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I Titoli Tech Trascinano Wall Street al Ribasso

Wall Street chiude la settimana lavorativa in ribasso. Quel che colpisce è che a trascinarla giù sono i titoli tech, incappati in una battuta d'arresto.

2 min di lettura Come lavoriamo

È stata una settimana in rosso per Wall Street, come talvolta capita. La vera notizia è che la causa del ribasso è dovuta ai titoli che hanno mostrato la crescita maggiore, in tempi recenti: quelli legati all'ambito tecnologico. Non ci si aspetterebbe certo che un settore inondato di capitale e su quale tutto il mondo sviluppato sta già puntando o ha intenzione di puntare nell'immediato futuro, dagli Stati Uniti alla Cina fino all'Unione Europea, stia affrontando un periodo di incertezza che non convince gli investitori. Eppure è strettissima attualità. A che si deve questo sentiment difficile da decifrare?

La tecnologia appesantisce la Borsa americana

Poco più di un mese fa, su queste stesse pagine, celebravamo un momento nel quale i titoli tech, e in particolar modo l'intelligenza artificiale, stessero trascinando il Nasdaq verso l'alto e oggi siamo qui a scrivere di come l'incornata del toro si sia trasformata, nel giro di quattro settimane, nella zampata di un orso, per citare i due animali da sempre associati ai movimenti finanziari.

È proprio l'indice Nasdaq a guidare il calo, con il meno 2% registrato nel momento in cui si scrive dovuto principalmente al crollo di Meta Platforms, che non ha ancora rimbalzato in seguito al lancio di una nuova classe di azioni, senza diritto di voto, la quale rischia di avere un effetto diluitivo sul capitale. Nonostante i risultati trimestrali dell'ecosistema di Facebook e WhatsApp appaiano ampiamente positivi, questa notizia è stata sufficiente per mettere in moto ripensamenti negli investitori.

Sono negativi anche i titoli legati all'AI, che da qualche tempo risentono di preoccupazioni legate al crescere dei costi di finanziamenti e dei possibili impatti che questo potrebbe avere sugli investimenti. L'opinione pubblica statunitense inizia a soppesare con maggiore consapevolezza l'ambito dell'IA, tenendo in considerazione non solo l'aspetto disruptive della nuova tecnologia e il suo potenziale rivoluzionario, ma anche la minaccia che presenta all'occupazione.

L'ineluttabile influenza del costo del petrolio


Sullo sfondo, peraltro, si muove una convergenza piuttosto sfavorevole, innescata dalla situazione geopolitica. L'ascesa del petrolio fino a oltre 111 dollari al barile, legata ai timori di una escalation di tensioni in Medio Oriente e allo stallo dei conflitti che non vedono alcuna conclusione all'orizzonte, ha innescato deflussi dall'azionario e dalle materie prime, e conseguenti afflussi verso tradizionali asset rifugio come dollari e treasury (obbligazioni e titoli di debito). Questo ha fatto scendere i rendimenti dei titoli di Stato americani al di sotto del 5%, ovvero ai minimi nell'ultimo mese.

Vi è dunque una contrazione in Borsa, e tutti i titoli di Wall Street ne soffrono, in qualche misura. Se il Nasdaq 100 perde il 2,71%, Il Dow Jones conferma una variazione pari a -0,17%, mentre si muove in netta retromarcia lo S&P-500, che scivola a 7.654 punti. Lo S&P 100 registra un -1,51%. I maggiori ribassi si manifestano nei comparti informatica (-2,91%), telecomunicazioni (-2,78%) e beni di consumo secondari (-1,60%).

La tecnologia resta la locomotiva di questo momento storico

La fotografia del calo dei titoli tech sembra destinata a restare tale. In questa epoca, come spesso scriviamo sulle pagine virtuali di SpazioCrypto, è proprio la tecnologia a tirare gli investimenti. Ci attendiamo dunque una rapida inversione di tendenza e un rimbalzo dei titoli legati all'IA e alle tecnologie informatiche.

Le percentuali sono rosse, al momento, ma gli indici di Borsa tendono a cambiare molto rapidamente e non ci sarebbe da stupirsi se, nel giro di giorni o al massimo settimane, il comparto tech ripartisse a trainare Wall Street e, di riflesso, le altre Borse mondiali.

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