Binance ha dichiarato di avere registrato deflussi netti per circa 3,64 miliardi di dollari nelle prime nove ore e mezza dopo la ripresa dei prelievi, il 1° novembre. L’exchange ha calcolato il saldo sottraendo 1,01 miliardi di depositi dai 4,649 miliardi di prelievi elaborati tra le 06:00 e le 15:30 UTC. La cifra equivale, secondo Binance, al 2,1% dei 171 miliardi di dollari in asset che l’azienda dichiarava di detenere al 28 ottobre.
La riapertura era partita a fasi dopo la sospensione dei prelievi legata all’attacco da 6,3 miliardi di dollari. Entro le 12:36 UTC Binance aveva riattivato i prelievi sulle 15 reti incluse nella prima fase. La società ha detto che, dopo il picco iniziale, i volumi in uscita stavano diminuendo e si stavano stabilizzando, mentre i depositi restavano consistenti.
I 3,64 miliardi sono il dato di Binance
La cifra pubblicata da Binance misura i prelievi e i depositi elaborati dalla piattaforma nel periodo indicato. Non è una stima indipendente dei movimenti registrati su tutti gli indirizzi blockchain associati all’exchange. La distinzione è rilevante perché un trasferimento tra wallet controllati dalla stessa società può comparire nei dati on-chain senza corrispondere a un cliente che ritira i propri fondi.

Reuters ha riportato una lettura più alta di DefiLlama: 5,81 miliardi di dollari di deflussi, rispetto ai 4,36 miliardi mostrati in precedenza dal servizio. Binance aveva contestato la prima rilevazione, sostenendo che non conteggiava i fondi trasferiti verso i nuovi hot wallet dell’exchange. Reuters ha riferito che Binance non aveva risposto alla richiesta di commento sulla cifra aggiornata. I valori, quindi, non sono direttamente confrontabili: Binance descrive i flussi elaborati dalla piattaforma in un intervallo preciso, mentre DefiLlama rileva movimenti sugli indirizzi che monitora.
Per seguire la differenza tra trasferimenti di wallet e prelievi dei clienti servono il perimetro degli indirizzi osservati e la finestra temporale applicata. Il dato aziendale è circoscritto a nove ore e mezza; le rilevazioni on-chain dipendono dagli indirizzi attribuiti a Binance e possono includere spostamenti interni. Per ora non emerge una misura unica e indipendente dei prelievi netti dei clienti nel periodo.
La riapertura è avvenuta per fasi
L’annuncio ufficiale di Binance prevedeva una ripresa graduale, subordinata ai controlli di sicurezza e di operatività. La prima fase comprendeva 15 reti, tra cui Bitcoin, Ethereum, BNB Chain, Tron, Solana, XRP, Dogecoin, TON, Polygon, Avalanche, Arbitrum, Base, Optimism e Sui. Binance ha riferito che tutte erano nuovamente disponibili entro le 12:36 UTC del 1° novembre.
Il riavvio dei prelievi non equivaleva alla riapertura immediata di ogni asset e rete supportati. Binance ha spiegato che avrebbe continuato a verificare gli altri servizi prima di riattivarli e che la scelta delle prime reti dipendeva dalla domanda degli utenti della settimana precedente. L’annuncio avvertiva anche della possibilità di ritardi temporanei durante la fase iniziale.

Il 2,1% usa gli asset dichiarati dall’exchange
Il rapporto del 2,1% divide i deflussi netti dichiarati da Binance per i 171 miliardi di dollari di asset indicati dall’azienda al 28 ottobre. È un rapporto calcolato sui dati comunicati dall’exchange, non un indicatore indipendente della fiducia dei clienti né una misura definitiva della stabilità finanziaria della piattaforma.
Reuters ha descritto la reazione dei clienti come un primo test della fiducia dopo l’attacco. La testata ha riportato che Binance dichiarava deflussi in stabilizzazione e depositi ancora consistenti, ma non ha collegato automaticamente il dato a una conclusione sulla fiducia complessiva. Anche una variazione netta relativamente contenuta rispetto agli asset dichiarati può nascondere movimenti lordi molto più ampi, come mostra la differenza tra prelievi e depositi nel periodo.
Cosa resta da chiarire
I dati disponibili descrivono finestre temporali e insiemi di indirizzi diversi. Non permettono di determinare con precisione quanti fondi siano stati ritirati dai clienti nell’intero periodo successivo all’incidente, né quale quota dei movimenti registrati on-chain fosse costituita da trasferimenti interni. Binance ha dichiarato 3,64 miliardi di deflussi netti fino alle 15:30 UTC del 1° novembre; DefiLlama ha mostrato una stima di 5,81 miliardi, senza che Reuters riportasse un chiarimento di Binance sulla cifra aggiornata.
Per una lettura più solida serviranno aggiornamenti successivi sulle riserve e sui flussi, con metodi e intervalli temporali espliciti. Binance ha annunciato la rilevazione di un nuovo snapshot Proof of Reserves, ma al momento dell’annuncio il calcolo della prova crittografica era ancora in corso.
La lettura più grande
La riapertura ha trasformato l’allarme sulla sospensione dei prelievi in una prova operativa osservabile: Binance è tornata a elaborare richieste, ma i numeri pubblici non coincidono perché misurano cose diverse. La nostra lettura, dichiarata come tale, è che il dato più utile in questa fase non sia scegliere tra 3,64 e 5,81 miliardi, ma chiedere quali flussi ciascuna cifra includa.
Il prossimo aggiornamento delle riserve e i dati sui prelievi nelle giornate successive potranno chiarire se i deflussi sono rimasti contenuti o se la prima finestra ha sottostimato movimenti più ampi. Per ora la cifra di Binance resta una misura aziendale, mentre quella di DefiLlama è una stima basata sugli indirizzi monitorati.


