Tether congela 344 milioni di USDT: l'Iran nel mirino USA
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Da Giulia Ferrante Immagine del profilo Giulia Ferrante
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Tether congela 344 milioni di USDT: l'Iran nel mirino USA

Il Tesoro USA congela 344 milioni di USDT su due wallet Tron legati all'Iran. Tether collabora con OFAC nell'operazione Economic Fury: la più grande sanzione crypto della storia della stablecoin.

Giovedì 23 aprile 2026, alle prime ore europee, due indirizzi sulla blockchain Tron smettono di funzionare nell'arco di pochi minuti. Non è un hack, non è un'anomalia tecnica: Tether ha appena eseguito il più grande congelamento di USDT nella sua storia — 344 milioni di dollari bloccati su richiesta delle autorità statunitensi. Ventiquattr'ore dopo, il Segretario al Tesoro Scott Bessent firma la conferma: quei fondi erano legati all'Iran.

Due wallet, 344 milioni, zero avvisi

Il primo indirizzo — TNiq9AXBp9EjUqhDhrwrfvAA8U3GUQZH81 — conteneva circa 213 milioni di dollari in USDT. Il secondo — TTiDLWE6fZK8okMJv6ijg42yrH6W2pjSr9 — altri 131 milioni. Whale Alert e PeckShield li avevano segnalati on-chain prima di qualsiasi comunicato ufficiale. Il blocco è avvenuto a livello di smart contract: la rete Tron era e resta operativa, ma Tether ha attivato un meccanismo integrato nel contratto USDT che rende specifici indirizzi inutilizzabili, senza possibilità di trasferimento.

  • Wallet 1: ~$213M in USDT — blacklistato in pochi secondi
  • Wallet 2: ~$131M in USDT — blacklistato a distanza di minuti
  • Totale: $344,2 milioni — record assoluto per un singolo freeze Tether

Per capire come funziona la stablecoin più usata al mondo e perché la sua architettura consente questo tipo di azione, leggi la nostra guida: Tether, quella sottile linea tra stabilità e preoccupazioni.

L'operazione Economic Fury

L'OFAC (Office of Foreign Assets Control) ha sanzionato i wallet dopo che analisti governativi, lavorando con Chainalysis e TRM Labs, hanno identificato transazioni con exchange iraniani e indirizzi intermedi collegati a wallet associati alla Banca Centrale dell'Iran. I movimenti erano coerenti con i pattern noti dei wallet IRGC: trasferimenti da decine di milioni in USDT verso wallet privati, effettuati a intermittenza nel corso degli anni.

Bessent ha inquadrato l'azione nell'ambito dell'operazione Economic Fury, il piano dell'amministrazione Trump per tagliare sistematicamente le linee finanziarie di Teheran mentre i negoziati di pace restano in stallo.

Iran, crypto e il Golfo di Hormuz

Teheran usa le criptovalute da anni per sopravvivere alle sanzioni. Nel 2025, secondo Chainalysis, le riserve crypto iraniane hanno raggiunto 7,8 miliardi di dollari, con l'IRGC che controllava circa la metà degli asset on-chain nel quarto trimestre. Il quadro si complica ulteriormente se si considera che, ad aprile 2026, le autorità iraniane hanno iniziato a richiedere pedaggi in Bitcoin per il transito nel Golfo di Hormuz, con circa 400 navi bloccate e 20.000 marinai fermi — un segnale chiaro di quanto crypto e geopolitica siano ormai intrecciati.

Non è la prima volta che Tether viene usato come braccio operativo delle forze dell'ordine americane. Pochi mesi fa, aveva già supportato un'operazione da 580 milioni di dollari contro le truffe crypto industriali — qui il nostro approfondimento.

La domanda che nessuno vuole farsi

Questo freeze rimette al centro una questione irrisolta: le stablecoin sono davvero censorship-resistant? USDT su Tron può essere congelato senza fermare la blockchain. Tether collabora con oltre 340 agenzie in 65 paesi e ha già bloccato 4,4 miliardi di dollari in asset legati ad attività illecite — numeri che la posizionano come uno strumento di enforcement globale più che come una valuta neutrale.

Callout: Daniel Tannebaum, senior fellow dell'Atlantic Council, ha dichiarato a CNN: il freeze è "significativo", ma l'Iran ha decenni di esperienza nell'adattarsi alle pressioni. Il vero nodo sono i paesi terzi — Cina in testa — che continuano a facilitare i flussi di Teheran.

Con il GENIUS Act americano ancora in fase di commento e il MiCA europeo pienamente operativo — inclusa la proposta di kill switch per le stablecoin straniere avanzata da Italia e Germania — il controllo centralizzato degli emittenti di stablecoin è destinato ad aumentare. Il caso Iran non è un'eccezione: è l'anteprima di come verranno usate in futuro.

Da Giulia Ferrante Immagine del profilo Giulia Ferrante
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