla fame di capacità di Anthropic c'è anche il contratto ventennale da circa 401 megawatt che TeraWulf ha firmato con la società, a partire dal 2027, come abbiamo raccontato.
BigGo Finance ricorda che Amazon è già un grande investitore in Anthropic. Le fonti lette non dicono se i due episodi siano collegati, e non è corretto leggerli come una sequenza voluta: sono due trattative riportate dalla stampa, con una cifra più alta nella seconda. Resta aperta anche la possibilità, scrive SiliconANGLE, che un altro offerente si faccia avanti.

Perché la portabilità tra chip può contare: la nostra lettura
Questa parte è una lettura editoriale e non una ricostruzione delle motivazioni di Amazon, che non ha commentato. La premessa è che la potenza di calcolo scarseggia: nel nostro pezzo su IREN, da miner Bitcoin a gigante dell'AI si legge che la domanda mondiale di calcolo per l'AI potrebbe non essere mai completamente soddisfatta, e il Wall Street Journal, nei rilanci, collega il valore di Decart proprio alla competizione per ottenere più calcolo. Se una parte dei carichi si può spostare da un chip all'altro con poco lavoro, chi compra capacità ha un'alternativa quando una fornitura è limitata.
C'è poi il tema della dipendenza da un fornitore. NVIDIA domina ancora il mercato delle GPU, secondo le cronache, e a giugno ha raccolto 25 miliardi di dollari sul mercato obbligazionario per finanziare l'infrastruttura dell'AI, come abbiamo scritto in NVIDIA raccoglie 25 miliardi e i miner Bitcoin corrono all'AI. Un software che riduce il costo di cambiare chip, in teoria, rafforza la posizione di chi sviluppa chip alternativi, come Trainium, e di chi compra calcolo. Va aggiunto un dubbio che è solo nostro: un livello software neutrale diventa meno neutrale se lo possiede un'azienda che vende chip concorrenti, e le fonti non dicono come DOS verrebbe offerto dopo un'eventuale acquisizione.
Il collo di bottiglia, inoltre, non è solo il chip. Nel nostro racconto dell'investimento di Google in Finlandia si sostiene che il vero limite dell'AI sia l'energia, e la portabilità tra chip non produce megawatt. Pesa anche l'uso: secondo un rapporto del China Telecom Research Institute, che abbiamo raccontato in Cina, inferenza all'80% del compute entro il 2029, l'inferenza potrebbe superare l'addestramento, e DOS, secondo il suo sito, lavora su entrambi. Infine, i modelli del mondo come Oasis rimandano al campo dell'AI fisica, come in NVIDIA e LG, una fabbrica di AI in Corea, dove la simulazione precede l'addestramento dei robot.
Amazon e Decart in sintesi
Cosa è riportato, cosa no. Fonti: Wall Street Journal (via rilanci), Reuters, Bloomberg
- Riportato: secondo il Wall Street Journal, Amazon tratta l'acquisto di Decart per circa 7 miliardi di dollari; Decart sviluppa software per spostare i carichi AI tra chip diversi e modelli del mondo; Amazon ha declinato di commentare e Decart non ha risposto a Reuters; Anthropic, secondo Bloomberg, aveva esplorato un'offerta da circa 6 miliardi e si è ritirata.
- Non indicato: un accordo firmato; il valore definitivo; il perimetro della tecnologia acquisita; le autorizzazioni richieste; le motivazioni di Amazon; i motivi del ritiro di Anthropic.
- Da seguire: un annuncio ufficiale o una smentita, l'eventuale comparsa di altri offerenti, le condizioni con cui DOS resterebbe disponibile su chip diversi da quelli di Amazon.
La lettura più grande
La trattativa, se confermata, dice che nella corsa al calcolo il valore si sta spostando anche verso il software che decide su quale hardware girano i modelli, oltre ai chip e ai data center. Per una startup valutata quasi 4 miliardi a maggio, una cifra vicina ai 7 indica che almeno un compratore considera quel livello strategico. È una nostra lettura: le fonti non riportano le ragioni di Amazon.
I segnali da seguire sono concreti: un annuncio ufficiale di Amazon o Decart, il prezzo finale, l'eventuale ingresso di un altro offerente e soprattutto come verrebbe gestita la neutralità di DOS rispetto ai chip dei concorrenti di Amazon. Finché mancano, la notizia resta una trattativa riportata dalla stampa e non



